...UN MONDO DI ROVINE...

"…quando  un  popolo,  divorato  dalla  sete  della  libertà,  si  trova  ad  avere  a  capo  coppieri  che  gliene  versano  quanto  ne  vuole,  fino  ad  ubriacarlo,  accade  allora  che,  se  i  governanti  resistono  sono  dichiarati  tiranni.  E  avviene  pure  che  chi  si  dimostra  disciplinato  nei  confronti  dei  superiori  è  definito  un  uomo  senza  carattere,  servo;  che  il  padre  impaurito  finisce  per  trattare  il  figlio  come  suo  pari,  e  non  è  più  rispettato,  che  il  maestro  non  osa  rimproverare  gli  scolari  e  costoro  si  fanno  beffe  di  lui,  che  i  giovani  pretendono  gli  stessi  diritti,  la  stessa  considerazione  dei  vecchi,  e  questi  per  non  parer  troppo  severi,  danno  ragione  ai  giovani.  In  questo clima  di  libertà,  nel  nome  della  medesima,  non  vi  è  più  riguardo né  rispetto  per  nessuno.  In  mezzo  a  tanta  licenza  nasce  e  si  sviluppa  una  mala  pianta:  La  tirannia"

[PLATONE - 427-348 a.C. - La Repubblica, libro VIII]

 

 

 

 

 

In questa sezione abbiamo deciso di inserire le canzoni che da sempre simboleggiano la nostra lotta di contro tendenza, sono brani scritti in 30 anni di militanza politica e in essi si trova il pensiero di tanti giovani che per anni hanno lottato per i propri ideali. Il materiale è per altro disponibile su diversi siti che si trovano nella rete, qui abbiamo riportato solo i testi delle canzoni più simboliche.

 

 

 

INNO ALLA GIOIA PREGHIERA DEL LEGIONARIO ALAIN ESCOFFIER SPARA SULLE POSSE JAN PALACH IN ALTO I CUORI
EUROPA NAZIONE MARCIA DELLE LEGIONI IL NOSTRO TEMPO FRANCO TIRATORE NEL SUO NOME BUDAPEST
FRONTE DELL'ESSERE IO E I MIEI AMICI LA FOIBA DI SAN GIULIANO NOI POCHI LILI' MARLENE RICORDI
NOI NON SIAMO UOMINI D'OGGI HIRONODA E LA SUA GUERRA SUL CEMENTO UN FIORE NASCERA' LETTERA AD UN BAMBINO BUTTATO VIA PADOVA 17 GIUGNO MURO DI SCUDI
I NOSTRI CANTI ASSASSINI IL DOMANI APPARTIENE A NOI IL GIARDINO DELL'EST NATALE DOVE GHIGNANO I LADRI DELLA LIBERTA' PICCOLO ATTILA
FIUME LIBERATA CLARETTA E BEN L'AUTOSTRADA FINCHE' PERCHE' CI HAI DATO LA VITA COME IL VENTO
SULLA STRADA AMICI DEL VENTO CANTO SULL'ABORTO IL POETA IN ABITO DA SERA LA FORZA DELLA DISPERAZIONE SETTEMBRE NERO
CARA AMICA NANNI LA TUA GENTE MIGLIORE FIGLI DI UNA FRONTIERA NOI GENERAZIONE '78
ERI BELLA NON SCORDO IL BATTESIMO DEL FUOCO ANGIOLETTO ANNI DI PORFIDO RIVOLTA
LEON DEGRELLE LETTERA AD UN RAGAZZO CLASSE '80 NASCITA DE AEGYPTO NON PARLARE PALESTINA
BRIGANTE SE MORE PUNTO DI NON RITORNO SAIGON RICORDI FIGLI DELLA LUNA VANDEA
A CARLO TERRA DI THULE LIBERTARI VIVERE DAVVERO ROMA C'E' IN TE
BERLINO LA BALLATA DEL COMPAGNO OGGI MI SENTO STRANO DI LA' DALL'ACQUA VECCHI AMICI AFGHANISTAN
PATRIA ANDARE VIA TRE STORIE IL MERCENARIO POLICE'S BLUES A PIERO
DROGA VECCHIO RIBELLE BORIS E IVAN TRAMA NERA RITORNO CANTO DI UN CAVALIERE ERRANTE
LA BALLATA DEL NERO         DEDICATO ALL'EUROPA

 

 

Per ora sono disponibili solo i testi delle canzoni ma presto aggiungeremo anche i files mp3 sonori!!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL NOSTRO TEMPO

Veniam da mille strade, non abbiam né età, né storia e nessuno canterà la nostra gloria
Sognando età dell'oro, giochiamo con la vita, ma con il nostro tempo abbiamo aperto una partita.
Ci spiace per i poveri, meschini benpensanti, ma adesso noi dobbiamo andare avanti.
Perché è giunto il nostro tempo, tempo da disperati,
ma questo è il nostro tempo, camerati Per noi che non vogliamo, né Marx né il capitale e la democrazia ormai sappiamo cosa vale
non bastan le parole di vecchi ciarlatani con voi abbiamo chiuso oggi è già per noi domani.
Per noi non c'è più posto in un mondo di relitti, ma non saremo noi quelli sconfitti.
Perché è giunto il nostro tempo, tempo da disperati,
ma questo è il nostro tempo, camerati

E senza ipocrisia sappiamo anche peccare ma poi non contiam balle noi per farci perdonare.
Non siamo eroi ne santi, portiam la nostra croce ma il mondo avrà domani un'altra voce
Con la rabbia in mezzo ai denti, sembriamo senza cuore
ma Fedeltà si chiama il nostro Onore. E Fedeltà vuol dire giurare senza inganni e non tradire mai per mille anni. Cantar la giovinezza e il tempo che va e muore, portare sempre un sogno dentro al cuore. Con il vostro progresso avete ucciso il cielo ma il sole brucerà quel vostro velo
Perché è giunto il nostro tempo, tempo da disperati,
ma questo è il nostro tempo, camerati

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NEL SUO NOME

Ragazza che aspettavi un giorno come tanti
un cinema una pizza per stare un po' con lui
dai apri la tua porta che vengo per parlarti
"Sai stasera in piazza ........ erano tanti e....
il tuo ragazzo.........è morto........
è morto questa sera ........."
Vent'anni sono pochi per farsi aprir la testa
dall'odio di chi invidia la nostra gioventù;
da chi uno straccio rosso ha usato per bandiera
perché non ha il coraggio di servirne una vera.
La gioventù d'Europa stasera piangerà
chi muore in primavera per la sua Fedeltà.

Le idee fanno paura a questa società
ma ancora più paura può far la Fedeltà.
La Fedeltà ad una terra, la Fedeltà ad un amore
son cose troppo grandi per chi non le ha nel cuore.
Un fiore di ciliegio tu porta fra i capelli
vedendoti passare ti riconoscerò e....

Sole d'Occidente che accogli il nostro amico
ritorna ad illuminare il nostro mondo antico.
Dai colli dell'Eterna ritornino i cavalli
che portano gli eroi di questo mondo stanchi....

Ragazza del mio amico che è morto questa sera
il fiore fra i capelli no, non ti appassirà.
Di questo tuo dolore noi faremo una bandiera
nel buio della notte una fiamma brillerà

Sarà la nostra fiamma, saranno i tuoi vent'anni
La nostra primavera sarà la Libertà....


