| Indice degli estratti annate 2000-2005
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- Ciao Massimino - Luoghi comuni sul nord Irlanda - Alle radici della guardia di ferro - Contro tutti i centri A-sociali
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Ciao Massimino, è arrivato il giorno.
Il giorno a cui noi tutti,oramai, eravamo pronti da
tempo e che attendevamo proprio come te, con serenità; da un momento
all’altro. E’ arrivato il giorno della tua ascesa al Paradiso degli eroi.
Sapevamo che non stavi bene e che presto quel brutto male, ti avrebbe portato
via da noi…dai tuoi Camerati…dai tuoi Fratelli. Ma
anche se lo sapevamo è triste farsene una ragione. Perché proprio tu, Fascista
tra i fascisti, cosi giovane con i tuoi 43 anni?Proprio tu che ancora potevi
darci tanto;proprio tu dopo tutto quello che hai
passato. Non hai esitato, quando hai dovuto armare la tua mano, per difendere
la nostra bella IDEA, quando hai tentato di
cambiare questo mondo così brutto. Perché proprio tu, che in cambio di questo
hai ricevuto stenti e umiliazioni, hai conosciuto
l’infamia dell’esilio, un esilio durato vent’anni.
Vent’anni
lontano dalla tua terra, solo perché credevi e volevi un mondo migliore.
Ma anche da lì riuscivi ad essere tanto vicino,
riuscivi ad aiutare, tutti quei camerati che venivano da te, a
Londra
chiedendoti ospitalità e lavoro. Nessuno si è mai lamentato, perché tutti
hanno conosciuto la tua generosità. Di sicuro lassù mancava uno come te; ci
sarà qualcuno o qualcosa che volesse sentire da vicino le tue melodie, ma non
temere; ogni volta che le suonerai, dal Paradiso rimbomberanno e risuoneranno
a NOI, come tuoni nella notte; e ci rammenteremo di essere
degni di te e della tua stazza, ci rammenteremo di non mollare mai,
proprio come hai fatto tu. Ora sei con tanti nostri
fratelli, e ne siamo certi, ci state guardando. Salutaceli tutti, dì
loro che non li abbiamo mai dimenticati e mai li dimenticheremo, neanche un
giorno dei giorni che ancora avremo da vivere. Il giorno in cui te ne sei
andato, ho incontrato un camerata che non vedevo da tempo,
ha voluto ribadirmi la fedeltà sua, alle nostre idee; per sottolinearla mi
disse che nel viaggio Roma-Ostia aveva sentito una
cassetta di Massimino…non sapeva che non c’eri più; ma questo è stato un
segno, un segno che tu sei ancora accanto a noi tutti, e lo sarai per sempre.
Saremo qui in tuo onore, come volevi tu, con la
MANO APERTA E IL BRACCIO TESO, PIU’ FORTI DEL
FUOCO, proprio come te. Ciao Massimino, piccolo grande uomo e
soprattutto…GRAZIE!
Prima Sponda, numero 4, marzo 2001
LUOGHI COMUNI SUL NORD IRLANDA
Ho letto un articolo su Panorama del 20 settembre e sono rimasto colpito come troppo spesso accade, dalla superficialità di come vengono trattati fatti che riguardano il Nord Irlanda. L’autore parla della questione come ne parlano tutti gli incompetenti in materia, che prendono informazioni qua e là sul problema, magari filtrate dal potere inglese che le manipola e che spinge forte anche sul nostro paese(basti pensare a film e libri introvabili in Italia e che sono comunque pubblicati da poco). Se egli avesse letto di più o fosse andato sul serio a vedere lì come stanno le cose di sicuro parlerebbe diversamente da come scrive sull’articolo(e per fortuna non approfondisce il discorso). Innanzitutto i “bombaroli” dell’IRA sono stati per anni l’unica protezione avuta dalla popolazione Irlandese schiacciata dai soprusi del cosiddetto Regno Unito, e tramite le loro battaglie si è avuta l’indipendenza del 1916-1921. L’IRA già c’era.
