LA BOMBA ATOMICA
LA DECISIONE DI COLPIRE IL GIAPPONE
THOMAS WILSON FEREBEE
SESSANT'ANNI FA LA BOMBA SU HIROSHIMA
GALLERIA FOTOGRAFICA

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DECISIONE DI COLPIRE IL GIAPPONE

Con la scoperta dell'impossibilità per la Germania di costruirsi una bomba atomica e con la disfatta delle armate di Hitler, venne a cadere la giustificazione ideologica che aveva sorretto il lavoro degli scienziati partecipanti al progetto Manhattan e alcuni di essi cominciarono a pensare che non avesse più senso proseguire nell’impresa.Anche stavolta fu Szilard ad assumere l’iniziativa, stendendo un promemoria per il presidente Roosevelt, sottoscritto da altri scienziati, nel quale si sosteneva che sarebbe stato assolutamente ingiustificato lanciare le prime bombe atomiche sul Giappone.

Il 12 aprile però Roosevelt moriva e il nuovo presidente Harry Truman formò un comitato per prendere l’importante decisione circa l’impiego della nuova arma. Al comitato viene affiancata una sottocommissione consultiva formata dai quattro maggiori responsabili scientifici del progetto Manhattan: Oppenheimer, Fermi, Compton e Lawrence. Il primo giugno 1945 il comitato approvava una serie di suggerimenti al presidente Truman. In essi si raccomandava di lanciare al più presto la bomba atomica sul Giappone, senza alcun particolare preavviso circa la natura dell’arma, colpendo un obiettivo costituito da installazioni militari circondate da abitazioni o da altri edifici particolarmente danneggiabili.Quando la notizia trapelò il gruppo di Szilard stese un proprio documento, il rapporto Frank, sulle conseguenze politiche e sociali dell’energia atomica, che si concludeva con un invito a usare la bomba solo a scopo dimostrativo, per intimorire il Giappone, in una località deserta. Il rapporto Frank fu respinto dal comitato governativo, in cui prevalse la convinzione che la bomba atomica avrebbe indotto il Giappone alla resa incondizionata ed evitato così una sua invasione che sarebbe certo costata decine di migliaia di morti.

Furono accelerate tutte le attività del progetto atomico. Erano ormai pronti i primi chilogrammi dei due diversi esplosivi atomici, il plutonio e l’uranio 235 e fu possibile costruire due tipi di bombe trasportabili in aereo. Solo la bomba al plutonio richiedeva una verifica sperimentale. L’esperimento fu compiuto ad Alamogordo, nel Nuovo Messico, il 15 luglio 1945 e i dati numerici permisero di calcolare che la bomba atomica aveva avuto una potenza esplosiva equivalente a ventimila tonnellate di tritolo.Durante la conferenza di Potsdam, Truman inviò al Giappone un ultimatum, senza però fare alcuna allusione alla nuova arma. Sotto la pressione dei militari il Giappone respinse la dichiarazione di Potsdam il 28 luglio. Il 6 agosto la prima bomba a uranio 235 veniva sganciata. Hiroshima era una città di circa 350.000 abitanti, uno dei maggiori centri giapponesi di produzione bellica.La bomba distrusse qualsiasi cosa nel raggio di due chilometri, circa il 98% dei palazzi della città furono distrutti o gravemente danneggiati, oltre 70.000 persone furono uccise e molte altre morirono poi per effetto delle radiazioni.Di fronte alle titubanze del governo giapponese ad accettare la resa incondizionata, il 9 agosto venne sganciata su Nagasaki una bomba al plutonio, la gemella di quella sperimentata ad Alamogorodo. La città fu distrutta per il 47 % e i morti furono 75.000. Il Giappone si affrettò ad accettare la resa.Se molti scienziati erano contrari all’uso della prima bomba, quella di Nagasaki generò sgomento e ira. Di fronte a un nemico ormai piegato che aveva già sperimentato sulla propria carne il terribile morso dell’atomica, quella bomba appariva del tutto inutile. Con la seconda bomba si affrettava il termine del conflitto, impedendo che anche l’Unione Sovietica entrasse in guerra con il Giappone e pretendesse poi di rivendicare i meriti della propria partecipazione alla vittoria.

Per molti quella di Nagasaki non fu l’ultima azione militare della seconda mondiale, ma la prima grande operazione della guerra fredda.

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LA BOMBA ATOMICA
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

La bomba atomica (o bomba A) appartiene al novero delle armi nucleari ed è un ordigno esplosivo basato sulla reazione di fissione nucleare, cioè la scissione, spontanea o indotta, di un nucleo atomico in due o più frammenti più leggeri. La somma delle masse dei frammenti è inferiore alla massa del nucleo di partenza, la parte di massa mancante risulta trasformata in energia secondo la nota equazione di Einstein:
 