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NOI

Ragazzo biondo che davanti a scuola hai visto naufragar la libertà
disteso sotto i colpi dei bastoni di chi promette la felicità
Ragazza ti han rubato le illusioni sul corpo tuo hanno impresso la realtà
dicendo non si vive con i sogni soltanto con il sesso hai libertà
Ragazzi hanno rubato i nostri anni perché nessuno impari a dir di no
a chi sotto bandiere di vergogna vuol costruir la nuova società
Hanno portato Cristo sulla piazza per farsi un poco di pubblicità
hanno sporcato l'uomo e la sua razza in nome di una nuova umanità

Umanità di uccidere un fratello se solo vuol saper la verità
maestri di menzogna e di bordello sono i padroni di queste città.
Bandiera rossa cantano marciando ma viaggiano con i soldi di papà
Maestri di guerriglia nei salotti di quella che si chiama società
Bambino non venire neanche al mondo a disturbare i sonni a chi non sa
nemmeno chi potrebbe esser tuo padre ti han fatto in mezzo a una comunità
Ma c'è chi crede ancora nell'estate in mezzo ai prati un fiore resterà
il fiore dei vent'anni ancora sani di chi combatte per la civiltà
Non possono più toglierci qualcosa il nostro pane sarà la realtà
la mano di un amico o di una sposa la nostra sete certo spegnerà
E nascerà l'Europa di chi crede ancora nella nostra civiltà
di chi tra le bandiere del passato saprà trovare la continuità

Il sole vincerà sopra la sera domani un altro giorno sorgerà
ragazzo biondo tu potrai domani sorridere alla nuova civiltà.


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RITORNO


Un giorno dopo l'altro e cadono le foglie. Autunno alla stazione, non c'è tua moglie.
Saluti i vecchi amici che han visto la battaglia, ti muovi per le strade piano, piano
Sentirsi come un cane, di tuo una divisa, due gladi ed il tuo onore, il cuore e una ferita.

Tornare dal deserto, sentirsi ancor più solo: il vecchio bar dell'angolo, la chiesa rasa al suolo
E sguardi ostili intorno neppure una parola, qualcuno che ti osserva e già vorrebbe la tua gola.
E gli occhi di una donna che fissano pietosi i vent'anni di chi ha perso nei tuoi gesti un po' scontrosi.

Perché i tuoi diciott'anni li hai giocati con la morte ogni giorno, ogni istante hai costruito la tua sorte
Per difendere un'idea un onore calpestato, perché chi tradì settembre non sarà mai perdonato. Continuano a fissarti dal fantasma di un portone fai paura anche da vinto son vigliacchi senza nome. Perché ora che il tuo mondo lo han bruciato gli imboscati tu ricordi ancora sogni che non saran dimenticati
Ti sei portato dietro la tua primavera, quegli anni ancora verdi nella tua camicia nera

Domani domani, dovrai ricominciare a dimostrare al mondo cosa è una fede vera
E adesso che tuo figlio già reclama la ricchezza, te la sei giocata allora per un attimo di fierezza
Ti sei portato dietro la tua primavera, quegli anni ancora verdi nella tua camicia nera
Domani domani, dovrai ricominciare a dimostrare al mondo cosa è una fede vera



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SAIGON

In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee.
Era rosso il grande sole sulle alture di Vientiane, la sua mano la tua mano insieme e poi
Di lontano, di lontano l'urlo cupo degli aerei, quante volte li hai sentiti su Saigon
Ed ora con gli occhi, con gli occhi nel cielo, rimani distesa in un campo di riso Ed ora hai pagato quel poco d'amore sotto i mitra vigliacchi del liberatore
Si chiamano sempre liberatori, gli assassini, i più forti, i nuovi vincitori
Han lasciato il tuo corpo un po' sporco di sangue, tutto è rosso ormai la morte, la sua falce e il suo martello
Mentre viene dal mare il profumo d'oriente, tu mi chiedi perché, tu mi chiedi chi è stato
a scavare quel fosso, a distruggere un sogno di libertà

Sono stati i Vietcong, i Russi, i Cinesi, il menefreghismo dei ricchi borghesi
Sono stati i ragazzini dei gruppuscoli assassini, sono stati i perbenisti, i nuovi moralisti
Sono stati i sindacati, servi di molti padroni sono stati i comunisti di tutte le nazioni
Sono stati i pacifisti, sono stati i progressisti, sono stati i disfattisti

In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee.

 

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VECCHI AMICI


Non si contano i cipressi sulla strada dell'addio non si contano le spine sulla rosa dell'amor mio
non si contano gli amici che la terra ha già inghiottito
non si contan le catene che le spalle mi han ferito
Troppo azzurro è questo cielo, forse non sarà mai sera
nella Taiga del disgelo non verrà la primavera.

Non si contano le sbarre che han tagliato il mio orizzonte
non si contano gli inverni che han rigato la mia fronte.
L'Occidente si è scordato che esistiamo ancora noi
ci ha venduto per tre lire per non farsi disturbare.

Son milioni le mie Croci sotto tanta neve bianca
inghiottite nella fossa della grande bestia rossa.

Vecchi amici vi saluto, non si vive troppo inverni
ma non voglio restar muto, canterò la Libertà.
Vecchi amici vi saluto, non si vive tanti inverni
ma non voglio restar muto, forse il mondo capirà.
Vecchi amici vi saluto, voi vedrete primavera
Comunismo tu hai perduto, vincerà la Libertà.


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LETTERA AD UN BAMBINO BUTTATO VIA

Ciao bambino, piccolo uomo forse no, sei solo poche poche cellule
non sei bello in quel sacco d'immondizie ma che vuoi, c'è la crisi degli alloggi. Bambolotto, sei già rotto chi ha giocato col tuo seme s'è stufato non è il caso ha detto di metterti al mondo il partito ha detto no, mi spiace tanto
Occhi azzurri, manine fredde ti sei fatto due mesetti in questo mondo
era caldo il ventre dolce della mamma fuori è freddo, ma che vuoi manca il petrolio
Non lo sai, ma tu sei già importante per ucciderti si son messi d'accordo
i partiti i sindacati e quella donna ti va bene non dovrai chiamarla mamma.

Ciao bambino, piccolo uomo non saranno tue le gioie ed i dolori
non vedrai tramonti ed albe e giorni uguali non sciopererai con i parastatali. Non vedrai bandiere tinte col tuo sangue non dovrai dire di si a chi ti mente
non dovrai raccoglier firme per l'aborto non dovrai portare fiori a chi è già morto.
Poche cellule ma occhi troppo blu scusa se ti lascio adesso torno giù
Ciao amico non rimpiango la tua sorte : sei riuscito a restar puro sino alla morte !


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PADOVA 17 GIUGNO

Cittadino fermati guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
Quella che stavolta si macchia di sangue, quando col silenzio ogni sogno infrange
E tu borghese guardati ecco cosa sei, guardati e vergognati anche tu lo sai
che la vigliaccheria ti taglia le gambe e la morte mia non è per te importante.
Cittadino fermati ora stai zitto, è il silenzio complice di chi è sconfitto
è il silenzio ipocrita di chi spesso mente, di chi per interesse o paura si vende.
Ed anche tu vigliacco brigatista rosso, anche se il tuo nome dire più non posso
anche se il tuo nome resterà sconosciuto, anche se mi hai ucciso io non sono muto
Resto qui a cantare questa mia canzone, per chi come me ha un'opinione
una santa idea abbastanza grande, l'anima mia vive, questo è l'importante.
Cittadino fermati, guardami in faccia, riesco a capire che non ti piaccia
quei buchi che ti fanno abbassare la vista sono i colpi esplosi dall'odio comunista.
cittadino fermati, guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
è la tua città.