Avrei tante cosa da raccontare sull’IRA e sulla manipolazione che se ne fa di queste persone da parte del governo Inglese che le usa e le ha sempre usate come parafulmine come provato spesso da Amnesty International ed altre associazioni che hanno voluto approfondire la conoscenza di questi “bombaroli”. Ma la cosa che mi preme di più, è ridere con leggero disgusto alle dichiarazioni che purtroppo sparateda un settimanale così diffuso saranno accettate come vere da migliaia di persone. Quella che “mai nella guerra civile era accaduto che fanciulli innocenti venissero presi a bersaglio”!! Bugia!! Quanti bambini sono stati uccisi dagli squadroni della morte della RUC e dai paramilitari lealisti in combutta tra loro?? Più di 50! Molti mentre innocentemente andavano a spasso con le biciclette o mentre tornavano a casa dopo aver comprato il latte ed in tante altre situazioni senza che nessuno in 30 anni fosse stato mai arrestato, certo, il 95% della polizia nord irlandese era protestante e molti di questi facevano parte dei gruppi paramilitari o davano notizie per uccidere persone. L’altra cosa che mi fa ridere è la solita minestra per la quale al guerra in nord Irlanda è una guerra di religione ! Se fosse così, perché dal 1600 in poi i più grandi poeti e scrittori Irlandesi che si batterono per un Irlanda libera e molti fra i più grandi eroi tra i quali uno su tutti Wolfe Tone erano protestanti?Li distingue il fatto che l’Inghilterra ha conquistato con la forza, con i soprusi di ogni genere, OGNI GENERE L’Irlanda, e quando non l’ha potuta mantenere sotto il proprio controllo se ne è tenuta una parte per i propri discendenti e questi coloni hanno effettuato una vera e propria pulizia etnica e un processo senza eguali di costrizione all’emigrazione(basti pensare che in America ci sono 60 milioni di irlandesi). Ora si dice ancora che è una guerra di religione ma se si sapesse veramente cosa hanno subito i nativi di quelle terre senza possibilità di lavoro, di diritti, di istruzione, di esprimere il proprio pensiero in un regime di segregazione fisica e mentale stando nella propria terra, allora non si parlerebbe così. L’Inghilterra è stata condannata più di 20 volte dall’ONU, migliaia da Amnesty, 7 dalla CE, ma a differenza nostra che dobbiamo aver paura a protestare anche per la mozzarella doc, loro non sono mai stati puniti e non hanno mai permesso di avviare indagini da parte di un organo indipendente e non hanno mai cambiato rotta dopo queste condanne(cosa ancor più grave). Questa della ragione religiosa del conflitto è una bugia della quale tutti sono a conoscenza(chi si documenta naturalmente) ma chi deve fare un articolo oppure un servizio televisivo a ‘mo di spot non approfondisce perché gli basta quello che i mass-media dicono e ridicono da anni di questa vera e propria colonia. Ho letto libri scritti da simpatizzanti di destra, sinistra, apolitici, di aderenti ad associazioni internazionali come la commissione di Oslo e tutti sono d’accordo sul fatto! Scusate se sono stato pesante ma questa è la realtà e non ce la faccio più davvero! So che una persona non può sapere tutto di ogni cosa ma quello che ho scritto è la realtà! Il mio scopo non è offendere nessuno ma informare e far interessare chi veramente vuole, ma in un’epoca in cui i giornalisti scrivono propri pensieri o peggio quelli di altri spacciandoli per veri o come dati di fatto, sarebbe bene che almeno accettassero critiche con i fatti, i documenti e tutto quello che può provare che sono in torto.
ERNESTO NEVI
Prima Sponda, speciale Bloody Sunday, Gennaio 2002
ALLE RADICI DELLA GUARDIA DI FERRO
Nel 1927
veniva fondato in Romania il Movimento della
Legione dell’Arcangelo Michele, più noto come “Guardia di Ferro”. A fondarlo
era Corneliu Zelea
Codreanu, un giovane che fino a quel momento
aveva militato nell’organizzazione nazionalista del prof..re
Cuza e gli altri uomini politici di Destra erano
molto legati al vecchio mondo borghese e in fondo non proponevano formule
politiche radicalmente nuove, accontentandosi di brigare per ottenere
qualche seggio parlamentare in più e di piluccare le briciole che i pesci
grossi(liberali e nazional-contadini)lasciavano
cadere.L’irriducibilità a piegarsi ai dettami di
un mondo vecchio e corrotto scatenò contro la Guardia di Ferro l’odio
mortale dell’oligarchia dominante e il movimento subì atroci persecuzioni
sotto tutti i governi. Nel 1938 lo stesso Codreanu
fu assassinato a tradimento mentre i suoi legionari riempivano galere e
campi di concentramento. L’opera che Codreanu ci
lascia in eredità è IL CAPO DI CUIB, chi legge questo testo si rende subito
conto che la Guardia di Ferro vedeva la politica soprattutto come una
Rivoluzione interiore, prima di cambiare la società il legionario pensava a
migliorare se stesso, la lotta politica si trasformava quindi in una specie
di ascesi. Era questo, in sostanza, che rendeva
differente il Movimento Legionario da tutte le altre organizzazioni
politiche. Codreanu grazie al “Capo di
Cuib ” ci insegna
come dev'essere articolata la vita di un
legionario il quale tramite la crescita interiore, la scoperta del
“tradizionale” e dello spirito-natura, riuscirà ad essere l’UOMO NUOVO. “In
questo uomo nuovo dovranno rivivere le virtù
dello spirito umano
.
