...UN MONDO DI ROVINE...

"…quando  un  popolo,  divorato  dalla  sete  della  libertà,  si  trova  ad  avere  a  capo  coppieri  che  gliene  versano  quanto  ne  vuole,  fino  ad  ubriacarlo,  accade  allora  che,  se  i  governanti  resistono  sono  dichiarati  tiranni.  E  avviene  pure  che  chi  si  dimostra  disciplinato  nei  confronti  dei  superiori  è  definito  un  uomo  senza  carattere,  servo;  che  il  padre  impaurito  finisce  per  trattare  il  figlio  come  suo  pari,  e  non  è  più  rispettato,  che  il  maestro  non  osa  rimproverare  gli  scolari  e  costoro  si  fanno  beffe  di  lui,  che  i  giovani  pretendono  gli  stessi  diritti,  la  stessa  considerazione  dei  vecchi,  e  questi  per  non  parer  troppo  severi,  danno  ragione  ai  giovani.  In  questo clima  di  libertà,  nel  nome  della  medesima,  non  vi  è  più  riguardo né  rispetto  per  nessuno.  In  mezzo  a  tanta  licenza  nasce  e  si  sviluppa  una  mala  pianta:  La  tirannia"

[PLATONE - 427-348 a.C. - La Repubblica, libro VIII]

 

 

 

 

 

In questa sezione abbiamo deciso di inserire le canzoni che da sempre simboleggiano la nostra lotta di contro tendenza, sono brani scritti in 30 anni di militanza politica e in essi si trova il pensiero di tanti giovani che per anni hanno lottato per i propri ideali. Il materiale è per altro disponibile su diversi siti che si trovano nella rete, qui abbiamo riportato solo i testi delle canzoni più simboliche.

 

 

 

INNO ALLA GIOIA PREGHIERA DEL LEGIONARIO ALAIN ESCOFFIER SPARA SULLE POSSE JAN PALACH IN ALTO I CUORI
EUROPA NAZIONE MARCIA DELLE LEGIONI IL NOSTRO TEMPO FRANCO TIRATORE NEL SUO NOME BUDAPEST
FRONTE DELL'ESSERE IO E I MIEI AMICI LA FOIBA DI SAN GIULIANO NOI POCHI LILI' MARLENE RICORDI
NOI NON SIAMO UOMINI D'OGGI HIRONODA E LA SUA GUERRA SUL CEMENTO UN FIORE NASCERA' LETTERA AD UN BAMBINO BUTTATO VIA PADOVA 17 GIUGNO MURO DI SCUDI
I NOSTRI CANTI ASSASSINI IL DOMANI APPARTIENE A NOI IL GIARDINO DELL'EST NATALE DOVE GHIGNANO I LADRI DELLA LIBERTA' PICCOLO ATTILA
FIUME LIBERATA CLARETTA E BEN L'AUTOSTRADA FINCHE' PERCHE' CI HAI DATO LA VITA COME IL VENTO
SULLA STRADA AMICI DEL VENTO CANTO SULL'ABORTO IL POETA IN ABITO DA SERA LA FORZA DELLA DISPERAZIONE SETTEMBRE NERO
CARA AMICA NANNI LA TUA GENTE MIGLIORE FIGLI DI UNA FRONTIERA NOI GENERAZIONE '78
ERI BELLA NON SCORDO IL BATTESIMO DEL FUOCO ANGIOLETTO ANNI DI PORFIDO RIVOLTA
LEON DEGRELLE LETTERA AD UN RAGAZZO CLASSE '80 NASCITA DE AEGYPTO NON PARLARE PALESTINA
BRIGANTE SE MORE PUNTO DI NON RITORNO SAIGON RICORDI FIGLI DELLA LUNA VANDEA
A CARLO TERRA DI THULE LIBERTARI VIVERE DAVVERO ROMA C'E' IN TE
BERLINO LA BALLATA DEL COMPAGNO OGGI MI SENTO STRANO DI LA' DALL'ACQUA VECCHI AMICI AFGHANISTAN
PATRIA ANDARE VIA TRE STORIE IL MERCENARIO POLICE'S BLUES A PIERO
DROGA VECCHIO RIBELLE BORIS E IVAN TRAMA NERA RITORNO CANTO DI UN CAVALIERE ERRANTE
LA BALLATA DEL NERO         DEDICATO ALL'EUROPA

 

 

Per ora sono disponibili solo i testi delle canzoni ma presto aggiungeremo anche i files mp3 sonori!!


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL NOSTRO TEMPO

Veniam da mille strade, non abbiam né età, né storia e nessuno canterà la nostra gloria
Sognando età dell'oro, giochiamo con la vita, ma con il nostro tempo abbiamo aperto una partita.
Ci spiace per i poveri, meschini benpensanti, ma adesso noi dobbiamo andare avanti.
Perché è giunto il nostro tempo, tempo da disperati,
ma questo è il nostro tempo, camerati Per noi che non vogliamo, né Marx né il capitale e la democrazia ormai sappiamo cosa vale
non bastan le parole di vecchi ciarlatani con voi abbiamo chiuso oggi è già per noi domani.
Per noi non c'è più posto in un mondo di relitti, ma non saremo noi quelli sconfitti.
Perché è giunto il nostro tempo, tempo da disperati,
ma questo è il nostro tempo, camerati

E senza ipocrisia sappiamo anche peccare ma poi non contiam balle noi per farci perdonare.
Non siamo eroi ne santi, portiam la nostra croce ma il mondo avrà domani un'altra voce
Con la rabbia in mezzo ai denti, sembriamo senza cuore
ma Fedeltà si chiama il nostro Onore. E Fedeltà vuol dire giurare senza inganni e non tradire mai per mille anni. Cantar la giovinezza e il tempo che va e muore, portare sempre un sogno dentro al cuore. Con il vostro progresso avete ucciso il cielo ma il sole brucerà quel vostro velo
Perché è giunto il nostro tempo, tempo da disperati,
ma questo è il nostro tempo, camerati

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NEL SUO NOME

Ragazza che aspettavi un giorno come tanti
un cinema una pizza per stare un po' con lui
dai apri la tua porta che vengo per parlarti
"Sai stasera in piazza ........ erano tanti e....
il tuo ragazzo.........è morto........
è morto questa sera ........."
Vent'anni sono pochi per farsi aprir la testa
dall'odio di chi invidia la nostra gioventù;
da chi uno straccio rosso ha usato per bandiera
perché non ha il coraggio di servirne una vera.
La gioventù d'Europa stasera piangerà
chi muore in primavera per la sua Fedeltà.