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ANGIOLETTO

Sulla terra un cherubino giunse presto un mattino,
per veder la vita strana dell'umanità mondana.
Come un uomo si vestì e le ali si coprì:
apparì così normale come un uomo tale e quale.
Di gran lena si avviò verso la città,
ogni angolo lui girò per scoprir l'umanità.

Udì a un tratto un gran vociare, vide uomini scappare,
scorse un uomo che diceva "Morte ai ricchi, ma severa!"
sopra un'auto extra-lusso e la gente tutta a piedi che gridava per la via "Questa è la democrazia!".
Questo l'Angelo non capiva:"Quel buon popolo divino è davvero un po' cretino!".


A una scuola arrivò e lì dentro v'incontrò due studenti un po' bislacchi che gridavan come matti.
Uno tutto infervorato che dicea "Socialismo! Finalmente abbiamo rotto le barriere del razzismo!"
L'altro ancora più accaldato ripetea "Morte allo Stato! Il Fascista ed il terrone sono carne da bastone!"
Questa è proprio incoerenza, è l'umana deficienza: anche a scuola ora impera e anche l'Angelo dispera.


Scrutò poi in una strada di chissà quale contrada ove vide uno splendore di fanciulla ancora in fiore.
Anche gli angeli hanno un cuore e c'è posto per l'amore, con le mani un po' tremanti lui si mise a lei davanti.
"Com'è bella lei, dolce fanciulla mi permette Signorina, ci vediamo domattina".


"Puoi andare a quel paese, porco maschio di pretese" gli rispose la bambina, dimenando la manina
"Il mio utero è gestito dai capoccia del Partito, brutto maschio sciovinista, puoi sparirmi dalla vista"
Anche l'amore ormai ora è appestato dalla deficienza di questo Stato.
E cammina il cherubino tutto triste, pian pianino ed arriva in una piazza, ripensando a una ragazza.


Scorge poi una sottana, una nera palandrana, chiese "Scusi, ma chi siete?" "Giovanotto, sono un prete!"
Finalmente ora io ho trovato un servitore di chi mi ha mandato.
"Vacci piano , peccatore! Non conosco il tuo Signore..." disse il prete infervorato e persino un po' arrabbiato
"Il mio dio in questo Stato ora si chiama Sindacato ed a Marx io ogni sera gli consacro una preghiera"

Ahi! Che tristezza! Che malinconia! Da questa terra me ne volo via....
Torna in cielo disperato l'angioletto sconsolato e ritorna dal Signore che degli uomini è il Creatore
e gli dice "Buon Gesù, in terra io non torno più! Sono pazzi quegli umani anche se sono cristiani!"
"Hai ragione, cherubino, non crucciarti poverino è strano assai tutto laggiù e la colpa non l'hai tu!
Un errore di atterraggio, sei partito con coraggio: anche Dio talvolta sbaglia e sei finito qui in Italia!"


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NON PARLARE


Silenzio, non parlare! E' molto meglio neppure fiatare!
Ti hanno insegnato a non protestare tanto non hai proprio niente da dire.
Dai chiudi gli occhi, non guardare! E' molto meglio neppure vedere!
Ti hanno insegnato la testa a chinare tanto non hai nulla da ammirare.
Dai di' di sì! Non stare a far storie!
Ti hanno insegnato a non pensare tanto non hai nulla da negare.
Così han creato la nuova morale, così è nata la nuova società:
dalle montagne fino alle campagne è arrivato il comunismo e la libertà.
Ricordi la tua casa, nei campi biondi di Ucraina:
ti hanno insegnato a non ricordare tanto il solo dolore è da scordare.
Della tua casa è rimasta un'asse, sopra ai tuoi campi c'è soltanto sangue
e qui in Siberia ci si spegne piano come il sole che tramonta così lontano.
Sono passati come fanno sempre coi carri armati dentro le città,
ma quest'Europa, patria di vigliacchi, ha chiamato tutto questo "democraticità".
E per il mondo va quest'acre odore ad intaccare chi ha venduto il cuore
ma gli assassini della stella rossa dovranno pagare fino all'ultima fossa,
ma gli assassini della stella rossa dovranno pagare fino all'ultima fossa.

 

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DI LA' DALL'ACQUA


Nave che mi porti sulla rotta istriana,
nave quanti porti hai visto, nave italiana,
nave che attraversi il golfo di Venezia,
agile vai avanti anche solo per inerzia.
Portami veloce sulla costa polesana,
corri più in fretta corri, una volpe verso la tana,
e tu signora bella non sarai più sola:
danzeremo insieme nell'arena di Pola.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Istria non ti sembri strano:
anche le pietre parlano italiano,
anche le pietre parlano italiano.

Siamo nel Quarnaro e sempre più vicini
solo ci circonda la danza dei delfini.
E poi Arbe e Veglia ci guardano passare,
anche dopo cinquant'anni non si può dimenticare.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Dalmazia non ti sembri strano:
anche le pietre parlano italiano,
anche le pietre parlano italiano.

Nave che mi porti sulla rotta di Junger,
nave quanta gente è scappata da Fiume
pensa agli stolti che in televisione
chiamano Dubrovnik Ragusa la bella.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Italia non dimentichiamo
quanto ha sofferto il popolo istriano,
perché in Italia non dimentichiamo
quanto sta soffrendo il popolo istriano.


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VIVERE DAVVERO

Dove vai, ma dove stai correndo?
Forse dove è già il tuo cuore.
Basta un attimo e ciò che stai vivendo
prende il volo e muore.
Dove sei adesso? Lassù dove pensavi?
Da lì dirai "Ragazzi, state svegli!"

Ma c'è un modo solo per non morire mai
e quel modo è vivere davvero.
Ma c'è un modo solo e questo tu lo sai
ed avevi quello sguardo fiero.

Come fare adesso senza quel tuo sguardo,
sguardo vivo di chi sogna e crede.
Io lo so che fare oltre a non dimenticare,
perché, sciacalli, adesso lui vi vede.

Ma c'è un modo solo per non morire mai
e quel modo è vivere davvero.
Ma c'è un modo solo e questo tu lo sai
ed avevi quello sguardo fiero.

Io lo so che fare, non provo più dolore,
con il tuo sorriso chiuso nel mio cuore.
Io lo so che fare, non smetto di sognare
e non ci potranno più fermare.


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RICORDI

Ricordo la grande pianura, la barba imbiancata dal vento del Nord,
la gente guardare stupita la spada di ferro e il mio grande destriero
quando l'Europa nasceva.....
Ricordo Alessandro ferito lottare cantando col vento dell'Est
e il cielo d'Europa oscurato dai dardi lanciati da mille guerrieri
quando l'Europa nasceva, quando l'Europa nasceva...

Le mie ossa affondano nelle Termopili, il mio sangue scorre nel Tevere,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte la danza d'estate a Stonhenge.

Ricordo la prua del mio drakkar solcare la schiuma veloce nel vento del Sud
e bianche colonne segnare la riva, Trinacria inebriava di mille profumi.
quando l'Europa cresceva...
Ricordo la corte felice, l'amore e la guerra cantavo laggiù
e il sogno imperiale spiegava le ali del falco di Svevia nel sole del Sud
quando l'Europa cresceva, quando l'Europa cresceva....

Le mie ossa affondano nella Vandea, il mio sangue scorre nel Piave,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte una marcia di guerra a Verdun.

Ricordo l'Italia di Fiume, i reduci offesi da fame e terrore
e il sogno rinascere a ottobre, gli antichi valori rinascere in me
quando l'Europa sperava...
Ricordo la spiaggia infuocata coprirsi di sangue e di gloria giù ad El Alamein
e il vento dell'Ovest tradire nel fango di Yalta, nel fumo a Berlino
quando l'Europa moriva, quando l'Europa moriva...

