L'epoca in cui vive Harlock è il secolo 30mo, un secolo caratterizzato da una forte decadenza ambientale e culturale che nel corso dei secoli si è evoluta come naturale conseguenza della nostra civiltà contemporanea. Questa è soprattutto la critica sociale che Leiji Matsumoto fece negli anni 70, e che ancora  resta attuale per i giorni nostri.

La Terra è ormai un unica immensa nazione amministrata da un governo centralizzato giapponese, una scelta questa dovuta non solo da ragioni commerciali ma soprattutto è legata alla critica che Matsumoto ha rivolto al paese del Sol Levante che nel secolo scorso ha portato avanti un enorme progresso economico a scapito, molto spesso, delle tradizioni nonchè della vita sociale, uccidendo moralmente l’individuo.

 

Il potere che il governo del 2977 ha sul popolo non è poi così lontano da quello odierno. Gli abitanti delle città sono perennemente tenuti in uno stato di apatia ed abbattimento grazie a delle onde ipnotizzanti trasmesse simultaneamente ai programmi radiotelevisivi (è la simbologia con l'attuale stato di cose è palese), tutto questo in cambio del benessere e tranquillità: in sostanza si è barattata la pace con la propria capacità di pensare ed avere opinioni. La scienza ha permesso ormai all’uomo di rilassarsi completamente. Sono le macchine che lavorano in tutto e per tutto sfruttando le risorse dei vari pianeti colonizzati nel sistema solare. Ma il prezzo da pagare è alto. Il governo offre gratuitamente ogni comfort possibile per una vita agiata e decente in cambio della propria personalità. L’ipnotismo adoperato tramite i mass media, infatti contribuisce a radicare negli uomini il credo dell’abulia, privandoli anche del minimo stimolo necessario per un costruttivo lavoro. Solo Harlock comprende la gravità della situazione.

 

Il mare che sulla Terra sta morendo è il simbolo della vita dell’uomo che se ne sta andando a causa di un progresso sempre più distruttivo, e lo spazio rimane quindi l’unica speranza per vivere i propri sogni. Ogni uomo che crede in questo segue Harlock a bordo dell’Arcadia, simbolo di libertà e poesia, in contrasto con l’ormai sterile pianeta Terra. La citazione all’antica regione greca è più che evidente: gli artisti che sfuggivano sull’altopiano carsico dal tumulto delle città e delle corti sono ripresi, nella serie di Matsumoto, come i pirati spaziali che sfuggono dalle metropoli terrestri ricercando una propria dimensione. Il messaggio che il Capitano manda è di critica allo stato attuale delle cose, il suo è un grido di libertà a non volersi sottimettere ad un sistema di schiavi; ciò è quello che più infastidisce i suoi nemici sulla terra(ad esempio il Primo Ministro):  il messaggio che Harlock rappresenta, l’idea che possa esistere un uomo che ha rifiutato la società che egli stesso capeggia.

 

Paradossalmente, dall’interno della federazione terrestre, esiste ancora qualcuno che prova un forte sentimento "umano", di odio, nei confronti di Harlock , è il Ministro Kirita. L’unico militare con ancora del carattere e del coraggio, il cui unico scopo nella vita è uccidere il pirata dello spazio. Il suo odio è vivo perché motivato da un’invidia profonda nei confronti del rapporto che il pirata ha con la piccola Mayu (la causa fu proprio un rapporto affettivo distrutto nella sua difficile infanzia, che lo condizionò nella psiche fino all’età adulta).

Nonostante Kirita e Mayu siano personaggi creati solo per la serie televisiva, rimane da sottolineare il fatto che la storia ne ha anche giovato sotto l’aspetto narrativo e psicologico. Ad esempio l’Harlock del manga, senza Mayu, è un personaggio più schivo e meno preoccupato delle sorti della Terra. Questo, sotto certi aspetti lo renderebbe anche più interessante, ma il legame che unisce il pirata e la figlia di Esmeralda e Tochiro (costruttore ed anima dell’Arcadia) lo porta anche ad avere un motivo in più per difendere il pianeta dall’invasore mazoniano, accentuando così anche il fondamentale rapporto di rivalità, con la Regina Raflesia.