E=mc2
 

Nel caso dell'uranio 235, la reazione di fissione nucleare è la seguente
 

235U + n → [236U] instabile → 144Ba + 89Kr + 2 n

Nella seconda parte di questa reazione è indicato solo il decadimento più probabile; in realtà si formano anche frammenti aventi pesi diversi, la maggior parte dei quali instabili a loro volta, alcuni di loro estremamente pericolosi per l'ambiente e la salute umana (cesio-137, stronzio-90 e iodio-131 in primis) data la facilità con cui possono accumularsi nei tessuti degli esseri viventi.La reazione sopra scritta libera circa 215 MeV di energia principalmente sotto forma di raggi gamma e mediamente circa due neutroni che possono andare a collidere con un nucleo vicino innescando quindi una reazione a catena.Quando l'energia si propaga in una massa supercritica di sostanza fissile pura - uranio 235 o plutonio 239 - compressa in un volume, detto appunto "critico", tale che i neutroni emessi impattino i nuclei vicini, la reazione a catena procede incontrollata e produce una violenta esplosione. La reazione causata da 1 kg di uranio genera un'energia pari a 20.000 tonnellate di tritolo (20 chilotoni).Tenere tale reazione a catena sotto controllo attraverso sostanze capaci di assorbire i neutroni è il principio della pila atomica.

Il materiale fissile comunemente usato nelle bombe atomiche è il cosiddetto uranio arricchito. L'uranio presente in natura è una miscela del 99,3% circa di isotopo a peso atomico 238 e dello 0,7% circa di isotopo a peso atomico 235; dei due, solo l'ultimo è fissile. Per poterne accumulare una quantità sufficiente occorre quindi "arricchire" l'uranio del proprio isotopo 235. Tale "arricchimento" (di fatto, una separazione dell'isotopo 235 dall'isotopo 238) avviene convertendo l'uranio in esafluoruro di uranio (UF6), gassoso, e sfruttando successivamente la diversa velocità di diffusione che contraddistingue 235UF6 da 238UF6 per separare i due isotopi.
Il sottoprodotto di questo processo è il cosiddetto uranio impoverito, un metallo pesante usato per farne proiettili per sistemi d'arma convenzionali. La tossicità dell'uranio impoverito, sia essa di origine chimica, sia essa legata alla residua radioattività, è ancora oggetto di controversia, ma è stata accertata nel caso esso venga inalato o ingerito.Il materiale fissile della bomba atomica viene comunemente diviso in due o più masse sottocritiche e l'innesco è costituito da una carica di esplosivo convenzionale che spara le masse a collidere una con l'altra in modo che si formi istantaneamente la massa supercritica. In questo modo le bombe A risultano inoffensive durante la fase di trasporto e stoccaggio. In alternativa, vengono piazzate delle cariche di esplosivo attorno ad una sfera di materiale fissile di massa sottocritica; la detonazione dell'esplosivo concentra la massa che diventa così supercritica innescando la reazione detta più propriamente nucleare.

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SESSANTA ANNI FA LA BOMBA SU HIROSHIMA


News dal Giappone Cinquantacinquemila persone hanno gremito stamani il parco della pace della citta' giapponese per la commemorazione, impressionante nella sua sobrieta', dell'anniversario del primo bombardamento atomico della storia. La commemorazione e' culminata con un forte messaggio del sindaco Tadatoshi Akiba che ha chiesto la costituzione di una commissione speciale all'Onu sul disarmo con il mandato di preparare un voto vincolante a maggioranza, senza uso del diritto di veto, per l'eliminazione di tutti gli ordigni nucleari dal pianeta entro il 2020. ..

IKEDA: CHE NESSUNO DEBBA VEDERE QUEL CIELO
Parte raccontando del cielo Seiko Ikeda per spiegare cosa e' successo a Hiroshima il 6 agosto del 1945. Ormai sono passati sessant'anni, ma lei, che e' una dei pochi hibakusha (sopravvissuti) ancora in vita, il cielo di quel giorno non lo scordera' mai: prima azzurro come in una qualsiasi calda giornata d'estate e poi completamente nero, come nell' Apocalisse.Un'apocalisse che potrebbe ripetersi se le armi nucleari non saranno messe al bando, obiettivo che negli ultimi anni e' sembrato sempre meno vicino, come ha dimostrato la conferenza all'Onu sul disarmo nucleare di maggio, che e' terminata senza alcuna decisione o la scelta dell'Iran di continuare gli esperimenti, quella di Russia e Gran Bretagna di costruire nuovi sottomarini atomici. Per questo motivo, ''per continuare a urlare il mio no alla guerra e alle armi nucleari'' Seiko gira il mondo, e in questi giorni si trova in Italia.

Seiko partecipa alla manifestazione organizzata fra oggi e mercoledi' (anniversario dell'esplosione su Nagasaki) a Padova, in prossimita' delle basi militari di Ghedi (Brescia) e di Aviano (Pordenone) dall'associazione Beati i costruttori di Pace che fa parte della rete per il Disarmo, manifestazione a cui hanno aderito anche diverse Regioni, Comuni, Province e associazioni.''Vorremmo che Hiroshima e Nagasaki fossero una memoria gia' risolta - commenta il presidente dell'associazione don Albino Bizzotto, alla conferenza stampa di presentazione nella sede della Provincia di Milano -, ma invece questo e' un problema reale''. Cosi' i sessant'anni dallo scoppio della bomba su Hiroshima e Nagasaki vorranno essere un'occasione per fare pressione sui governi: e le manifestazioni saranno non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti, in Belgio, Germania, Francia, Gran Bretagna e Giappone, tutti parte di una campagna chiamata 'Abolition Now'.