Tutte le qualità della nostra razza. In questo
uomo nuovo dovranno essere uccisi tutti i difetti e tutte le tendenze al
male”(C.Z.Codreanu).La formazione politica e
culturale di Codreanu, nasce dalla scoperta e
dalla conoscenza di alcuni personaggi come : Vasile
Conta(1845-1882)è stato il primo autentico filosofo romeno , sostenitore
della teoria anti- progressista dei corsi e dei
ricorsi storici. Come uomo politico fu convinto assertore delle virtù
razziali del popolo romeno. Vasile
Alecsandri(1819-1890)fu
un grande amico dell’Italia e del Risorgimento italiano, fu provvisto
di due anime, quella liberale e quella più propriamente nazional-popolare.
Oltre a essere poeta e scrittore l’Alecsandri
fu per un certo periodo Ministro degli Esteri. Innamorato del suo popolo, ne
cantò il folclore e la storia. Nelle sue opere teatrali mise alla berlina i
giovani snob infranciosati, i politicanti
demagoghi, gli sfruttatori stranieri, gli arricchiti, gli usurai ebrei.
Esaltò la latinità dei romeni e in una sua bellissima poesia
vede nel legionario romeno il baluardo latino
contro le invasioni dell’Oriente. Un’altra sua poesia, la danza dell’Unità,
entrò a far parte del repertorio canoro della Guardia di
Ferro. Michele Kongalniceanu(1817-1891)era
di Losi, la stessa città di
Codreanu,. Studiò in Francia e in Germania, finché nel 1838 divenne
segretario del principe di Moldovia Michele
Sturdza. Fu redattore di varie riviste politiche
e culturali che si dibattevano contro l’esterofilia di certa borghesia e che
si meritarono molte censure da parte delle autorità diplomatiche e consolari
russe, cui una rinascita nazionale autenticamente romena dava parecchio
fastidio. Michele Eminescu(1849-1889)è in
assoluto il maggior esponente della letteratura romena e la sua poesia, per
termini e sentimenti, si può paragonare a quella del Leopardi. Nacque a
Botosani e subì molto l’influenza della cultura
tedesca per aver studiato presso scuole tedesche dei territori romeni
soggetti all’Austria. Fece un po’ di tutto, il direttore di biblioteca a
Lasi, il redattore del giornale nazionalista e
conservatore di Bucarest, IL TEMPO. suoi
interessi comprendevano anche la filosofia e l'essoterismo. Cantò
magistralmente la stirpe romena e ritenne che ogni popolo potesse vivere
spiritualmente sano solo nella forma - Stato, civiltà, istituzioni - create
dal proprio genio, lo stesso che rileva l’anima di un popolo in tutte le sue
manifestazioni, storia religione, arte, folclore. La credenza pagana
dell’esistenza di un genio della stirpe la ritroviamo,
sotto un simbolismo cristiano, anche in Codreanu,
là dove egli afferma che ogni popolo ha il proprio angelo che ogni uomo
libero I deve venerare. Eminescu rappresentò
integralmente l’anima nazional -popolare del
Risorgimento romeno, criticò aspramente quegli ingenui patrioti che
voleva imitare modelli stranieri. L’elemento sano
del popolo(rappresentato in particolare dal contadinato,
conservatore delle più genuine qualità della stirpe)è oppresso dai borghesi
occidentalizzati, usurai, ebrei, ecc..
Ion Heliade
Radulescu(1802-1872), nel 1827 è tra i
fondatori dell’associazione patriottica segreta”Società Letteraria”. Nel
1829 fonda il corriere romeno primo giornale in lingua romena, e nel 1836,
il corriere di ambo i sessi, la prima rivista
letteraria romena. In politica è nemico convinto dei russi e degli
slavofili, al punto di auspicare un’alleanza tra
romeni e turchi: gli ottomani, che conservavano una sorta di protettorato
sui principati romeni, non intendevano cambiare
le caratteristiche culturali ed antropologiche del popolo romeno.
Alexandru
D.Xenopol(1847-1920)storico di
eccezionale valore, lasciò un monumentale Storia dei Romeni della Dacia in
14 volumi. Come teorico della storia sostenne la fede nei destini del
proprio popolo. Secondo lui il progresso poteva provenire non dagli
intellettuali, ma solamente dalle forze oscure nascoste nella profondità
della razza. Il tesoro dell’avvenire sarà costituito quindi, dall’eredità
dei secoli passati: un’idea che ritroveremo anche in
Codreanu, un uomo politico che non credeva ad ideologie elaborate a
tavolino, ma a quelle provenienti dallo spirito e dal sangue di un’intera
stirpe.