Le idee fanno paura a questa società
ma ancora più paura può far la Fedeltà.
La Fedeltà ad una terra, la Fedeltà ad un amore
son cose troppo grandi per chi non le ha nel cuore.
Un fiore di ciliegio tu porta fra i capelli
vedendoti passare ti riconoscerò e....

Sole d'Occidente che accogli il nostro amico
ritorna ad illuminare il nostro mondo antico.
Dai colli dell'Eterna ritornino i cavalli
che portano gli eroi di questo mondo stanchi....

Ragazza del mio amico che è morto questa sera
il fiore fra i capelli no, non ti appassirà.
Di questo tuo dolore noi faremo una bandiera
nel buio della notte una fiamma brillerà

Sarà la nostra fiamma, saranno i tuoi vent'anni
La nostra primavera sarà la Libertà....


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NOI

Ragazzo biondo che davanti a scuola hai visto naufragar la libertà
disteso sotto i colpi dei bastoni di chi promette la felicità
Ragazza ti han rubato le illusioni sul corpo tuo hanno impresso la realtà
dicendo non si vive con i sogni soltanto con il sesso hai libertà
Ragazzi hanno rubato i nostri anni perché nessuno impari a dir di no
a chi sotto bandiere di vergogna vuol costruir la nuova società
Hanno portato Cristo sulla piazza per farsi un poco di pubblicità
hanno sporcato l'uomo e la sua razza in nome di una nuova umanità

Umanità di uccidere un fratello se solo vuol saper la verità
maestri di menzogna e di bordello sono i padroni di queste città.
Bandiera rossa cantano marciando ma viaggiano con i soldi di papà
Maestri di guerriglia nei salotti di quella che si chiama società
Bambino non venire neanche al mondo a disturbare i sonni a chi non sa
nemmeno chi potrebbe esser tuo padre ti han fatto in mezzo a una comunità
Ma c'è chi crede ancora nell'estate in mezzo ai prati un fiore resterà
il fiore dei vent'anni ancora sani di chi combatte per la civiltà
Non possono più toglierci qualcosa il nostro pane sarà la realtà
la mano di un amico o di una sposa la nostra sete certo spegnerà
E nascerà l'Europa di chi crede ancora nella nostra civiltà
di chi tra le bandiere del passato saprà trovare la continuità

Il sole vincerà sopra la sera domani un altro giorno sorgerà
ragazzo biondo tu potrai domani sorridere alla nuova civiltà.


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RITORNO


Un giorno dopo l'altro e cadono le foglie. Autunno alla stazione, non c'è tua moglie.
Saluti i vecchi amici che han visto la battaglia, ti muovi per le strade piano, piano
Sentirsi come un cane, di tuo una divisa, due gladi ed il tuo onore, il cuore e una ferita.

Tornare dal deserto, sentirsi ancor più solo: il vecchio bar dell'angolo, la chiesa rasa al suolo
E sguardi ostili intorno neppure una parola, qualcuno che ti osserva e già vorrebbe la tua gola.
E gli occhi di una donna che fissano pietosi i vent'anni di chi ha perso nei tuoi gesti un po' scontrosi.

Perché i tuoi diciott'anni li hai giocati con la morte ogni giorno, ogni istante hai costruito la tua sorte
Per difendere un'idea un onore calpestato, perché chi tradì settembre non sarà mai perdonato. Continuano a fissarti dal fantasma di un portone fai paura anche da vinto son vigliacchi senza nome. Perché ora che il tuo mondo lo han bruciato gli imboscati tu ricordi ancora sogni che non saran dimenticati
Ti sei portato dietro la tua primavera, quegli anni ancora verdi nella tua camicia nera

Domani domani, dovrai ricominciare a dimostrare al mondo cosa è una fede vera
E adesso che tuo figlio già reclama la ricchezza, te la sei giocata allora per un attimo di fierezza
Ti sei portato dietro la tua primavera, quegli anni ancora verdi nella tua camicia nera
Domani domani, dovrai ricominciare a dimostrare al mondo cosa è una fede vera



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SAIGON

In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee.
Era rosso il grande sole sulle alture di Vientiane, la sua mano la tua mano insieme e poi
Di lontano, di lontano l'urlo cupo degli aerei, quante volte li hai sentiti su Saigon
Ed ora con gli occhi, con gli occhi nel cielo, rimani distesa in un campo di riso Ed ora hai pagato quel poco d'amore sotto i mitra vigliacchi del liberatore
Si chiamano sempre liberatori, gli assassini, i più forti, i nuovi vincitori
Han lasciato il tuo corpo un po' sporco di sangue, tutto è rosso ormai la morte, la sua falce e il suo martello
Mentre viene dal mare il profumo d'oriente, tu mi chiedi perché, tu mi chiedi chi è stato
a scavare quel fosso, a distruggere un sogno di libertà

Sono stati i Vietcong, i Russi, i Cinesi, il menefreghismo dei ricchi borghesi
Sono stati i ragazzini dei gruppuscoli assassini, sono stati i perbenisti, i nuovi moralisti
Sono stati i sindacati, servi di molti padroni sono stati i comunisti di tutte le nazioni
Sono stati i pacifisti, sono stati i progressisti, sono stati i disfattisti

In un bosco d'orchidee hai giocato con l'amore di un ragazzo, di un marines, del Tennessee.

 

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VECCHI AMICI


Non si contano i cipressi sulla strada dell'addio non si contano le spine sulla rosa dell'amor mio
non si contano gli amici che la terra ha già inghiottito
non si contan le catene che le spalle mi han ferito
Troppo azzurro è questo cielo, forse non sarà mai sera
nella Taiga del disgelo non verrà la primavera.

Non si contano le sbarre che han tagliato il mio orizzonte
non si contano gli inverni che han rigato la mia fronte.
L'Occidente si è scordato che esistiamo ancora noi
ci ha venduto per tre lire per non farsi disturbare.

Son milioni le mie Croci sotto tanta neve bianca
inghiottite nella fossa della grande bestia rossa.