 

Mayu, l’unica bambina del collegio capace ancora di sognare, è spesso "usata" come esca per imboscate contro Harlock dall’esercito terrestre. Perfino Raflesia si abbasserà a prenderla in ostaggio in un momento critico della guerra. Raflesia è la vera nemesi di Harlock, l’uno l’opposto dell’altro. Harlock è di natura un vagabondo dello spazio che ha come meta il cosmo infinito ed i suoi misteri. Per Raflesia l’universo non ha segreti ed è determinata nel suo obbiettivo di riconquistarsi la Terra dopo che il suo pianeta Mazone si è spento per sempre.

 

Infatti è per lei un reclamo di diritto occupare la Terra, visto che in ere antiche le mazoniane l’avviarono alla civiltà. Raflesia intende invadere la Terra con l’intenzione di migliorarla secondo i suoi parametri e sottomettere l’umanità indegna per un pianeta così meraviglioso.

 

Nonostante l’immensa forza bellica di Mazone, Harlock riesce a fermare l’offensiva, costringendo il popolo profugo a cercare un altro mondo per rinascere. Raflesia riparte quindi con la sua immensa carovana, ferita nell’orgoglio per essere stata battuta da un piccolo pirata della razza che ha sempre considerato inferiore. "Ho piantato semi che hanno germogliato contro di me" dichiara dopo la sconfitta, ma la Regina non capirà mai che la vera forza di Harlock è l’animo umano ancora vivo e infuocato nel suo cuore.

 

Meeme è invece colei che più di tutti è riuscita comprendere ciò. La dolce e saggia compagna senza bocca è l’unica sopravvissuta del pianeta Yura, e più di ogni altro conosce il mondo che Harlock porta dentro di se. Il rapporto che lega i due è molto profondo, Meeme ha praticamente donato tutta la sua esistenza, in segno di devozione, a colui che l’ha salvata dalla catastrofe di Yura.

Ma Meeme, essendo un ultima sopravvissuta di una popolazione, rappresenta anche la tristezza per la solitudine, che sfocia spesso nelle malinconiche melodie della sua arpa.

 

L’altro importante membro femminile dell’equipaggio è Yuki che, liberata da un’ingiusta prigionia da Harlock, gli rimase fedele associandosi da subito alla sua causa.

Nel finale della storia, unendosi in coppia con Tadashi, sarà una delle più felici speranze per la ricostruzione dell’umanità, così come lo sono già Mayu e tutta la nuova generazione di bambini che nasceranno dopo la disfatta del governo terrestre. Tadashi è invece colui che entra a bordo dell’Arcadia come ragazzino, e ne esce come uomo. Harlock lo invita a bordo del suo equipaggio dopo la morte del padre, il Dr.Daiba, ma l’adattamento al nuovo ambiente e l’infinità dello spazio procureranno in lui più di uno stravolgimento emotivo. Solo dopo diverse esperienze il giovane maturerà a fianco di Harlock e dei suoi 40 compagni di ventura.

 

Di questi vanno ricordati almeno il secondo comandante Yattaran (dalla grande passione per i modellini che lo aiuta a convivere con un trauma di cuore di giovanile), il Dottor Zero ( un brillante medico con la passione per i gatti ed il vino, bevanda molto cara all’autore), e Maji (ingegnere capo dell’Arcadia, con una famiglia distrutta alle spalle a causa della moglie, che era una delle tante "infiltrate" mazoniane nel nostro mondo).  

 

E  va ricordato il 42° membro dell’equipaggio, e cioè il computer centrale dell’Arcadia, ovvero l’anima di Tochiro, che ha vissuto insieme ad Harlock gli anni della giovinezza piena di sogni e speranze; che ha dato la sua vita per realizzare l’ambito progetto di dare un simbolo a ciò in cui credevano.