Prima Sponda,numero 4, Marzo 2001
CONTRO TUTTI I CENTRI A-SOCIALI
Dopo 11 anni di illegalità si è ridata ad Ostia la dignità che le spetta,dopo che per 11 anni un gruppo di “cloni” stile ‘68, avevano occupato abusivamente l’ex mercato di “San Fiorenzo” ad ostia Lido, denominandolo SPAZIOKAMINO….SOLO ORA si è tornati nella legalità sgomberando chi per anni ha usato tali locali per spacciare droghe, per organizzare feste a pagamento per puro arricchimento personale, per coprire e nascondere extracomunitari clandestini criminali. Un loro volantino di protesta, di protesta contro la legge aggiungiamo noi, recitava “…Fuori fa freddo” e allora noi gli rispondiamo :”Toglietevi i vostri stracci e compratevi un cappotto!”. Lo sgombero del centro “a”sociale SPAZIOKAMINO assume un sapore particolare quando si nota che nel territorio della XIII c’è una Comunità di giovani che manda avanti le proprie iniziative sociali con l’unico contributo del proprio sudore e delle proprie tasche. Contributi che nascono dal profondo del cuore e che sfociano nell’affermazione di forti ideali di solidarietà e affondano le sue radici nella storia del proprio popolo. Contributi che non provengono da feste illegali dove è lecito smerciare droghe e disturbare la pubblica quiete occupando spazi che non gli appartengono, ma che come fine hanno l’aiuto per le adozioni a distanza dei bambini del Terzo Mondo, l’aiuto per i disastrati dell’Umbria e delle Marche, per gli alluvionati della Lombardia, del Piemonte e della Valle D’Aosta. Noi abbiamo rabbia per tutto ciò ma non per questo imbrattiamo le serrande dei commercianti, non per questo mettiamo a soqquadro il nostro territorio, o meglio la nostra terra che amiamo…PRIMA LE CASE AI TERREMOTATI E AGLI ALLUVIONATI E POI I GIOCATTOLI E PASSATEMPI A VOI FIGLI DI PAPA’, VIZIATI, IMITATORI FALLITI DI PSEUDO-RIVOLUZIONARI….Contro tutti i centri “a”sociali lotta con noi! Nella legalità per la libertà….ALLA FINE E’ SGOMBERO!
Prima Sponda, numero 3, Febbraio 2001
Era il 29
aprile 1975 quando, dopo quarantasette giorni di tremenda agonia, cessava
di battere il cuore di Sergio Ramelli.Aveva 18 anni. Era stato aggredito
sotto casa il 13 marzo, mentre tornava da scuola, da due studenti di
medicina che gli spappolarono il cranio a colpi di chiave inglese.
Era un ragazzo normale, Sergio Ramelli: la scuola, il calcio, la
fidanzata. E una colpa terribile: militare nel Fronte della Gioventù nella
Milano degli anni di spranga e di piombo.
È difficile oggi far capire a chi in quegli anni nasceva, il clima di
violenza e di intolleranza in cui si svolgeva la lotta politica. Non una
guerra di idee, ma la ricerca dell'eliminazione fisica del nemico.
Guido Giraudo ha scritto un libro bellissimo. Spassionato, lascia poco
spazio ai propri sentimenti e alle proprie impressioni, e ricostruisce il
terribile delitto usando come fonti gli atti processuali, i resoconti
della stampa e, soprattutto, la splendida testimonianza di Anita Ramelli,
madre di Sergio, che fa da filo conduttore a tutto il racconto.
Dopotutto servono a poco i commenti ad una storia che, pagina dopo pagina,
fa crescere dentro tanta rabbia. Tanta rabbia e, soprattutto, un profondo
disgusto per l'ipocrisia, l'indigenza morale, la viltà di un sistema di
intellettuali, politici, magistrati, giornalisti, vergognosamente servi di
un’ideologia o della paura di perdere la tranquillità.
Una storia che fa ancora paura, il titolo del libro. A più di vent'anni di
distanza dalla morte di Sergio, il "caso Ramelli" fa ancora paura. Prece
mostra, come scrive Giraudo, quale fosse realmente la "democrazia" degli
anni settanta (e in fondo anche quella di oggi), quale fosse la barbarie
di quegli anni. Fa paura ancora oggi pensare che giovani studenti di
medicina abbiano potuto massacrare a colpi di Hazet 36 un ragazzo che
neanche conoscevano, solo per obbedire alla logica della sola ideologia
che è stata capace di spegnere le intelligenze con la predicazione
costante dell'odio, della lotta di classe, dell'annientamento fisico del
nemico: il comunismo. Straordinariamente efficace è la descrizione che al
processo il Pubblico Ministero fa degli assassini, militanti di
Avanguardia Operaia: Giovani vigliacchi che agivano nel nome di chissà
quali principi. Giovani la cui testa non ragionava più prece un giorno
decisero di conferirla all'organizzazione che pensava e decideva per loro.