Vecchi amici vi saluto, non si vive troppo inverni
ma non voglio restar muto, canterò la Libertà.
Vecchi amici vi saluto, non si vive tanti inverni
ma non voglio restar muto, forse il mondo capirà.
Vecchi amici vi saluto, voi vedrete primavera
Comunismo tu hai perduto, vincerà la Libertà.


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LETTERA AD UN BAMBINO BUTTATO VIA

Ciao bambino, piccolo uomo forse no, sei solo poche poche cellule
non sei bello in quel sacco d'immondizie ma che vuoi, c'è la crisi degli alloggi. Bambolotto, sei già rotto chi ha giocato col tuo seme s'è stufato non è il caso ha detto di metterti al mondo il partito ha detto no, mi spiace tanto
Occhi azzurri, manine fredde ti sei fatto due mesetti in questo mondo
era caldo il ventre dolce della mamma fuori è freddo, ma che vuoi manca il petrolio
Non lo sai, ma tu sei già importante per ucciderti si son messi d'accordo
i partiti i sindacati e quella donna ti va bene non dovrai chiamarla mamma.

Ciao bambino, piccolo uomo non saranno tue le gioie ed i dolori
non vedrai tramonti ed albe e giorni uguali non sciopererai con i parastatali. Non vedrai bandiere tinte col tuo sangue non dovrai dire di si a chi ti mente
non dovrai raccoglier firme per l'aborto non dovrai portare fiori a chi è già morto.
Poche cellule ma occhi troppo blu scusa se ti lascio adesso torno giù
Ciao amico non rimpiango la tua sorte : sei riuscito a restar puro sino alla morte !


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PADOVA 17 GIUGNO

Cittadino fermati guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
Quella che stavolta si macchia di sangue, quando col silenzio ogni sogno infrange
E tu borghese guardati ecco cosa sei, guardati e vergognati anche tu lo sai
che la vigliaccheria ti taglia le gambe e la morte mia non è per te importante.
Cittadino fermati ora stai zitto, è il silenzio complice di chi è sconfitto
è il silenzio ipocrita di chi spesso mente, di chi per interesse o paura si vende.
Ed anche tu vigliacco brigatista rosso, anche se il tuo nome dire più non posso
anche se il tuo nome resterà sconosciuto, anche se mi hai ucciso io non sono muto
Resto qui a cantare questa mia canzone, per chi come me ha un'opinione
una santa idea abbastanza grande, l'anima mia vive, questo è l'importante.
Cittadino fermati, guardami in faccia, riesco a capire che non ti piaccia
quei buchi che ti fanno abbassare la vista sono i colpi esplosi dall'odio comunista.
cittadino fermati, guarda di qua, fermo non nasconderti è la tua città
è la tua città.


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ANGIOLETTO

Sulla terra un cherubino giunse presto un mattino,
per veder la vita strana dell'umanità mondana.
Come un uomo si vestì e le ali si coprì:
apparì così normale come un uomo tale e quale.
Di gran lena si avviò verso la città,
ogni angolo lui girò per scoprir l'umanità.

Udì a un tratto un gran vociare, vide uomini scappare,
scorse un uomo che diceva "Morte ai ricchi, ma severa!"
sopra un'auto extra-lusso e la gente tutta a piedi che gridava per la via "Questa è la democrazia!".
Questo l'Angelo non capiva:"Quel buon popolo divino è davvero un po' cretino!".


A una scuola arrivò e lì dentro v'incontrò due studenti un po' bislacchi che gridavan come matti.
Uno tutto infervorato che dicea "Socialismo! Finalmente abbiamo rotto le barriere del razzismo!"
L'altro ancora più accaldato ripetea "Morte allo Stato! Il Fascista ed il terrone sono carne da bastone!"
Questa è proprio incoerenza, è l'umana deficienza: anche a scuola ora impera e anche l'Angelo dispera.


Scrutò poi in una strada di chissà quale contrada ove vide uno splendore di fanciulla ancora in fiore.
Anche gli angeli hanno un cuore e c'è posto per l'amore, con le mani un po' tremanti lui si mise a lei davanti.
"Com'è bella lei, dolce fanciulla mi permette Signorina, ci vediamo domattina".


"Puoi andare a quel paese, porco maschio di pretese" gli rispose la bambina, dimenando la manina
"Il mio utero è gestito dai capoccia del Partito, brutto maschio sciovinista, puoi sparirmi dalla vista"
Anche l'amore ormai ora è appestato dalla deficienza di questo Stato.
E cammina il cherubino tutto triste, pian pianino ed arriva in una piazza, ripensando a una ragazza.


Scorge poi una sottana, una nera palandrana, chiese "Scusi, ma chi siete?" "Giovanotto, sono un prete!"
Finalmente ora io ho trovato un servitore di chi mi ha mandato.
"Vacci piano , peccatore! Non conosco il tuo Signore..." disse il prete infervorato e persino un po' arrabbiato
"Il mio dio in questo Stato ora si chiama Sindacato ed a Marx io ogni sera gli consacro una preghiera"

Ahi! Che tristezza! Che malinconia! Da questa terra me ne volo via....
Torna in cielo disperato l'angioletto sconsolato e ritorna dal Signore che degli uomini è il Creatore
e gli dice "Buon Gesù, in terra io non torno più! Sono pazzi quegli umani anche se sono cristiani!"
"Hai ragione, cherubino, non crucciarti poverino è strano assai tutto laggiù e la colpa non l'hai tu!
Un errore di atterraggio, sei partito con coraggio: anche Dio talvolta sbaglia e sei finito qui in Italia!"


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NON PARLARE


Silenzio, non parlare! E' molto meglio neppure fiatare!
Ti hanno insegnato a non protestare tanto non hai proprio niente da dire.
Dai chiudi gli occhi, non guardare! E' molto meglio neppure vedere!
Ti hanno insegnato la testa a chinare tanto non hai nulla da ammirare.
Dai di' di sì! Non stare a far storie!
Ti hanno insegnato a non pensare tanto non hai nulla da negare.
Così han creato la nuova morale, così è nata la nuova società:
dalle montagne fino alle campagne è arrivato il comunismo e la libertà.
Ricordi la tua casa, nei campi biondi di Ucraina:
ti hanno insegnato a non ricordare tanto il solo dolore è da scordare.
Della tua casa è rimasta un'asse, sopra ai tuoi campi c'è soltanto sangue
e qui in Siberia ci si spegne piano come il sole che tramonta così lontano.
Sono passati come fanno sempre coi carri armati dentro le città,
ma quest'Europa, patria di vigliacchi, ha chiamato tutto questo "democraticità".
E per il mondo va quest'acre odore ad intaccare chi ha venduto il cuore
ma gli assassini della stella rossa dovranno pagare fino all'ultima fossa,
ma gli assassini della stella rossa dovranno pagare fino all'ultima fossa.