Le mie ossa affondano al centro di Praga il mio sangue scorre a Parigi,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte una marcia da Derry a Belfast.

Guerriero d'Europa ricordi la strada era lunga da qui all'aldilà,
ma un urlo di gioia esplodeva al tuo arrivo, fratelli abbracciavi per l'eternità!

Le mie ossa affondano nelle Termopili, il mio sangue scorre nel Tevere,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte la danza d'estate a Stonhenge.

 

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DE AEGYPTO


Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Ho visto la signora della vita,
io, proprio io, che volo con le rondini,
verde e grigia è la sua veste
trascinata dal vento.
Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Ho la penna in mano per scrivere la parola "accetta",
sulla mia bocca è puro il canto,
ma quale bocca può ricevere
il canto del Loto di Kumi.
Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Io sono la fiamma generata dal sole,
io, proprio io, che volo con le rondini,
sulla mia fronte sta la luna
e l'aria spira sotto le mie labbra,
la luna è una grande perla in acque di zaffiro
e l'acqua scorre fresca tra le mie dita.
Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.


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CAMICE BIANCO

In questo letto bianco d'ospedale farai tornar stanotte primavera
e quando il giorno sorgerà domani il sole scalderà un nuovo fiore.


Come sei bella, donna, questa sera mentre il tuo amore diventa una cosa vera,
mentre il dolore già si scioglie in pianto si compie il tempo che hai amato tanto.


E questa notte noi saremo insieme a dimostrare al mondo che la vita
dall'uomo mai può essere tradita, dall'uomo mai può essere tradita.


Dentro il mio bianco camice da medico si fa destino il vecchio giuramento
e nei tuoi occhi stanchi questa sera leggo perché giurai di dar la vita.


Stringi le mani a chi ti fece madre e sigillò per sempre un "sì" lontano
poi chiudi gli occhi e lascia che i tuoi sogni seguano già il ricordo di domani.


Ma questa notte noi saremo insieme a dimostrare al mondo che la vita
dall'uomo mai può essere tradita, dall'uomo mai può essere tradita.


E questa notte noi saremo insieme a dimostrare al mondo che la vita
dall'uomo mai può essere tradita, dall'uomo mai può essere tradita.


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TRE STORIE


Quanta gente, quante luci, quante auto ancora in giro a quest'ora della notte!
Perché sei uscita da quel portone, i capelli arruffati, il trucco già tolto?
Hai lasciato stasera quel tuo mondo di statue, forse solo stasera finalmente hai capito
che il tuo corpo non è un giocattolo sporco, perché un grasso borghese giochi un po' a fare il porco;
forse solo stasera hai sognato l'amore, non l'amore sbavato per convincerti a dare,
l'hai sognato in un prato ricoperto di fiori che non sa di sudore, di lenzuola e cuscini.

Quanta gente, quante auto, quante luci ancora accese a quest'ora della notte!
Perché sei uscita da quel cancello, con quegli occhi già spenti, con le braccia dolenti?
Hai lasciato stasera quel tuo mondo di neve, forse solo stasera finalmente hai capito
che il tuo esistere, no, non lo crea la droga: han giocato con te perché era di moda.
"Libertà per la droga" han gridato i compagni, per ucciderti l'anima ti han bucato le mani,
forse solo stasera hai sognato la vita, questa sera può ancora profumar di mimosa.

Quante luci, quante auto, quanta gente ancora in strada a quest'ora della notte!
Perché sei uscita da quella casa, con le lacrime agli occhi, le tue mani sul ventre?
Hai lasciato stasera quel tuo mondo di schiavi, forse solo stasera finalmente hai deciso
che stavolta tuo figlio lo terrai fino in fondo, le compagne e il Partito non son tutto il mondo:
hanno usato il tuo corpo, l'ignoranza e la fame per mostrare alla gente com'è bello l'aborto.
Ti han trattato da scema perché tanto sei massa, buona solo a portare un cartello in piazza.

Quanta gente, quanta gente, quante luci ancora accese a quest'ora della notte!
E voi che stasera diventate donne, finalmente delle donne vere,
liberate dalla libertà di sesso, dalla libertà di droga, dalla libertà d'aborto.
Libertà create per usarvi dentro a un letto oppure nelle piazze
come immagini di un carosello.
Ed ora andate per la vostra strada: la libertà avete questa sera di essere donne.
Lalallalllalla……

 

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FRANCO TIRATORE


Questa è la ballata di un franco tiratore caduto giù a Firenze con una palla al cuore:
era aprile, cominciava primavera, l'hanno beccato sul fare della sera.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.
Aveva una ragazza, una ragazza bionda, l'han fucilata a Ponte Vecchio là sull'altra sponda:
adesso sono insieme, non si posson più lasciare e scivolan pian piano nell'acqua verso il mare.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.
Si tengono per mano, non si vogliono lasciare, neanche più l'inferno li potrà ormai separare:
han provato con le bombe, con la disperazione… non si muore di fame, ma di umiliazione.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.

Passami la mitraglia, passa un caricatore….
Scappa bambina! Scappa bambina! Il sangue non deve toccare il tuo fiore.

Il cielo è tutto rosso, di fuoco è il suo colore e brucia anche la vita di chi crede nell'onore,
ma là sull'altra sponda si sente ancor sparare: qualcuno ancor si batte non ha voglia di mollare.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.

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BORIS E IVAN

Ehi, Boris, tu lavori poco niente nel soviet più promettente che ci sia qui negli Urali
Lo so, Ivan, ma non me ne frega niente perché tanto qui in oriente si finisce sempre male.
Boris, fa' attenzione: il capo spedizione è spia della Nazione, per giunta un carognone.
Sì, lo so ma non me ne frega niente. A che pro essere efficiente? Tanto si sta sempre mal.
Lo stipendio te lo danno lo stesso, però tu sei proprio fesso perché vuoi finire male.
Tanto so che sgobbare la miseria o sgobbare la Siberia tanto vale non sgobbar:
guarda i colonnelli! Diventan generali, gli fanno i funerali dopo la promozione.
E tu vuoi ch'io lambicchi il mio cervello? Han lavato pure quello ma non tanto da pensar.
Boris, fa' attenzione: le spie son dappertutto, al posto del prosciutto le trovi nel panino!

Si, lo so, ce ne sono nell'armadio collegate con la radio in diretta con Breznev.
Proprio ieri una era nel bagno che fingeva d'essere ragno e le ho dato il DDT.
Ah, sei tu che sul viso m'hai diretto di piretro quel gran getto: ora me la pagherai!
Sei una spia?!? Collega caschi male… il tuo mestiere è uguale al mio tale e quale.

Per la steppa! Qui siamo tutti agenti, per scoprire i dissidenti siamo qui tutti a spiar.
E ora che fare? Ritorno a Pietroburgo, ti levo ora il disturbo: non sei da processare.
No, però non mi piace quel che hai detto: Pietroburgo, maledetto, è un nomignol che non va.
Tu mi sembri un po' revisionista, con influsso un po' zarista: impiccarti si dovrà!
O me tapino! Così mi son tradito e adesso son servito; son proprio scalognato!!!
Su con noi, ti dobbiamo processare, ci faran gratificare per codesto traditor.
Addio vita, addio mia cara steppa, a levarmela è la teppa di Kossigyn e Breznev.