E quel giorno l'organizzazione aveva deciso: bisognava dare una "lezione"
ad un fascista. Un'aggressione scientificamente studiata: gli
appostamenti, le fotografie, grazie alle quali gli assassini
riconosceranno il loro obiettivo, le chiavi inglesi. Non era diverso dagli
altri ragazzi,
Sergio. Una mattina a scuola, gli insulti e le angherie dei comunisti, la
fidanzata, Flavia. E l'orario di ritorno a casa, sempre puntuale. Ma il 13
marzo non farà neanche in tempo a legare il motorino. Cadde riverso in una
pozza di sangue sotto i colpi dell'"antifascismo militante".
"10, 100, 1000 Ramelli, con una riga rossa tra i capelli", scrivevano per
le vie di Milano i paladini della libertà. Certo, si pentiranno, gli
assassini, quando dopo dieci anni, ormai in galera, scriveranno una
ridicola lettera di solidarietà alla madre.
A Sergio Ramelli non furono consentiti neanche normali funerali: fu
proibito alla famiglia di portare il corpo a casa, e all'obitorio era
presente un'incredibile schieramento di polizia in assetto da guerriglia:
"per noi il funerale e' un corteo non autorizzato (...) questa e'
un'adunata sediziosa, o la sciogliete o siamo costretti a caricare".
Questa l'Italia democratica anni '70.
Una storia assurda, quella della morte di Sergio Ramelli, e non fu la
sola, in quegli anni maledetti. Giraudo dedica l'ultima parte del libro ad
altri ragazzi del Fronte assassinati dall'odio comunista: Ugo Venturini,
Carlo Falvella, e poi i fratelli Virgilio e Stefano Mattei, morti nel rogo
di Primavalle, Giuseppe Santostefano, Giuseppe Mazzola e Graziano
Giralucci, Mikis Mantakas, Mario Zicchieri, Enrico Pedenovi, Angelo
Pistolesi, e poi ancora Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano
Recchioni, vittime della strage di Acca Larentia, Alberto Giaquinto,
Stefano Cecchetti, Francesco Cecchin, Angelo Mancia, Paolo Di Nella. Le
vittime di una guerra civile in quelli che solo Mario Capanna poteva
definire "anni formidabili".
Per assicurare alla giustizia gli assassini di Sergio Ramelli ci vollero
anni, per molti altri giustizia non è mai stata fatta. Una cosa è certa:
ad armare la mano dei carnefici "fu quella spietata ideologia che in
Italia aveva -ed ha- importanti complicità, potenti connivenze e forti
leve di potere. Ecco perché questa è una storia che fa ancora paura".
Prima Sponda, numero 14, settembre 2003
FINI E LE RADICI. ORAMAI GELATE!
Per parlare, della figura del vice premier Gianfranco Fini, non basterebbero pagine e pagine di articoli. Potrei sfogare, sulla sua persona, tutta la mia rabbia e tutti gli istinti repressi che cerco di mantenere. E invece, lancio anche una provocazione: secondo me Gianfranco Fini, rappresenta in pieno, la figura del politico moderno. E in questo caso, è anche un grande politico. Certo, solo dopo aver scomodato Pound che dice: ”I politici non sono altro che i camerieri dei banchieri”. Allora in questo caso, scusatemi la ripetizione, Fini è un grandissimo politico, perché è nella sua indole essere schiavo: oggi dei sionisti, di Berlusconi, delle banche e dei poteri forti, e ieri schiavo (qualcuno lo chiamò delfino) di Almirante. E’ nella sua indole di politico, essere sottomesso, strisciare ai piedi del padrone, asservito alle decisione altrui. Tutto questo per un misero posto al sole. Ma secondo me, abbiamo parlato troppo di questo infimo personaggio, oggi mi piacerebbe parlare dei militanti del suo partito, che stanno imparando dal loro capo, l’arte di portare le borse. Dopo la visita in Israele, si è scatenato un polverone nella nuova democrazia cristiana (cioè A.N.), e abbiamo visto fantomatici leader della destra sociale e difensori delle radici missine, sbraitare e schierarsi contro il loro padrone. C’è anche chi, dopo aver sempre accettato a testa bassa, solo oggi si ricorda del cognome che porta. E allora giù con le conferenze stampa, con i siti della destra sociale che rettificano, con Storace che prende in mano la base, con Alemanno che inorridisce al pensiero di A.N. antifascista e invece, come qualcuno ha fatto gentilmente notare, è stato un “unitile rumor di spade”. Cioè tutto è rientrato in senno al partito, ed è qui che mi viene da ironizzare. Ho letto cose assurde, al di là del delirio. Dirigenti nazionali, e reggenti giovanili, che affermano che adesso la battaglia inizia dentro al partito, che è dopo questo polemica, che in A.N. dovrà vincere la corrente sociale, contro la corrente liber-capitalistica. Mi spaventate militanti allo sbaraglio, perché ho paura che non vi accorgete di quello che vi accade intorno, non vedete il vostro partito in una coalizione di sanguisughe, non vedete il vostro capo asservito ai poteri forti. Vedete, si o no? Ma la cosa è sicuramente peggiore: voi vedete e anche bene. E non solo avete capito, ma cercare di illudere gli altri, con le vostre false correnti sociali, che qualcosa può cambiare. Voi, miei cari, come il vostro strisciante leader, avete paura di perdere i vostri seggi, le vostre comode sedie dove poggiarvi.
