Motivazione della Medaglia 'doro al Valor Militare concessa il 15 ottobre 1925 a Filippo Corridoni per disposizione di Benito Mussolini.

"Soldato volontario e patriota instancabile, col braccio e la parola tutto sè stesso diede alla Patria con entusiasmo indomabile. Fervente interventista per la Grande Guerra, anelante alla vittoria seppe diffondere la sua tenace fede fra tutti i compagni, sempre esempio per coraggio e valore. In testa alla propria compagnia, al canto di inni patriottici, muoveva fra i primi con sereno ardimento all'attacco della difficilissima posizione e tra i primi l'occupava. Ritto, con suprema audacia sulla conquistata trincea, al grido di "Vittoria! Viva l'Italia" incitava i compagni che lo seguivano a raggiungere la meta finchè cadeva fulminato dal piombo nemico"

(Trincea delle Frasche, Carso, 23 ottobre 1915)

 

Mussolini scrive su Corridoni.

Egli era un nomade della vita, un pellegrino che portava nella sua bisaccia poco pane e moltissimi sogni e camminava così, nella sua tempestosa giovinezza, combattendo e prodigandosi, senza chiedere nulla... Leviamoci un momento dalle bassure della vita parlamentare; allontaniamoci da questo spettacolo mediocre e sconfortante; andiamo altrove col nostro pensiero che non dimentica; portiamo altrove il nostro cuore, le nostre angosce segrete, le nostre speranze superbe, e inchiniamoci sulla pietra che, nella desolazione dell'Altipiano di Trieste, segnò il luogo dove Filippo Corridoni cadde in un tumulto e in una rievocazione di vittoria"

Benito Mussolini, "Il Popolo d'Italia", 23 ottobre 1917