 

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DI LA' DALL'ACQUA


Nave che mi porti sulla rotta istriana,
nave quanti porti hai visto, nave italiana,
nave che attraversi il golfo di Venezia,
agile vai avanti anche solo per inerzia.
Portami veloce sulla costa polesana,
corri più in fretta corri, una volpe verso la tana,
e tu signora bella non sarai più sola:
danzeremo insieme nell'arena di Pola.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Istria non ti sembri strano:
anche le pietre parlano italiano,
anche le pietre parlano italiano.

Siamo nel Quarnaro e sempre più vicini
solo ci circonda la danza dei delfini.
E poi Arbe e Veglia ci guardano passare,
anche dopo cinquant'anni non si può dimenticare.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Dalmazia non ti sembri strano:
anche le pietre parlano italiano,
anche le pietre parlano italiano.

Nave che mi porti sulla rotta di Junger,
nave quanta gente è scappata da Fiume
pensa agli stolti che in televisione
chiamano Dubrovnik Ragusa la bella.
Ascolta in silenzio la voce delle onde
ti porterà sicura verità profonde
perché in Italia non dimentichiamo
quanto ha sofferto il popolo istriano,
perché in Italia non dimentichiamo
quanto sta soffrendo il popolo istriano.


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VIVERE DAVVERO

Dove vai, ma dove stai correndo?
Forse dove è già il tuo cuore.
Basta un attimo e ciò che stai vivendo
prende il volo e muore.
Dove sei adesso? Lassù dove pensavi?
Da lì dirai "Ragazzi, state svegli!"

Ma c'è un modo solo per non morire mai
e quel modo è vivere davvero.
Ma c'è un modo solo e questo tu lo sai
ed avevi quello sguardo fiero.

Come fare adesso senza quel tuo sguardo,
sguardo vivo di chi sogna e crede.
Io lo so che fare oltre a non dimenticare,
perché, sciacalli, adesso lui vi vede.

Ma c'è un modo solo per non morire mai
e quel modo è vivere davvero.
Ma c'è un modo solo e questo tu lo sai
ed avevi quello sguardo fiero.

Io lo so che fare, non provo più dolore,
con il tuo sorriso chiuso nel mio cuore.
Io lo so che fare, non smetto di sognare
e non ci potranno più fermare.


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RICORDI

Ricordo la grande pianura, la barba imbiancata dal vento del Nord,
la gente guardare stupita la spada di ferro e il mio grande destriero
quando l'Europa nasceva.....
Ricordo Alessandro ferito lottare cantando col vento dell'Est
e il cielo d'Europa oscurato dai dardi lanciati da mille guerrieri
quando l'Europa nasceva, quando l'Europa nasceva...

Le mie ossa affondano nelle Termopili, il mio sangue scorre nel Tevere,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte la danza d'estate a Stonhenge.

Ricordo la prua del mio drakkar solcare la schiuma veloce nel vento del Sud
e bianche colonne segnare la riva, Trinacria inebriava di mille profumi.
quando l'Europa cresceva...
Ricordo la corte felice, l'amore e la guerra cantavo laggiù
e il sogno imperiale spiegava le ali del falco di Svevia nel sole del Sud
quando l'Europa cresceva, quando l'Europa cresceva....

Le mie ossa affondano nella Vandea, il mio sangue scorre nel Piave,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte una marcia di guerra a Verdun.

Ricordo l'Italia di Fiume, i reduci offesi da fame e terrore
e il sogno rinascere a ottobre, gli antichi valori rinascere in me
quando l'Europa sperava...
Ricordo la spiaggia infuocata coprirsi di sangue e di gloria giù ad El Alamein
e il vento dell'Ovest tradire nel fango di Yalta, nel fumo a Berlino
quando l'Europa moriva, quando l'Europa moriva...

Le mie ossa affondano al centro di Praga il mio sangue scorre a Parigi,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte una marcia da Derry a Belfast.

Guerriero d'Europa ricordi la strada era lunga da qui all'aldilà,
ma un urlo di gioia esplodeva al tuo arrivo, fratelli abbracciavi per l'eternità!

Le mie ossa affondano nelle Termopili, il mio sangue scorre nel Tevere,
la mia pelle adesso è un tamburo che batte la danza d'estate a Stonhenge.

 

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DE AEGYPTO


Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Ho visto la signora della vita,
io, proprio io, che volo con le rondini,
verde e grigia è la sua veste
trascinata dal vento.
Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Ho la penna in mano per scrivere la parola "accetta",
sulla mia bocca è puro il canto,
ma quale bocca può ricevere
il canto del Loto di Kumi.
Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Io sono la fiamma generata dal sole,
io, proprio io, che volo con le rondini,
sulla mia fronte sta la luna
e l'aria spira sotto le mie labbra,
la luna è una grande perla in acque di zaffiro
e l'acqua scorre fresca tra le mie dita.
Io sono colui che conosce le vie
del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.


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CAMICE BIANCO

In questo letto bianco d'ospedale farai tornar stanotte primavera
e quando il giorno sorgerà domani il sole scalderà un nuovo fiore.


Come sei bella, donna, questa sera mentre il tuo amore diventa una cosa vera,
mentre il dolore già si scioglie in pianto si compie il tempo che hai amato tanto.


E questa notte noi saremo insieme a dimostrare al mondo che la vita
dall'uomo mai può essere tradita, dall'uomo mai può essere tradita.


Dentro il mio bianco camice da medico si fa destino il vecchio giuramento
e nei tuoi occhi stanchi questa sera leggo perché giurai di dar la vita.


Stringi le mani a chi ti fece madre e sigillò per sempre un "sì" lontano
poi chiudi gli occhi e lascia che i tuoi sogni seguano già il ricordo di domani.


Ma questa notte noi saremo insieme a dimostrare al mondo che la vita
dall'uomo mai può essere tradita, dall'uomo mai può essere tradita.