Avete paura, e illudete gli altri che il problema sia togliere la fiamma, quando ormai avete calpestato identità, orgoglio e onore. E allora, da questo momento non penserò più che dentro ad A.N. ci siano anche militanti da rispettare, che nonostante tutto non bisogna fare di ogni erba un fascio; da questo momento, chiunque voterà A.N. sarà complice insieme a Fini, della rovina delle nostre radici, delle nostre tradizioni, e della nostra ideologia. Voi miei cari militanti (non ci riesco più a chiamarvi camerati) siete sul suo stesso piano, è inutile che vi infuriate, è inutile che vi arrampicate su degli specchi inesistenti, siete persone che non meritano il ben che minimo rispetto. Ma forse ho sbagliato anch’io quando vedendo Fini in Israele, rimanevo basito davanti alla televisione; ho sbagliato perché l’ignobile dottrina di questo partito era stata delineata 10 anni fa. Faccio mea culpa. In quanto a voi, prima di lasciarci, spero la smettiate di sventolare le vostra radici profonde, ormai sono gelate e debbono solo essere tolte; ma tanto ci penserà il vostro prossimo congresso (se mai ci sarà), dove vincerà il vero volto del partito, quello borghese, quello strisciante (che ormai vi rappresenta la meglio). E non vi preoccupate, non perderete l’elettorato, non perderete i seggi, la vendetta sarà un’altra e ben più peggiore, di una manciata di voti: alla fine dei vostri giorni, farete i conti con la vostra coscienza. Lì veramente ci sarà da ridere. Quasi dimenticavo: Gianfranco, solo grazie a te, dalla mia mente si è tolta parecchia nebbia, adesso ho capito chi è il primo avversario da battere: non gli americani, non i sionisti, ma te e il tuo partito di vermi!
Prima Sponda, numero 15, Novembre-Dicembre 2003
Il giorno 08/07/2005, alle ore 08.50 a 50 secondi di distanza l’una dall’altra, la “city” di Londra viene colpita da una serie di esplosioni avvenute all’interno delle metropolitane e su un autobus “numero 30”.Le vittime fino ad ora accertate sono 50 e circa 25 i dispersi e circa 700 i feriti ,ricoverati negli ospedali londinesi dove la famiglia reale ha portato il proprio sostegno.Lo stesso giorno si erano aperti i lavori in Scozia sul G8, dove i grandi hanno potuto decidere ad un tavolo di lavoro nel quale hanno partecipavano anche delegazioni di paesi poveri dell’Africa in via di sviluppo, il premier Blair ha subito lasciato i lavori per circa un paio d’ore, voleva vedere di persona i danni provocati dalle esplosioni e le dovute misure di emergenza da prendere con il ministro dell’Interno inglese , Charles Clarke.
Il premier Blair ha incontrato anche alcuni dei rappresentanti moderati della Comunità musulmana di Londra i quali hanno condannato l’azione terroristica che ha colpito la citta’ di Londra.Gli investigatori di ”Scotland Yard” stanno vagliando tramite approfonditi esami su che tipo di esplosivo e’ stato impiegato ,se si tratta di “plastico o esplosivo militare” e anche che tipo di detonazioni sono state adoperate: 4 kamikaze coordinati sullo stesso orario oppure 4 bombe, ciascuna con un proprio timer sincronizzato con le altre. Subito dopo l’attentato un’organizzazione segreta di Al Queda per la Jihad in Europa su internet ha rivendicato l’attentato, ma ieri 10/07/2005 sempre un comunicato via e-mail, firmato dalle falangi di “Abu Hafs El Masri” della rete di Al Queda,”il gruppo che gia’ si attribui’ la paternita’ degli attentati di:
Madrid ”11 marzo 2004” dove persero la vita circa 192 persone innocenti.