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TRAMA NERA


 Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
 Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

Se vuoi tu migliorar la posizione ed aumentare il minimo della pensione
fai subito domanda di assunzione in uno dei canali della tele-informazione.
Ed ogni sera tu alle otto e trenta, la lacrima sul ciglio, la voce spenta,
racconta che a Milano è mancata la luce perché uno sconosciuto ha gridato "Viva il Duce!"
e che se le galline non fanno più l'uovo è certo stato un colpo di Ordine Nuovo.
Se poi qualche compagno ci mette la bomba tu non ti preoccupare la storia, sai, si monta
e a far passare per nero ciò ch'è rosso… lo fanno da trent'anni a più non posso.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

Se sei un ragazzino che gli piace far la rivoluzione in santa pace,
se ami minacciar la borghesia marciando con la scorta della polizia,
se vuoi che la ragazza ti citi ad esempio, se vuoi che il Partito di te sia più contento,
racconta come hai fatto con voce sicura a denunciare subito la nera paura
scambiando per littore una vecchia contadina che andava per i campi con in spalla una fascina.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

E se la tua ragazza ti ha piantato dicendo che le sembri un po' un pistola
tu non ti preoccupare, vai filato a raccontare a tutti questa fola:
tu di' ch'è stata colpa dei fascisti vedrai si muoveranno anche i ministri.
E se intervisteranno poi Loriana vedrai che giurerà di averli visti.
Ma se malgrado tutto lei non torna, tu lascia tutti e vai al Quirinale:
là certo troverai un radicale che ti consolerà con un rapporto un po' anormale.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

Se non hai vinto mai un terno al lotto, se proprio oggi a te scade l'affitto,
se hai perso per scommessa quattro cene e come puoi pagar non lo sai bene,
ascolta, che ti dico come fare e ciò che fa per te ti voglio indicare:
rivolgiti sicuro a Panorama, la pagheranno bene la tua trama.
Racconta che un bel giorno passando per i boschi, scorgesti una radura con certi tipi loschi.
E insieme ai tipi loschi c'erano:
due carri armati, un'antiaerea, ventidue SS, un ritratto di Benito, Giulio Cesare,
quattro legioni, due svastiche, quindici forchette (non socialiste), la Volpe del Deserto,
due cani da caccia, un cavallo bianco, una crostata di mele.
E la soddisfazione avrai eccezionale di esser nominato eroe nazionale.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.


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POLICE'S BLUES


Passa veloce sulla strada principale, passa un'auto della polizia,
passa veloce, è tutto un lampeggiare e arriva e si ferma davanti al tribunale.
Ma perché, ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Cosa fanno gli agenti davanti al tribunale? Fanno tutti da scorta al signor procuratore:


hanno fregi dorati, manette americane e han le mani sui mitra, sono pronti a sparare.
Ma perché, ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Son passati all'azione - che han fatto? - hanno preso di peso dal letto
la mia vecchia vicina di casa, ma per quale motivo la vicina di casa?


Scatta il congegno, scatta il meccanismo, molti i fermati e molti gli arrestati:
hanno arrestato anche il nostro farmacista, per non parlare del nonno del droghiere.
Ma chi vuoi, ma chi vuoi che sia stato se non gli agenti in occhiali?
Scende la notte ma qui nessuno dorme perché hanno paura degli agenti con gli occhiali


ormai nessuno può restare tranquillo: hanno arrestato anche il noto banchiere.
Ma chi vuoi, ma chi vuoi che sia stato se non gli agenti in occhiali?
Stamattina all'uscita di scuola io volevo comprare il gelato
ma non c'era nemmeno il carretto perché l'hanno arrestato, il carretto!


Hanno arrestato anche Gino il salumiere, il nostro portinaio e tutti gli spazzini,
stanno facendo anche un giro di retate alle stazioni e davanti agli asili.
Ma perché, ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Da un po' sto aspettando che arrivi il mio turno da quando hanno preso anche il mio confessore,


il parroco, le suore ed anche il cappellano… che aspettano? Son pronto, sono stanco di aspettare!
Oramai, oramai, l'ho capito perché hanno sempre gli occhiali:
sono occhiali speciali, davvero! Son di vetro temprato e scurito
per vedere le piste più nere, per vedere le piste più nere,


per vedere i colpi di stato, gli squadristi teppisti fascisti!
E' tutta una festa, è tutta una festa! Generali golpisti, fascisti!
Formaggini, ombrellai, nazisti! Bersaglieri, ciclisti, fascisti!
E' tutta una festa.
 

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OGGI MI SENTO STRANO


Credo che oggi parlerò di lei,
di com'è bella mentre mi sorride,
delle parole che io le direi
quando il silenzio piano ci divide.
Credo che oggi parlerò di lei,
delle sue mani e dei suoi occhi neri,
e non sapete quanto la vorrei
quando si chiude dentro i suoi pensieri.
Però, vabbè, mi sento un po' coglione
che questo non è un disco di Battisti:
dovrei parlare di rivoluzione,
fare canzoni dure, da fascisti.
Sì, però, scusate, oggi mi sento strano:
ho quel sorriso fisso nella mente
e ve lo dico con il cuore in mano,
oggi del Duce non mi frega niente!

Credo che oggi parlerò di lei,
di quando ride e poi di quando è stanca,
credo che oggi parlerò di lei,
che sono solo e sento che mi manca.
Credo che oggi parlerò di lei,
dei suoi capelli poi della sua voce,
credo che oggi parlerò di lei,
di lei che corre via così veloce.
Però, vabbè, mi sento un po' coglione
con quel sorriso fisso nella mente:
ora parliamo di rivoluzione,
che tanto a lei non gliene frega niente
delle parole di questa canzone
e delle notti che io sono sveglio.
Ora parliamo di rivoluzione
che, forse, poi mi sentirò un po' meglio.

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LIBERTARI

Libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nome capirete.
Libertari ma di nome voi parlate c'è chi muore,
libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nome capirete.

Cos'è bene e cos'è male per la legge per la legge
cos'è bene cos'è male per la legge.
Tra il coltello del brigante e il cappio della polizia
tu sai dirmi cosa è meglio per la legge, per la legge?
Cos'è bene e cos'è male per la legge.

E il tamburo suona piano nella notte nella notte,
il tamburo suona piano nella notte
per chiamarci alla battaglia per la nostra libertà
il tamburo suona piano nella notte nella notte
il tamburo suona piano nella notte.

Se non torno moglie mia ai miei figli ai miei figli,
se non torno moglie mia tu dirai
che bisogna anche sapere accettare di morire
se la libertà vuoi avere moglie mia, moglie mia
se la libertà vuoi avere, figlio mio!

E il tamburo suona piano nella notte nella notte,
il tamburo suona piano nella notte
per chiamarci alla battaglia per la nostra libertà
il tamburo suona piano nella notte nella notte
il tamburo suona piano nella notte.

Libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nomi capirete.
Libertari ma di nome voi parlate c'è chi muore,
libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nome capirete.

Se non torno moglie mia ai miei figli ai miei figli,
se non torno moglie mia tu dirai
che bisogna anche sapere accettare di morire
se la libertà vuoi avere moglie mia, moglie mia
se la libertà vuoi avere, figlio mio!

 

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NASCITA

Beve il daino alla sua fonte e prende il cibo dalle mani sue.
Bianche le vesti di seta antica, sotto il tiglio lei sta
e il suo canto riempie il bosco finché il giorno non finirà,
il ventre caldo nutre una vita così il destino si forma già,
cresce il signore nella sua terra, di lui la pelle bianca sarà,
aspetta l'alba e veglia con lui nei primi gesti di regalità.