E questa notte noi saremo insieme a dimostrare al mondo che la vita
dall'uomo mai può essere tradita, dall'uomo mai può essere tradita.


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TRE STORIE


Quanta gente, quante luci, quante auto ancora in giro a quest'ora della notte!
Perché sei uscita da quel portone, i capelli arruffati, il trucco già tolto?
Hai lasciato stasera quel tuo mondo di statue, forse solo stasera finalmente hai capito
che il tuo corpo non è un giocattolo sporco, perché un grasso borghese giochi un po' a fare il porco;
forse solo stasera hai sognato l'amore, non l'amore sbavato per convincerti a dare,
l'hai sognato in un prato ricoperto di fiori che non sa di sudore, di lenzuola e cuscini.

Quanta gente, quante auto, quante luci ancora accese a quest'ora della notte!
Perché sei uscita da quel cancello, con quegli occhi già spenti, con le braccia dolenti?
Hai lasciato stasera quel tuo mondo di neve, forse solo stasera finalmente hai capito
che il tuo esistere, no, non lo crea la droga: han giocato con te perché era di moda.
"Libertà per la droga" han gridato i compagni, per ucciderti l'anima ti han bucato le mani,
forse solo stasera hai sognato la vita, questa sera può ancora profumar di mimosa.

Quante luci, quante auto, quanta gente ancora in strada a quest'ora della notte!
Perché sei uscita da quella casa, con le lacrime agli occhi, le tue mani sul ventre?
Hai lasciato stasera quel tuo mondo di schiavi, forse solo stasera finalmente hai deciso
che stavolta tuo figlio lo terrai fino in fondo, le compagne e il Partito non son tutto il mondo:
hanno usato il tuo corpo, l'ignoranza e la fame per mostrare alla gente com'è bello l'aborto.
Ti han trattato da scema perché tanto sei massa, buona solo a portare un cartello in piazza.

Quanta gente, quanta gente, quante luci ancora accese a quest'ora della notte!
E voi che stasera diventate donne, finalmente delle donne vere,
liberate dalla libertà di sesso, dalla libertà di droga, dalla libertà d'aborto.
Libertà create per usarvi dentro a un letto oppure nelle piazze
come immagini di un carosello.
Ed ora andate per la vostra strada: la libertà avete questa sera di essere donne.
Lalallalllalla……

 

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FRANCO TIRATORE


Questa è la ballata di un franco tiratore caduto giù a Firenze con una palla al cuore:
era aprile, cominciava primavera, l'hanno beccato sul fare della sera.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.
Aveva una ragazza, una ragazza bionda, l'han fucilata a Ponte Vecchio là sull'altra sponda:
adesso sono insieme, non si posson più lasciare e scivolan pian piano nell'acqua verso il mare.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.
Si tengono per mano, non si vogliono lasciare, neanche più l'inferno li potrà ormai separare:
han provato con le bombe, con la disperazione… non si muore di fame, ma di umiliazione.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.

Passami la mitraglia, passa un caricatore….
Scappa bambina! Scappa bambina! Il sangue non deve toccare il tuo fiore.

Il cielo è tutto rosso, di fuoco è il suo colore e brucia anche la vita di chi crede nell'onore,
ma là sull'altra sponda si sente ancor sparare: qualcuno ancor si batte non ha voglia di mollare.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.
Vent'anni, vent'anni: son pochi per morire!
Ma è meglio crepare per vivere che vivere per morire.

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BORIS E IVAN

Ehi, Boris, tu lavori poco niente nel soviet più promettente che ci sia qui negli Urali
Lo so, Ivan, ma non me ne frega niente perché tanto qui in oriente si finisce sempre male.
Boris, fa' attenzione: il capo spedizione è spia della Nazione, per giunta un carognone.
Sì, lo so ma non me ne frega niente. A che pro essere efficiente? Tanto si sta sempre mal.
Lo stipendio te lo danno lo stesso, però tu sei proprio fesso perché vuoi finire male.
Tanto so che sgobbare la miseria o sgobbare la Siberia tanto vale non sgobbar:
guarda i colonnelli! Diventan generali, gli fanno i funerali dopo la promozione.
E tu vuoi ch'io lambicchi il mio cervello? Han lavato pure quello ma non tanto da pensar.
Boris, fa' attenzione: le spie son dappertutto, al posto del prosciutto le trovi nel panino!

Si, lo so, ce ne sono nell'armadio collegate con la radio in diretta con Breznev.
Proprio ieri una era nel bagno che fingeva d'essere ragno e le ho dato il DDT.
Ah, sei tu che sul viso m'hai diretto di piretro quel gran getto: ora me la pagherai!
Sei una spia?!? Collega caschi male… il tuo mestiere è uguale al mio tale e quale.

Per la steppa! Qui siamo tutti agenti, per scoprire i dissidenti siamo qui tutti a spiar.
E ora che fare? Ritorno a Pietroburgo, ti levo ora il disturbo: non sei da processare.
No, però non mi piace quel che hai detto: Pietroburgo, maledetto, è un nomignol che non va.
Tu mi sembri un po' revisionista, con influsso un po' zarista: impiccarti si dovrà!
O me tapino! Così mi son tradito e adesso son servito; son proprio scalognato!!!
Su con noi, ti dobbiamo processare, ci faran gratificare per codesto traditor.
Addio vita, addio mia cara steppa, a levarmela è la teppa di Kossigyn e Breznev.


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TRAMA NERA


 Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
 Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

Se vuoi tu migliorar la posizione ed aumentare il minimo della pensione
fai subito domanda di assunzione in uno dei canali della tele-informazione.
Ed ogni sera tu alle otto e trenta, la lacrima sul ciglio, la voce spenta,
racconta che a Milano è mancata la luce perché uno sconosciuto ha gridato "Viva il Duce!"
e che se le galline non fanno più l'uovo è certo stato un colpo di Ordine Nuovo.
Se poi qualche compagno ci mette la bomba tu non ti preoccupare la storia, sai, si monta
e a far passare per nero ciò ch'è rosso… lo fanno da trent'anni a più non posso.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

Se sei un ragazzino che gli piace far la rivoluzione in santa pace,
se ami minacciar la borghesia marciando con la scorta della polizia,
se vuoi che la ragazza ti citi ad esempio, se vuoi che il Partito di te sia più contento,
racconta come hai fatto con voce sicura a denunciare subito la nera paura
scambiando per littore una vecchia contadina che andava per i campi con in spalla una fascina.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

E se la tua ragazza ti ha piantato dicendo che le sembri un po' un pistola
tu non ti preoccupare, vai filato a raccontare a tutti questa fola:
tu di' ch'è stata colpa dei fascisti vedrai si muoveranno anche i ministri.
E se intervisteranno poi Loriana vedrai che giurerà di averli visti.
Ma se malgrado tutto lei non torna, tu lascia tutti e vai al Quirinale:
là certo troverai un radicale che ti consolerà con un rapporto un po' anormale.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.

