OGGETTO: Contro il voto agli immigrati.

Già da anni se ne parla oramai con sempre più insistenza. Sia il centro-destra che il centro-sinistra hanno sventolato il riconoscimento del diritto di voto agli immigrati quale momento di massima realizzazione della democrazia in Italia; l’attuale Governo, con il disegno di legge FERRERO-AMATO, sta predisponendo quanto necessario per portare avanti questa battaglia assurda.

L’idea di fondo è quella di riconoscere agli immigrati, con regolare possesso di soggiorno e residenti in Italia da almeno 5 anni, l’elettorato attivo e passivo alle elezioni amministrative (Comuni e circoscrizioni delle maggiori città); in questo modo una grossa fetta degli stranieri, di fatto, residenti in Italia avranno il diritto di scegliere dei rappresentanti presso le nostri istituzioni.

In questo modo, i circa 4 milioni di immigrati residenti in Italia, avranno il miraggio di diritti garantiti. Quel miraggio cela ai loro occhi le catene che hanno ai polsi da quando sono approdati sulla nostra penisola.

La Comunità Militante Ostia si oppone al disegno di legge FERRERO-AMATO per i seguenti motivi:

- Non è accettabile che venga riconosciuto il diritto di voto a chi, pur lavorando regolarmente nel nostro paese, sia residente da pochi anni e quindi non abbia alcun tipo di legame storico, culturale ed affettivo con le nostre radici.
- Non è proponibile un disegno di legge che possa condurre ad una modifica giuridica del riconoscimento della cittadinanza, poiché questo comporterebbe un duro colpo alla nostra identità di italiani oltre che una profonda incoerenza con i dettami del nostro diritto.
- Va combattuta ogni proposta che, sotto la bandiera del politicamente corretto, inganna migliaia di cittadini stranieri con il miraggio di un voto, sperando poi di poterlo pilotare a proprio piacimento.
- E’ necessario opporsi ad ogni riforma sui flussi di immigrati consentiti. Le multinazionali ed i poter forti dell’economia traggono enorme profitto da questi flussi in quanto ottengono mano d’opera a basso costo: questo è schiavismo legalizzato e va combattuto.

Consapevoli che la cittadinanza non è un fatto dettato solo dalla legge, ma è un requisito garantito dalla nascita e consolidato dalla storia che un popolo tramandata di padre in figlio e scolpito nella roccia del diritto romano, oramai da tremila anni.

Noi proponiamo in concreto:

- Di regolarizzare i flussi di immigrati senza che questo comporti alcun tipo di riconoscimento inerente la cittadinanza. La durata della permanenza in Italia deve essere finalizzata all’acquisizione del c.d. Know How tecnologico da esportare nei paesi di origine dei migranti. L’immigrazione mirata permetterà anche l’eliminazione della disoccupazione tra gli immigrati, causa dell’accresciuta criminalità in molte città italiane.
- Rendere possibile lo sviluppo dei paesi di provenienza degli immigrati. La vera ricchezza di un popolo è nella propria identità, ed un popolo è libero solo se è fiero e consapevole delle proprie origini e tradizioni. L’unico modo per bloccare l’immigrazione è incentivare lo sviluppo economico nei paesi che sono ancora in via di sviluppo; con investimenti intesivi, ad opera non di multinazionali ma degli stessi immigrati addestrati ed educati all’economia, all’agricoltura, al mercato, si potranno rendere produttive zone del globo oggi abbandonate a sé stesse.

La battaglia contro l’immigrazione è una lotta di civiltà. E’ la difesa delle nostre radici di italiani ed europei contro ogni forma di omologazione culturale e di distruzione della propria storia; ma è anche una battaglia per la tutela della dignità ed identità dei popoli strappati dalle proprie terre i quali, vittime di un economia di mercato selvaggia, sono attratti dal miraggio di una vita migliore…trovandosi poi a chiedere l’elemosina in strada.


I giorni di VENERDI 6 e SABATO 7 Aprile, la Comunità Militante Ostia organizza un volantinaggio per le vie di Ostia Lido e zone interne. Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema enorme, troppo spesso trascurato e consapevolmente taciuto.