Sede dell’Onu di Bagdad il 19 agosto 2003
I due attentati a Istanbul ”Turchia” nel novembre 2003
L’intelligence Usa aveva recentemente raccolto segnali che la rete di Al Qaeda o i suoi seguaci cercavano di replicare gli attentati di Madrid del marzo 2004 in un’altra importante citta’ europea:lo hanno svelato fonti dei servizi segreti e dell’amministrazione americana a due quotidiani americani.
L’Informazione – hanno riportato ieri”09/07/2005”il Washington Times e Newsday- non aveva pero’ particolari sulla citta’ prescelta per gli attentati. In parte i segnali piu’ consistenti venivano trovati in possesso di Abu Fraj al Libbi, il numero tre di Al Qaeda arrestato nel maggio scorso in Pakistan e successivamente estradato neli Usa ,ha detto una fonte di intelligence.”Erano segnali molto vaghi del tipo:”vorremmo rifare quel che abbiamo fatto a Madrid”.
Ancora piu’ preciso e’ stato l’islamista Omar Bakri ,cittadino siriano,che in un’intervista di 15 mesi fa’ ad un giornalista del quotidiano”portoghese”,aveva rivelato che un gruppo installato a Londra,”Al Qaeda Europa”,si prepara a lanciare un attacco massiccio contro la capitale britannica.
Il Premier laburista Tony Blair ha dovuto replicare davanti alla camera dei Lord , le accuse che alcuni dei maggiori quotidiani gli hanno mosso contro.
1. Per quale motivo 2 mesi fa’ nella citta’ di londra e’ stata abbassato il livello di guardia .
2. Si parla anche dei 15 mila tra poliziotti e soldati sono stati impiegati in difesa del G8 avvenuto in scozia e cosi facendo la sicurezza nelle strade di londra si e’ abbassata.
3. Che tipo di misure intende prendere il governo affinché la sicurezza sia rafforzata e le misure da adottare per le olimpiadi del 2012 che si svolgeranno nella capitale londinese.
Alcuni tabloid inglesi non riescono a spiegarsi per quale motivo il governo o le autorità competenti”Ministero dell’Interno” non hanno accolto l’estradizione che era stata fatta dal governo del Marocco ,molto sconfortato dal fatto che nessuna autorità del governo di Londra non abbia preso sul serio le segnalazioni fatte da Rabat”capitale del Marocco”. A proposito di Mohamed Guerbouzi,nome di battaglia Abou Issa, il marocchino condannato dallo stesso governo a 20 anni per la sua partecipazione agli attentati di Casablanca. Pero’,visto che per Issa, Londra non ha mai voluto concedere l’estradizione,considerandolo anche una persona da non tenere sotto particolare sorveglianza. Fatto sta’ che questo attentato ha anche un altro possibile risvolto inquietante:la”guerra”o l’emarginazione della comunità islamica. Al punto che Blair ha rivolto un appello a tutti i musulmani che vivono nel regno unito a isolare le frange piu’violente ,sottolineando pero’ al tempo stesso anche il valore alla comunità musulmana. Ma i primi segnali di violenza contro la comunità islamica ci sono stati riferisce in una nota, data agli organi di stampa ,la “British Metropolitan Police” ha riferito che negli ultimi due giorni ci sono stati degli scontri nelle vicinanze delle moschee in alcune zone di Londra ,dove fattori sociali si sfogano nella violenza ,solo un caso piu’ acceso dove e’ stata lanciata una molotov contro una moschea.
Una presa di posizione contro gli attentati e’ assolutamente indispensabile da prendere e condannare tutte le forme piu’ violente dell’estremismo religioso che finiscono con il coinvolgimento di persone innocenti, ma va anche cercato il male che affligge la comunità musulmana e che la maggior parte delle testate giornalistiche e dei telegiornali mondiali la descrive come una “comunità di assassini”e questo non puo’essere accettato, per quale motivo una persona sceglie di diventare un “kamikaze”,forse per le violenze e i soprusi che vengono commessi nella propria terra”vedi Palestina”,dove sia l’ONU, Amnesty International,la Comunita’ Europea e persino gli Stati Uniti d’America uno dei maggiori “alleati” di Israele ha cui fornisce la maggior parte delle armi,veicoli blindati e tutto quello che concerne le piu’ avanzate tecnologie militari, ha condannato la costruzione del “muro della vergogna” voluto dal governo “Sharon” ,le restrizioni che la popolazione e’ commessa ha sopportare da truppe di Israele che hanno occupato quei territori fin dalla fine della seconda guerra mondiale e aiutati dalle truppe alleate, “di cui come sappiamo anche gli inglesi fanno parte”, e proprio il Gen. Mongomery porto’ parte dei sopravvissuti ebrei al conflitto mondiale e cosi’ fondarono lo Stato di Israele, privando chi aveva lavorato e sudato un’intera vita per costruire una casa per la sua famiglia, molte case della comunità palestinese furono requisite e furono consegnate ai coloni, ma purtroppo siamo alle solite, queste cose non vengono raccontate dai mass media preferiscono descrivere la comunità islamica come spietati assassini e persone che non vogliono sedersi a nessun tavolo di negoziato con la parte occupatrice, ma la storia non e’ cosi’.