Se non hai vinto mai un terno al lotto, se proprio oggi a te scade l'affitto,
se hai perso per scommessa quattro cene e come puoi pagar non lo sai bene,
ascolta, che ti dico come fare e ciò che fa per te ti voglio indicare:
rivolgiti sicuro a Panorama, la pagheranno bene la tua trama.
Racconta che un bel giorno passando per i boschi, scorgesti una radura con certi tipi loschi.
E insieme ai tipi loschi c'erano:
due carri armati, un'antiaerea, ventidue SS, un ritratto di Benito, Giulio Cesare,
quattro legioni, due svastiche, quindici forchette (non socialiste), la Volpe del Deserto,
due cani da caccia, un cavallo bianco, una crostata di mele.
E la soddisfazione avrai eccezionale di esser nominato eroe nazionale.

Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.
Trama nera, trama nera sol con te si fa carriera!
Trama nera, trama nera tu dai la felicità.


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POLICE'S BLUES


Passa veloce sulla strada principale, passa un'auto della polizia,
passa veloce, è tutto un lampeggiare e arriva e si ferma davanti al tribunale.
Ma perché, ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Cosa fanno gli agenti davanti al tribunale? Fanno tutti da scorta al signor procuratore:


hanno fregi dorati, manette americane e han le mani sui mitra, sono pronti a sparare.
Ma perché, ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Son passati all'azione - che han fatto? - hanno preso di peso dal letto
la mia vecchia vicina di casa, ma per quale motivo la vicina di casa?


Scatta il congegno, scatta il meccanismo, molti i fermati e molti gli arrestati:
hanno arrestato anche il nostro farmacista, per non parlare del nonno del droghiere.
Ma chi vuoi, ma chi vuoi che sia stato se non gli agenti in occhiali?
Scende la notte ma qui nessuno dorme perché hanno paura degli agenti con gli occhiali


ormai nessuno può restare tranquillo: hanno arrestato anche il noto banchiere.
Ma chi vuoi, ma chi vuoi che sia stato se non gli agenti in occhiali?
Stamattina all'uscita di scuola io volevo comprare il gelato
ma non c'era nemmeno il carretto perché l'hanno arrestato, il carretto!


Hanno arrestato anche Gino il salumiere, il nostro portinaio e tutti gli spazzini,
stanno facendo anche un giro di retate alle stazioni e davanti agli asili.
Ma perché, ma perché quegli agenti portan sempre gli occhiali?
Da un po' sto aspettando che arrivi il mio turno da quando hanno preso anche il mio confessore,


il parroco, le suore ed anche il cappellano… che aspettano? Son pronto, sono stanco di aspettare!
Oramai, oramai, l'ho capito perché hanno sempre gli occhiali:
sono occhiali speciali, davvero! Son di vetro temprato e scurito
per vedere le piste più nere, per vedere le piste più nere,


per vedere i colpi di stato, gli squadristi teppisti fascisti!
E' tutta una festa, è tutta una festa! Generali golpisti, fascisti!
Formaggini, ombrellai, nazisti! Bersaglieri, ciclisti, fascisti!
E' tutta una festa.
 

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OGGI MI SENTO STRANO


Credo che oggi parlerò di lei,
di com'è bella mentre mi sorride,
delle parole che io le direi
quando il silenzio piano ci divide.
Credo che oggi parlerò di lei,
delle sue mani e dei suoi occhi neri,
e non sapete quanto la vorrei
quando si chiude dentro i suoi pensieri.
Però, vabbè, mi sento un po' coglione
che questo non è un disco di Battisti:
dovrei parlare di rivoluzione,
fare canzoni dure, da fascisti.
Sì, però, scusate, oggi mi sento strano:
ho quel sorriso fisso nella mente
e ve lo dico con il cuore in mano,
oggi del Duce non mi frega niente!

Credo che oggi parlerò di lei,
di quando ride e poi di quando è stanca,
credo che oggi parlerò di lei,
che sono solo e sento che mi manca.
Credo che oggi parlerò di lei,
dei suoi capelli poi della sua voce,
credo che oggi parlerò di lei,
di lei che corre via così veloce.
Però, vabbè, mi sento un po' coglione
con quel sorriso fisso nella mente:
ora parliamo di rivoluzione,
che tanto a lei non gliene frega niente
delle parole di questa canzone
e delle notti che io sono sveglio.
Ora parliamo di rivoluzione
che, forse, poi mi sentirò un po' meglio.

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LIBERTARI

Libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nome capirete.
Libertari ma di nome voi parlate c'è chi muore,
libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nome capirete.

Cos'è bene e cos'è male per la legge per la legge
cos'è bene cos'è male per la legge.
Tra il coltello del brigante e il cappio della polizia
tu sai dirmi cosa è meglio per la legge, per la legge?
Cos'è bene e cos'è male per la legge.

E il tamburo suona piano nella notte nella notte,
il tamburo suona piano nella notte
per chiamarci alla battaglia per la nostra libertà
il tamburo suona piano nella notte nella notte
il tamburo suona piano nella notte.

Se non torno moglie mia ai miei figli ai miei figli,
se non torno moglie mia tu dirai
che bisogna anche sapere accettare di morire
se la libertà vuoi avere moglie mia, moglie mia
se la libertà vuoi avere, figlio mio!

E il tamburo suona piano nella notte nella notte,
il tamburo suona piano nella notte
per chiamarci alla battaglia per la nostra libertà
il tamburo suona piano nella notte nella notte
il tamburo suona piano nella notte.

Libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nomi capirete.
Libertari ma di nome voi parlate c'è chi muore,
libertari ma di nome sentirete sentirete,
libertari ma di nome capirete.