D'oro i capelli volano al sole, gli occhi due gocce offerte dal lago,
la voce un canto per la sua gente, sul trono del drago lui siederà.
Dolce sarà il giorno in cui tuo figlio uomo ti lascerà .
Beve il daino alla sua fonte e prende il cibo dalle mani sue.
Bianche le vesti di seta antica, sotto il tiglio lei sta,
sotto il tiglio lei sta.

 

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ANNI DI PORFIDO

Gli anni son passati, son passate le stagioni.
Ricordi le corse pazze, la tua Vespa, le riunioni,
le prime sigarette fumate dentro i bagni,
il gusto di bruciare per sempre le illusioni
e noi reietti e pazzi che spaccavamo il mondo
e poi senza badarci ne incollavamo i pezzi.

Gli anni son passati, son passate le stagioni,
le feste a luci basse, a campana i pantaloni.
Tu che parlavi allora di Poe e di Baglioni,
io intanto riprovavo per te nuove canzoni.
Da sola mi ascoltavi e mi sembrava strano:
tu sempre compassata, io con la rabbia in mano.

Sogni perduti, la voglia di leggere tutto,
era bello cavalcare un pony con Bilbo e Frodo Baggins
al "Puledro impennato" e bere una birra in pace
mentre Gandalf raccontava fumando l'erba pipa
e in faccia a un mondo scemo la nostra ribellione
pareva avesse il pregio di una nuova trasgressione.

Per gli altri ogni diritto, per noi la repressione,
quegli anni dentro al ghetto, tentavamo l'evasione.
Maccartismo d'altro segno s'è mangiato con scioltezza
illusioni e barricate innalzate con purezza,
ma io credo che sia giusto rimanere e continuare
l'avventura incominciata perché vivere è lottare.

 

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IL BATTESIMO DEL FUOCO

Né il sole né la pioggia imponevano il loro vento
ma io vedevo l'aria pulita lo stesso in quel momento.
Non si ricordava un santo, né era morto un uomo famoso
ma per me era giorno di festa, era un giorno vittorioso;
dimmi amico: come si fa ? Da che parte bisogna attaccare ?
Cosa dire se ci dovessero arrestare ? Chiama gli altri e proviamoci a inquadrare.
Ma a me del caro vita non me ne fregava niente,
nemmeno dei problemi di tutta l'altra gente.
Ma rispettavo sempre le regole del gioco,
minuto per minuto al mio battesimo del fuoco.

Credimi amico, è stato molto bello quando hanno abbassato le loro visiere,
genuflessi ma non per pregare. E' stato molto bello cercar di non scappare,
cercar di arrivar primo ed ultimo a fuggire.
Dimmi amico: come si fa ? Quanti lacrimogeni avrà?
Ti giuro amico, di qui non passerà! Per me oggi è festa e di qui non passerà.
Ti giuro amico, di qui non passerà! Per me oggi è festa e di qui non passerà.
Ti giuro amico, di qui non passerà! Per me oggi è festa e di qui non passerà.


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LA TUA GENTE MIGLIORE

Rischiare la vita per niente non conviene,
su mettiti a studiare, ti devi sistemare, ma che testardo!
E poi la fedina penale e tutti quei privilegi già li hai persi,
ti dovesse ricapitare non ti puoi più salvare, fa' attenzione!
E trovati una donna, possibile che tu possa farne a meno
non vai mai a ballare, non ti sai divertire, avessi potuto io...
Non scocciare mamma tanto non puoi sapere quant'è bella la vita per me e la mia gente,
lo sai ti voglio bene ed è anche per questo che non mi arrendo ed è per questo che son qui a strillare più forte:
Né dottore, né impiegato, né lavoratore o laureato, il mio destino è già diverso, è stato segnato.
E sapessi quant'è bello rischiare di morire insieme a lui che sai che mai ti potrà tradire.

Non dire più sciocchezze, piuttosto impara a farti furbo,
frega se puoi il prossimo se no se potrà sarà lui a farlo.
Smettila figlio mio, sogni ed ideali si hanno a vent'anni,
quando non devi mantenere una famiglia, un decoro, quando puoi rischiare.
Eppure dovresti averlo visto che brutta fine ha fatto quel tuo amico,
avresti fatto meglio a frequentare di più gente migliore.
Sono contento di esser poco furbo tra tanti che pensano solo ad arricchirsi
e vent'anni non servono solo a sognare, a vent'anni si può anche capire, strillare,
si può anche giurare la morte al sistema, si può pagare pur di non tradire nessuno
e la fine di quel mio amico io la conservo nel cuore e mi da la forza di continuare.
E la fine di quel mio amico io la conservo nel cuore
e mi da la forza di combattere la tua gente migliore.

 

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LA FORZA DELLA DISPERAZIONE

C'è chi ha dormito, c'è chi è riuscito a drogarsi,
a tapparsi le orecchie quando è apparsa maestosa
colla sua poca fantasia, colla sua atroce fierezza.
C'è chi la chiama realtà, c'è chi ci si è suicidato,
'è chi per preparartici meglio ti manda a scuola
e ti leva tutte le strane idee che hai nella testa, c'è chi non ne parla nemmeno.
Ma venditori di fumo vendetemi le vostre eresie,
solo io so apprezzarle e quante ne ho da pagare ancora;
lascerò loro la loro squallida sicurezza e il loro povero successo.
Amici miei solo io so capirvi,
solo io so dividere e sentire
quello che sentite voi.

Ma quante storie ho inventato per essere uno che c'è cascato,
ma quanto è bello pagare per poi tornare a lottare.
Vederla più vera, più grande, tenerla sempre più lontana
e poi tutto è successo senza rendermene conto
e ho strillato vittoria prima di aver vinto,
solo al calore del sole io ora ne renderò conto
e ora che vuole che conti miei soldi, che non ho mai messo da parte
e ora che vuole che io guardi le mie mani sporche, che non ho mai lavato prima di mangiare,
ora finiamola un momento di scherzare e parliamone seriamente.
Amici miei solo io so capirvi,
solo io so dividere e sentire
quello che sentite voi.

 

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IL POETA IN ABITO DA SERA

Cose grosse già discusse ci saranno questa sera, alla casa del poeta in abito da sera.
"Non ti scandalizzare ma è il mio modo di capire." alla casa del poeta in abito da sera.
"La mia maschera è più bella commendator dottore." "Di principi ne ho una casa, montiamoli insieme."
"Le regalo la mia faccia, beviamo qualcosa." "Dica pure il suo problema conosco il sistema."
"Tu non conosci il mio," racconta il professore "non riesco con mia moglie a fare all'amore,
ma i tempi già passati non sono bastati ero forte più di tutti e ho fatto la guerra."


"Il paese è in crisi, che delinquenti!" dice un avvocato ingoiando un'oliva
"Mia figlia fuma hascisc non c'è problema." alla casa del poeta in abito da sera.
"L'America ci salva dalla rovina, io sono scienziato e te lo assicuro
e li conosco io, non hanno paura. La scienza ci salva dalla rovina!"
"Ci salva va bene, ma fino a che punto ?" dice: "La legge io rappresento."
"Mio figlio piange, piange senza ragione." alla casa del poeta in abito da sera.


"La castità, di grazia, non me la tocchi, ne ho fatto un grande quadro e l'ho appeso al muro."
"La sera mangio poco con un po' di canasta, sedute spiritiche e maccheroni."
"Ma mia figlia che spasso, io non la capisco, le ho donato una stella e lei mi ci ha sputato sopra,
Dio quante pretese, quante complicazioni, questa ragazza mi da da pensare."
Le luci sono spente, fate attenzione, sono tutti pronti per una riunione,
qualcuno resta in piedi per precauzione alla casa del poeta in abito da sera.