Domani all'aeroporto militare di Ghedi, ''dove si trovano quaranta armi nucleari B-61 - spiega don Albino -, in violazione del trattato di non proliferazione nucleare'' ci sara' una commemorazione della bomba su Hiroshima, alle 8:15 esatte quando la bomba scoppio'. Cinque anni dopo, dei 325 mila abitanti, 230 mila sarebbero morti. Alle 18, a Padova sara' inaugurata la mostra fotografica 'Mai piu' Hiroshima! Mai piu' Nagasaki' che poi girera' per le scuole della Provincia di Milano. Sempre a Padova domenica sera sara' celebrata una preghiera interreligiosa e lunedi' si terra' un convegno sulla messa al bando delle armi nucleari con diversi politici. Martedi' poi la manifestazione si spostera' davanti ai cancelli della base Usaf di Aviano (''dove ci sono 50 testate atomiche'') per commemorare la seconda bomba atomica su Nagasaki.All'epoca Seiko aveva 13 anni. Il 6 agosto stava lavorando alla demolizione di alcuni edifici, come gli altri studenti che erano stati mobilitati dal governo, a 1.500 metri dall'epicentro della bomba che scoppio' su Hiroshima: vicino a lei la gente moriva carbonizzata, a lei ando' bene perche' sopravvisse anche se completamente sfregiata. ''Ci sono volute 15 operazioni per far andare via i segni dal mio viso - racconta -. Non volevo diventare bella, volevo tornare come prima, ma la mia faccia non e' piu' uguale''. E non lo sara' mai, come mai Seiko potra' smettere di fare controlli e vivere nella paura di poter contrarre il cancro o la leucemia ''perche' quando sei contaminata, sei contaminata per tutta la vita''. E la sua storia di sofferenza, e' la storia di tanti altri, mutilati, sfigurati, ustionati, deformati. ''Hiroshima - conclude - e' davvero il posto in cui si puo' imparare il valore della dignita' umana. E anche capire che se gli uomini non distruggono le armi atomiche, le armi atomiche distruggeranno l'uomo''.

www.ansa.it

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MORTO L'UOMO CHE SGANCIO' LA BOMBA SU HIROSHIMA
Thomas Wilson Ferebee aveva 81 anni: "Non mi sono mai sentito colpevole"


WASHINGTON, 17 MARZO 2005 - È morto senza rimpianti Thomas Wilson Ferebee, l'uomo che sganciò la bomba atomica su Hiroshima. Aveva 81 anni. La famiglia ha annunciato che si è spento a Windermere in Florida, dove si era ritirato all'età della pensione. Lascia la moglie, Mary Ann, e quattro figli.«Non mi sono mai sentito colpevole - aveva detto in una delle sue ultime interviste - ma mi spiace che tanta gente sia morta per la bomba e odio pensare che una cosa come questa sia dovuta avvenire per porre fine alla guerra».

Ferebee aveva il grado di maggiore ed era un veterano della guerra in Europa e nel Pacifico quando il 6 agosto 1945 sganciò la bomba che uccise 100 mila persone a Hiroshima. Il 14 agosto, dopo il lancio di una seconda bomba su Nagasaki, il Giappone si arrese.Nel 1995, mentre i suoi compagni di volo celebravano con dichiarazioni baldanzose il cinquantenario della bomba che diede la vittoria agli Stati Uniti, Farabee aveva assunto un atteggiamento più moderato. «Dobbiamo guardarci indietro - aveva detto - e ricordarci quello che una sola bomba ha potuto fare. E dobbiamo renderci conto che questo non può accadere mai più».

Dell'equipaggio del bombardiere B-29 'Enola Gay' che rase al suolo Hiroshima rimangono ora quattro superstiti: il pilota, Paul Tibbets, andato in pensione con il grado di generale, il navigatore Ted Van Kirk, il mitragliere Morris Jeppson e l'operatore radio Richard Nelson.Tibbets comandava l'operazione e aveva scelto i suoi compagni uno per uno. Teneva in particolare a Ferebee: lo definiva «il miglior bombardiere che abbia mai guardato attraverso lo spioncino di un aereo». Ferebee aveva una lunga esperienza di incursioni sul territorio nemico, acquistata nel 1942 sulla Francia occupata dai nazisti. Era stato il bombardiere capo del primo attacco aereo sferrato dagli alleati in Europa alla luce del giorno.Diventato uomo in tempo di guerra, ha partecipato sulla linea del fronte a tutte le vicissitudini militari degli Stati Uniti. Prima della pensione ha combattuto in Corea e in Vietnam. Oltre a lui, soltanto un altro uomo aveva sganciato una bomba atomica in una azione di guerra: Kermit Beahanan, il bombardiere che il 7 agosto 1945 distrusse Nagasaki, è morto nel 1989.
 

Tratto da www.quotidiano.net

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