Dopo quanto accaduto anche negli altri paesi europei come: la Francia e l’Italia sono gia’ scattate le misure antiterrorismo e il possibile impiego dell’esercito italiano dato che in Italia ci sono circa 13. 000 mila obiettivi a rischio sia primari e quelli secondari. Il Ministro dell’Interno Giovanni Pisanu’ non ha accolto le richieste avanzate dalla “lega”,come la formazione di un dicastero per il terrorismo e un pacchetto di leggi speciali, ma volendo potrebbero essere riviste e aggiornate le famose “leggi speciali degli anni’ 80”. Il Consiglio dei Ministri ha dato il via al piano del ”pentito islamico”,praticamente chiunque fornira’ notizie per la cattura di appartenenti alle cellule di Al Qaeda in Italia o integralisti islamici “isolati”, gli verra’ concesso un permesso di soggiorno per restare nel nostro paese a tempo limitato. Da notizie dei servizi segreti”Sismi-Sisde” si e’ appreso che le citta’ che sono sogette a intensificare i controlli e non abbassare il livello di attenzione sono:”Roma- Napoli – Milano -Torino “in quanto nel 2006 si svolgeranno le olimpiadi invernali. L’intelligence italiano si e’ mostrato subito ben preparato basti vedere i tg nazionali e le testate giornalistiche del 10/07/2005, una brillante operazione che ha coinvolto circa 2000 carabinieri operando nel regioni nel nord ,dove la presenza di persone “arabe” e’ piu’ consistente che nel resto della penisola.
I militari hanno scoperto un chilo e mezzo di esplosivo,sono in corso verifiche per stabilire la provenienza. Alla fine sono state arrestate 142 persone,di cui 83 stranieri, 52 gli stranieri rintracciati nel blitz e colpiti dal decreto di espulsione dal nostro paese.
Il 13/07/2005 ci sara’ un G5 “straordinario”in quanto i ministri dell’Interno dei paesi interessati, proveranno a discutere su materie che vanno:
1. Dall’accoglienza degli extracomunitari.
2. L’emergenza clandestini che arrivano sulle coste dei paesi ”in questo caso la Spagna e l’Italia sono gli stati maggiormente colpiti da questo fenomeno”
3. Da una comune legge antiterrorismo .
4. La formazione di un corpo di polizia europeo da impiegare nelle acque del Mediterraneo e contrastare l’arrivo di “carrette del mare”.
5. Definire una linea guida in materia di terrorismo e immigrazione ed espulsione dai paesi europei interessati al meeting.
Da notizie apprese di recente alcuni paesi membri
del “Trattato di Schengen” tra cui anche nazioni che si schierarono sul fronte
del “no” per la guerra in Iraq, come : la Francia,Olanda, e forse la Spagna la
decisione avverra’ soltanto dopo il consiglio dei ministri”Spagnolo”. Nel nostro
paese il Ministro dell’Interno ha detto durante la presentazione del “pacchetto
antiterrorismo”:”il nostro paese rimarrà all’interno del Trattato di Schengen
,ma rafforzeremo la difesa degli obiettivi”. Detto cosi’ davanti ai media e’una
grande rassicurazione,ma sappiamo tutti che le forze dell’ordine sono sotto
organico da parecchi anni ,per via delle finanziaria fatte dal Premier
Berlusconi e che tagliavano proprio i fondi per i concorsi statali,e con la
preoccupazione che in Italia ci sono ben 14.000 siti possibili per attentati e
la massiccia presenza di forze dell’ordine impegnate presso i ministeri e al
servizio scorte. La nostra vera difesa e’ la Santa Sede ed e’ stato Giovanni
Paolo II. Le intelligenze piu’ raffinate sanno che bisogna ringraziare Papa
Wojtyla e il Vaticano se il terrorismo non si e’ trasformato in una crociata.
Sarebbe stato facile far diventare questa guerra politica una guerra di
religione e culturale,ma Wojtyla ha fatto si che tutto questo non succedesse
aprendo le proprie braccia al mondo arabo,dagli incontri con l’ex presidente
palestinese Arafat ,ai moderati leader di governo dei paesi arabi.
Prima Sponda, Numero 19, Luglio 2005