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CANTO SULL'ABORTO

Per disgrazia o per fortuna non si può dire,
dovresti per lo meno provare.
Lo so che non hai vita e non ti hanno chiesto niente,
il tuo cuore, né il parere di tutta l'altra gente.
Dopo aver scoperto che non si provava male
ne hanno fatto subito un caso nazionale,
ne hanno fatto subito un caso nazionale.

Fedeli senza dubbio alle loro tradizioni,
alle loro usanze, ai costumi,
e poi la tua forza è stata insufficiente,
tanto era deciso che non avresti visto niente,
e a lei mancata madre gliel'han spiegato bene
da non portarsi dietro rimorsi e pene,
da non portarsi dietro rimorsi e pene.

E io sono qui a ringraziare mia madre
di esser fatto vent'anni prima.
E io sono qui a dire grazie a mia madre
di non aver deciso che non ce l'avremmo fatta,
sia per paura o per altra ragione
non ha rinunciato, vi serva da lezione,
non ha rinunciato, vi serva da lezione.

Per disgrazia o per fortuna ora te lo posso dire
quanto sia bello aver vita
e lottare tutto il giorno contro chi non ti ha permesso
di trasformare in corpo la tua anima che adesso
vaga da sola nel grande universo,
che io non incontrerò mai, ma non mi sento perso,
che io non incontrerò mai, ma non mi sento perso.

 

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IL GIARDINO DELL'EST

E' meraviglioso, è tutto di verde è un
è un paradiso il giardino dell'Est.
Di filo spinato è circondato,
là i proibiti possono pensare
senza confondere chi non deve vedere,
senza confondere chi non può vedere.
Possono correre, andare lontane
le illusioni dei grandi pensatori,
partorire grandiosi piani di fuga,
loro possono soffrire la noia
possono farlo senza ingannare la storia,
possono farlo senza assaggiare la gioia.
Filosofi, preti, grandi poeti
parlano della loro libertà
scordando i carri armati quando tutti uniti
si faceva la guerra,
quando i propri figli non avevano mai detto padre,
quando i propri figli non avevano mai visto la pace,

quando i propri figli non avevano mai detto padre,
quando i propri figli non avevano mai visto la pace.
Ma se a tutti loro la saggezza del mestiere
servisse a vedere
verde senza sangue il bianco della Siberia,
il colore della paura
filosofo oratore per sempre a spiegarlo agli orsi
misura precauzionale: divieto di comunicare.
Giovani del mondo muore lì nel freddo
il giardino dell'Est.
Là i vostri maestri, la vostra tradizione
è sepolta per sempre,
ma la nostra forza scioglierà le nevi della Siberia
il loro messaggio a tutti quanti noi grideremo.
ma la nostra forza scioglierà le nevi della Siberia
il loro messaggio a tutti quanti noi grideremo.

 

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FINCHE'


Credi, credi, credi, fallo finché resti in piedi,
finché il mondo che tu vedi respira e ce la fa.
Canta, canta, canta se di forza ce n'hai tanta,
se vorrai con una canzone il mio cuore strapperai.
Fallo finché c'è una sera, finché c'è una notte vera,
fallo finché c'è la vita che ci guarda divertita.
Vola, vola, vola finché il cielo è azzurro e viola,
finché gli occhi suoi ti danno la tua forza e non lo sanno.
Ama, ama, ama che la gente tua ti chiama,
che la gente tua t'aspetta, ama forte e fallo in fretta,
finché avrai gli occhi per poter vedere ed un tramonto per poter sognare
e una canzone da lanciare al vento, una bandiera, un sentimento.
Credi, credi, credi se resisti e se non cedi,
se rimani dritto in piedi il suo canto si udirà.
Canta, canta, canta che la stella sua s'è spenta,
che la mano sua s'è tesa, se fai forte ti vedrà,
ti vedrà perché non ti sei arreso, perché porti tu il suo peso,
ti vedrà in un sogno libero e puro con lo sguardo nel futuro, con lo sguardo nel futuro.

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L'AUTOSTRADA

Tra l'alba e la morte s'è fermata, l'auto correva veloce
e forte e veloce battevano quei giovani cuori, battevano nel silenzio, nemmeno una voce,
se lui avesse potuto, se lui avesse potuto immaginare il suo sorriso schiacciato
tra un'autostrada storta ed un sonno sbagliato.
Cento chitarre suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento chitarre suonano, suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento sorrisi per lui volano.

E il fischio di quel treno che bucava le montagne gelate, spezzava la notte come fosse di gesso
e il fischio di quell'auto con le ali spiegate. Piangeva la morte come non faccio io adesso
e in un solo minuto, e in un solo minuto gli rubava la vita ridendo
non sapendo nemmeno che lui stava sognando,
lui che aveva creduto, lui che aveva creduto che la morte arrivasse di sera
e non tra i primi fiori della primavera.
Cento chitarre suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento chitarre suonano, suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento sorrisi per lui volano.
Cento chitarre suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento chitarre suonano, suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento sorrisi per lui volano.

 

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NATALE

Tra qualche bacio è Natale, in mezzo ai ricordi dormirò.
Forse in queste scarpe che mi fanno ormai male, nei suoi occhi o nel ricordo che ho di lui,
se tra qualche sigaretta non mi vedi brindare lascia stare e pensa ai fatti tuoi.
Un Natale che viaggia tra la neve e i suoi fiori e che mi porta un regalo di più,
questo vuoto Natale in cui non nasce nessuno, questa volta non è festa per me.
Se tra un canto e una catena lui riuscisse a ricordare il Natale di tanti anni fa
che la notte a malapena faceva in tempo a cadere e già il sole ne bruciava la metà,
se schiacciasse la mia pena contro il suo davanzale ed alzasse il suo bicchiere per me.
Se tra qualche bacio è Natale, tra quanti Natali tornerà,
col suo mignolo storto ma che non gli fa male e i suoi baffi che mai taglierà.
Ma sull'eco di una bestemmia non lo vedo tornare, a Natale non si canterà.

 

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PERCHE' CI HAI DATO LA VITA

Perché ci hai dato la vita? Perché ce la fai cantare?
Perché ce l'hai messa nel cuore, fra le dita? E non so più cosa fare
per venderla forse a chi non sa comperare, a chi è giovane senza gioventù,
o gettarla negli occhi di chi muore di fame, per vedere se si vive di più,
o strapparla alle stelle con un canto impazzito
che ti ruba il tuo cuore anche se non l'hai cantato.

Perché ci hai dato la vita, colorata negli occhi sulla strada ingiallita?
Per rischiarla di notte sopra un mare già mosso, per dipinger le sue ali con un fuoco più rosso,
per sputarla nei bar in faccia alla gente che col vino non ci pensa più,
annegarla in un fiume fino alla sua sorgente o donarla come hai fatto tu
o lasciarla tra i sassi come un cane malato,
come un ago che inietta il suo sogno comprato.

Perché ci hai dato la vita, mezza morta d'amore, mezza viva e fiorita?
Per gettarla d'estate in una sera d'agosto in una spiaggia solitaria con un sorriso al suo posto,
per spaccarla sopra i muri che non fanno passare, sulle strade che non sanno arrivare,
per brindarci con un mezzo bicchiere di vino con un amico che sa starti vicino,
raccontarla da vecchio ad un pallido specchio
che ti ascolta annoiato, che ha già visto e vissuto.