Se non torno moglie mia ai miei figli ai miei figli,
se non torno moglie mia tu dirai
che bisogna anche sapere accettare di morire
se la libertà vuoi avere moglie mia, moglie mia
se la libertà vuoi avere, figlio mio!

 

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NASCITA

Beve il daino alla sua fonte e prende il cibo dalle mani sue.
Bianche le vesti di seta antica, sotto il tiglio lei sta
e il suo canto riempie il bosco finché il giorno non finirà,
il ventre caldo nutre una vita così il destino si forma già,
cresce il signore nella sua terra, di lui la pelle bianca sarà,
aspetta l'alba e veglia con lui nei primi gesti di regalità.

D'oro i capelli volano al sole, gli occhi due gocce offerte dal lago,
la voce un canto per la sua gente, sul trono del drago lui siederà.
Dolce sarà il giorno in cui tuo figlio uomo ti lascerà .
Beve il daino alla sua fonte e prende il cibo dalle mani sue.
Bianche le vesti di seta antica, sotto il tiglio lei sta,
sotto il tiglio lei sta.

 

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ANNI DI PORFIDO

Gli anni son passati, son passate le stagioni.
Ricordi le corse pazze, la tua Vespa, le riunioni,
le prime sigarette fumate dentro i bagni,
il gusto di bruciare per sempre le illusioni
e noi reietti e pazzi che spaccavamo il mondo
e poi senza badarci ne incollavamo i pezzi.

Gli anni son passati, son passate le stagioni,
le feste a luci basse, a campana i pantaloni.
Tu che parlavi allora di Poe e di Baglioni,
io intanto riprovavo per te nuove canzoni.
Da sola mi ascoltavi e mi sembrava strano:
tu sempre compassata, io con la rabbia in mano.

Sogni perduti, la voglia di leggere tutto,
era bello cavalcare un pony con Bilbo e Frodo Baggins
al "Puledro impennato" e bere una birra in pace
mentre Gandalf raccontava fumando l'erba pipa
e in faccia a un mondo scemo la nostra ribellione
pareva avesse il pregio di una nuova trasgressione.

Per gli altri ogni diritto, per noi la repressione,
quegli anni dentro al ghetto, tentavamo l'evasione.
Maccartismo d'altro segno s'è mangiato con scioltezza
illusioni e barricate innalzate con purezza,
ma io credo che sia giusto rimanere e continuare
l'avventura incominciata perché vivere è lottare.

 

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IL BATTESIMO DEL FUOCO

Né il sole né la pioggia imponevano il loro vento
ma io vedevo l'aria pulita lo stesso in quel momento.
Non si ricordava un santo, né era morto un uomo famoso
ma per me era giorno di festa, era un giorno vittorioso;
dimmi amico: come si fa ? Da che parte bisogna attaccare ?
Cosa dire se ci dovessero arrestare ? Chiama gli altri e proviamoci a inquadrare.
Ma a me del caro vita non me ne fregava niente,
nemmeno dei problemi di tutta l'altra gente.
Ma rispettavo sempre le regole del gioco,
minuto per minuto al mio battesimo del fuoco.

Credimi amico, è stato molto bello quando hanno abbassato le loro visiere,
genuflessi ma non per pregare. E' stato molto bello cercar di non scappare,
cercar di arrivar primo ed ultimo a fuggire.
Dimmi amico: come si fa ? Quanti lacrimogeni avrà?
Ti giuro amico, di qui non passerà! Per me oggi è festa e di qui non passerà.
Ti giuro amico, di qui non passerà! Per me oggi è festa e di qui non passerà.
Ti giuro amico, di qui non passerà! Per me oggi è festa e di qui non passerà.


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LA TUA GENTE MIGLIORE

Rischiare la vita per niente non conviene,
su mettiti a studiare, ti devi sistemare, ma che testardo!
E poi la fedina penale e tutti quei privilegi già li hai persi,
ti dovesse ricapitare non ti puoi più salvare, fa' attenzione!
E trovati una donna, possibile che tu possa farne a meno
non vai mai a ballare, non ti sai divertire, avessi potuto io...
Non scocciare mamma tanto non puoi sapere quant'è bella la vita per me e la mia gente,
lo sai ti voglio bene ed è anche per questo che non mi arrendo ed è per questo che son qui a strillare più forte:
Né dottore, né impiegato, né lavoratore o laureato, il mio destino è già diverso, è stato segnato.
E sapessi quant'è bello rischiare di morire insieme a lui che sai che mai ti potrà tradire.

Non dire più sciocchezze, piuttosto impara a farti furbo,
frega se puoi il prossimo se no se potrà sarà lui a farlo.
Smettila figlio mio, sogni ed ideali si hanno a vent'anni,
quando non devi mantenere una famiglia, un decoro, quando puoi rischiare.
Eppure dovresti averlo visto che brutta fine ha fatto quel tuo amico,
avresti fatto meglio a frequentare di più gente migliore.
Sono contento di esser poco furbo tra tanti che pensano solo ad arricchirsi
e vent'anni non servono solo a sognare, a vent'anni si può anche capire, strillare,
si può anche giurare la morte al sistema, si può pagare pur di non tradire nessuno
e la fine di quel mio amico io la conservo nel cuore e mi da la forza di continuare.
E la fine di quel mio amico io la conservo nel cuore
e mi da la forza di combattere la tua gente migliore.

 

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LA FORZA DELLA DISPERAZIONE

C'è chi ha dormito, c'è chi è riuscito a drogarsi,
a tapparsi le orecchie quando è apparsa maestosa
colla sua poca fantasia, colla sua atroce fierezza.
C'è chi la chiama realtà, c'è chi ci si è suicidato,
'è chi per preparartici meglio ti manda a scuola
e ti leva tutte le strane idee che hai nella testa, c'è chi non ne parla nemmeno.
Ma venditori di fumo vendetemi le vostre eresie,
solo io so apprezzarle e quante ne ho da pagare ancora;
lascerò loro la loro squallida sicurezza e il loro povero successo.
Amici miei solo io so capirvi,
solo io so dividere e sentire
quello che sentite voi.

