Scopi strategici della Gran Bretagna erano, oltre a fare finire uno scontro che colpiva il suo prestigio e che non si sarebbe potuto vincere con le armi: 1) mantenere il controllo strategico, in termini militari ed economici, su tutta l'isola, separandone la zona industriale più ricca, quella del Nord-Est, dove aveva già permesso l'insediamento dello Stato della "Irlanda del Nord", facente parte del Regno Unito, e mantenendo basi navali nel resto del paese; 2) impedire nelle 26 contee del resto dell'Irlanda la nascita di una Repubblica indipendente dall'Impero britannico, democratica e non confessionale, che avrebbe rappresentato un pericoloso precedente per tutti i popoli dell'Impero.
I dirigenti della lotta nazionale irlandese si dimostrarono migliori guerriglieri che negoziatori: sotto la minaccia (che era un bluff) da parte di Londra di una nuova "immediata e terribile guerra" i delegati irlandesi, tra i quali Griffith e Collins, accettarono nel Dicembre 1921 di firmare un Trattato (Treaty) che sanciva la separazione permanente delle 6 contee del Nord-Est dall'Irlanda (Partition, Partizione), concedeva alla Gran Bretagna le basi navali, e stabiliva nelle 26 altre contee uno "Stato Libero" (Free State) facente parte dell'Impero, i cui deputati avrebbero dovuto prestare un Giuramento di Fedeltà (Oath of Allegiance) alla monarchia britannica, rappresentata da un Governatore; il nuovo Dominion avrebbe dovuto continuare a pagare un tributo annuale alla Gran Bretagna per risarcire i latifondisti espropriati dalle Leggi agrarie di vent'anni prima.
Sulla ratifica di questo trattato il movimento nazionalista si spaccò: per i veri Repubblicani, guidati allora da De Valera, accettare la partizione dell'Irlanda e il giuramento di fedeltà alla Corona britannica, dopo una guerra durata più di due anni e la Proclamazione del 1916 riconfermata nel 1919, era assolutamente impossibile. Sull'altro fronte si collocarono i moderati, in genere con qualche interesse economico da difendere, appoggiati dalla Chiesa cattolica e naturalmente dagli Inglesi. Il risultato fu una Guerra civile durata quasi un anno (Giugno 1922-Maggio 1923), più feroce e sanguinosa della guerra contro gli Inglesi 1. Vinsero i sostenitori del Trattato, i 'Free-Staters', organizzati e armati dai Britannici: l'I.R.A., sconfitta, fu messa fuori legge. Nel frattempo, nelle 6 contee del Nord-Est, gli Orangisti schiacciavano coi pogrom la resistenza dell'I.R.A. e della parte nazionalista della popolazione: la U.V.F. si trasformò in organo armato ufficiale dello staterello dell'Irlanda del Nord, col nome di B-Specials, volontari armati di polizia, che affiancavano la polizia ordinaria.