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ROMA

Quando una storia è una storia d'amore l'amore non si scorderà.
Quando una storia è avventura e dolore per le strade della sua città.
Roma ricordi questo amore andato a male, quante canzoni mai cantate da cantare
sulle tue strade, sotto il cielo sempre uguale, le nostre avventure Roma, non le puoi scordare.
Oh a Roma, ma che te sta' a'nventà?
Oh a Roma, torna la mia città.
E sulle nostre teste il tetto di una tua galera, nelle nostre mani il cielo di una piazza tua.
A Roma 'nfame torna Roma quella vera, facce tornà, non ce caccià più via.
Quando ricordi scoprii questo amore, da allora non tornerò
a riempirmi il cervello di vino e liquore se solo mi sentirò.
Roma di falchi, iene, aquile e pantere, Roma in divisa delle ferrovie,
Roma di prati, antichi ruderi e galere, Roma dalle scuole strette, Roma dalle larghe vie.
Oh a Roma, ma che te sta' a'nventà?
Oh a Roma, torna la mia città.
Ma non ricordi quanti passi per la strada quante risate seduti su una spalla tua,
quanti guerrieri senza capo e senza spada, tutti uguali, ognuno con la storia sua.

 

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DOVE GHIGNANO I LADRI DELLA LIBERTA'

Nella corsa di un fiume, nella sua libertà, nella luce di un lume, nelle vecchie città,
nelle forti montagne dove l'aquila va, tra le ricche campagne la mia anima sta,
dove l'ugola cresce forte e tuo figlio lo sa e se vinci la morte tuo figlio vivrà,
dove il mare spruzza forte quando l'aria vuole spezzare, dove il sole vince l'oscurità

e là camminavamo, dormivamo sulla sabbia che ci bruciava i piedi e l'anima la rabbia.
Dove il vento fischia forte se l'ulivo vuole cantare, dove il sole vince la povertà.
Tra le strade sicure e le vecchie campane, tra le alpi mature e le serate romane,

sotto ai vecchi balconi, dentro le trattorie queste sorde canzoni diventate poesie.
Dove una sera ti scappa una canzone cantata in latino, dove un ricordo ubriaco ti viene a morire vicino,
dove ragazze con gonne a fiori che ballano sulla strada di pietra
e i loro dieci, cento, mille amori tra gli accordi di una cetra,
dove la vendemmia è quasi un dono che viene del cielo, dove il sorriso è un sorriso davvero,
dove i vecchi seduti sulla porta aspettano che il sole sia andato
e lì che tra fuoco e dolori ho lasciato il tuo sogno spezzato,
dove la notte seduti negli occhi di chi si inietta la morte, sotto un vento che fila sempre più forte,
è lì che ora ghignano i ladri della tua libertà,
è lì che ora ghignano i ladri della mia libertà


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SUL CEMENTO UN FIORE NASCERA'


Sulla pista dei ricordi ho lasciato il mio valore,
sulla strada delle stelle la mia libertà
ed armato del sorriso di lei che non c'è più
me ne vado alla conquista di un ricordo di più,
me ne vado e forse non ritornerò,
me ne vado e forse non ritornerò.
 

Ma rimane lei che a sedici anni già sa i giochi dell'amore.
Cosa vendere per vivere, che cosa comprare
e una catena per legare i capelli suoi,
il suo cordone ombelicale staccato da noi,
i suoi occhi quasi non ricordo più,
i suoi occhi quasi non ricordo più.

Sulla pista della fede hai spezzato il mio sogno ideale
con quattro canne ed un fucile ed una maglietta
e i tuoi baffi da maiale,
ma rimane lui ch'è triste e rimane là dov'era
senza cantare quando muore la notte,
quando nasce la primavera
e si siede sulla vita come vuoi tu
e si siede sui ricordi che ha già dimenticato,
sul tuo odio, sul tuo mondo malato.

Sulla strada del rimorso ho lasciato i miei errori
fatali
tra le vostre grazie fatte e i miei peccati mortali
resteranno solo loro che non sanno cosa fare
se l'estate è solo un gioco, se si muore per il mare;
e lui che conosce un paio di jeans e sa il fumo
quando è buono,
ma non arma la sua mano sotto l'impeto di un
tuono,
di una rivolta che c'è stata, che domani tornerà,
tra i vicoli dei vostri cuori e delle vostre città,
sul cemento un fiore nero nascerà,
sul cemento un fiore nero nascerà.


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FIGLI DELLA LUNA

Vieni, vieni su questa terra, vieni, figlia della Luna,
tra le notti dell'Inghilterra che di notti non ne ha nessuna.
E nasci in un minuto solo perché un minuto è come un sorriso
anche se il mondo sarà solo gelo, anche se il gelo lo ha già diviso.
Nel mondo c'è tanta gente ed ognuno ha un segreto,
qualcuno è intelligente, qualcuno è fortunato.
Vieni, vieni su questa terra e vieni nuda e vieni sola,
con tanta gente che parte in guerra, con tanta gente che fa tardi a scuola.
Portati tanti sogni perché dei sogni non puoi farne a meno,
saranno sempre i tuoi sostegni, ti lasceranno sempre con qualcuno.
E nel mondo c'è tanto mare ed ognuno ha un ombrellone,
qualcuno il vento lo fa volare come un aquilone.
E vieni, vieni su questa nave e vieni, figlia del deserto,
in questo mondo in cui sempre piove, a questo anno sempre più corto.
E portati tanta forza perché è la forza che ti chiederanno
a questa vita che va di corsa come la notte di un Capodanno.
E nel mondo c'è tanto amore ed ognuno ferisce
e qualcuno va dritto al cuore, qualcuno finisce.
Vieni, vieni su questa giostra, su queste strade di cartone
dove ognuno se ne va in palestra, quasi tutti sanno una canzone.
E portati tanto coraggio che la paura ci farà tramare
anche se in fondo alla meno peggio quando succede ti potrò abbracciare.
E nel mondo c'è tanto buio ed ognuno ha una candela
ed è per questo che ci sentiamo meglio al calare della sera.

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FIGLI DI UNA FRONTIERA

Figli del mondo siamo, con le ali dietro ai talloni
che ci aiutano quando fuggiamo dalla polvere delle prigioni,
figli di una sigaretta, di una sirena che ci mette fretta,
figli di un treno che parte e non ci aspetta.
Figli della notte siamo, senza una foto sopra il passaporto
che ci aiuta quando navighiamo su una nave in mare aperto,
figli di una frontiera da passare solo quando è sera,
quando la guardia dorme e non ci fa paura.
Figli della notte siamo, che ci porta dove vuole il vento,
e che ci aiuta quando ci perdiamo il nostro senso di orientamento,
figli di un inno al sole e di una terra che non ci vuole,
e di una ferita che ci fa male nel profondo del cuore.
Figli della pioggia siamo, col cappello calato sul viso
ed il sonno calato sugli occhi c'addormenta e ci strappa un sorriso,
figli di un tradimento, figli di un sole che s'è spento,
figli di un cane che passa, abbaia e ci si ferma accanto.
Figli delle notte siamo, con due occhi che non credono a niente,
che ci aiutano quando ci troviamo tra le facce dell'altra gente,
figli di una bufera, figli di un temporale
che tu tagli e prova, che tu tagli e spera siamo i figli venuti male.
Figli di una bufera, figli di una luce accesa
che tu tagli e prova, che tu tagli e spera torneremo tutti quanti a casa.

 

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ANDARE VIA


Non ha più senso questo mondo di cartone, di rotocalchi e di pubblicità per televisione
che ti riempie la testa di sogni e di chimere che