Ma quante storie ho inventato per essere uno che c'è cascato,
ma quanto è bello pagare per poi tornare a lottare.
Vederla più vera, più grande, tenerla sempre più lontana
e poi tutto è successo senza rendermene conto
e ho strillato vittoria prima di aver vinto,
solo al calore del sole io ora ne renderò conto
e ora che vuole che conti miei soldi, che non ho mai messo da parte
e ora che vuole che io guardi le mie mani sporche, che non ho mai lavato prima di mangiare,
ora finiamola un momento di scherzare e parliamone seriamente.
Amici miei solo io so capirvi,
solo io so dividere e sentire
quello che sentite voi.

 

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IL POETA IN ABITO DA SERA

Cose grosse già discusse ci saranno questa sera, alla casa del poeta in abito da sera.
"Non ti scandalizzare ma è il mio modo di capire." alla casa del poeta in abito da sera.
"La mia maschera è più bella commendator dottore." "Di principi ne ho una casa, montiamoli insieme."
"Le regalo la mia faccia, beviamo qualcosa." "Dica pure il suo problema conosco il sistema."
"Tu non conosci il mio," racconta il professore "non riesco con mia moglie a fare all'amore,
ma i tempi già passati non sono bastati ero forte più di tutti e ho fatto la guerra."


"Il paese è in crisi, che delinquenti!" dice un avvocato ingoiando un'oliva
"Mia figlia fuma hascisc non c'è problema." alla casa del poeta in abito da sera.
"L'America ci salva dalla rovina, io sono scienziato e te lo assicuro
e li conosco io, non hanno paura. La scienza ci salva dalla rovina!"
"Ci salva va bene, ma fino a che punto ?" dice: "La legge io rappresento."
"Mio figlio piange, piange senza ragione." alla casa del poeta in abito da sera.


"La castità, di grazia, non me la tocchi, ne ho fatto un grande quadro e l'ho appeso al muro."
"La sera mangio poco con un po' di canasta, sedute spiritiche e maccheroni."
"Ma mia figlia che spasso, io non la capisco, le ho donato una stella e lei mi ci ha sputato sopra,
Dio quante pretese, quante complicazioni, questa ragazza mi da da pensare."
Le luci sono spente, fate attenzione, sono tutti pronti per una riunione,
qualcuno resta in piedi per precauzione alla casa del poeta in abito da sera.


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CANTO SULL'ABORTO

Per disgrazia o per fortuna non si può dire,
dovresti per lo meno provare.
Lo so che non hai vita e non ti hanno chiesto niente,
il tuo cuore, né il parere di tutta l'altra gente.
Dopo aver scoperto che non si provava male
ne hanno fatto subito un caso nazionale,
ne hanno fatto subito un caso nazionale.

Fedeli senza dubbio alle loro tradizioni,
alle loro usanze, ai costumi,
e poi la tua forza è stata insufficiente,
tanto era deciso che non avresti visto niente,
e a lei mancata madre gliel'han spiegato bene
da non portarsi dietro rimorsi e pene,
da non portarsi dietro rimorsi e pene.

E io sono qui a ringraziare mia madre
di esser fatto vent'anni prima.
E io sono qui a dire grazie a mia madre
di non aver deciso che non ce l'avremmo fatta,
sia per paura o per altra ragione
non ha rinunciato, vi serva da lezione,
non ha rinunciato, vi serva da lezione.

Per disgrazia o per fortuna ora te lo posso dire
quanto sia bello aver vita
e lottare tutto il giorno contro chi non ti ha permesso
di trasformare in corpo la tua anima che adesso
vaga da sola nel grande universo,
che io non incontrerò mai, ma non mi sento perso,
che io non incontrerò mai, ma non mi sento perso.

 

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IL GIARDINO DELL'EST

E' meraviglioso, è tutto di verde è un
è un paradiso il giardino dell'Est.
Di filo spinato è circondato,
là i proibiti possono pensare
senza confondere chi non deve vedere,
senza confondere chi non può vedere.
Possono correre, andare lontane
le illusioni dei grandi pensatori,
partorire grandiosi piani di fuga,
loro possono soffrire la noia
possono farlo senza ingannare la storia,
possono farlo senza assaggiare la gioia.
Filosofi, preti, grandi poeti
parlano della loro libertà
scordando i carri armati quando tutti uniti
si faceva la guerra,
quando i propri figli non avevano mai detto padre,
quando i propri figli non avevano mai visto la pace,

quando i propri figli non avevano mai detto padre,
quando i propri figli non avevano mai visto la pace.
Ma se a tutti loro la saggezza del mestiere
servisse a vedere
verde senza sangue il bianco della Siberia,
il colore della paura
filosofo oratore per sempre a spiegarlo agli orsi
misura precauzionale: divieto di comunicare.
Giovani del mondo muore lì nel freddo
il giardino dell'Est.
Là i vostri maestri, la vostra tradizione
è sepolta per sempre,
ma la nostra forza scioglierà le nevi della Siberia
il loro messaggio a tutti quanti noi grideremo.
ma la nostra forza scioglierà le nevi della Siberia
il loro messaggio a tutti quanti noi grideremo.

 

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FINCHE'


Credi, credi, credi, fallo finché resti in piedi,
finché il mondo che tu vedi respira e ce la fa.
Canta, canta, canta se di forza ce n'hai tanta,
se vorrai con una canzone il mio cuore strapperai.
Fallo finché c'è una sera, finché c'è una notte vera,
fallo finché c'è la vita che ci guarda divertita.
Vola, vola, vola finché il cielo è azzurro e viola,
finché gli occhi suoi ti danno la tua forza e non lo sanno.
Ama, ama, ama che la gente tua ti chiama,
che la gente tua t'aspetta, ama forte e fallo in fretta,
finché avrai gli occhi per poter vedere ed un tramonto per poter sognare
e una canzone da lanciare al vento, una bandiera, un sentimento.
Credi, credi, credi se resisti e se non cedi,
se rimani dritto in piedi il suo canto si udirà.
Canta, canta, canta che la stella sua s'è spenta,
che la mano sua s'è tesa, se fai forte ti vedrà,
ti vedrà perché non ti sei arreso, perché porti tu il suo peso,
ti vedrà in un sogno libero e puro con lo sguardo nel futuro, con lo sguardo nel futuro.

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L'AUTOSTRADA

Tra l'alba e la morte s'è fermata, l'auto correva veloce
e forte e veloce battevano quei giovani cuori, battevano nel silenzio, nemmeno una voce,
se lui avesse potuto, se lui avesse potuto immaginare il suo sorriso schiacciato
tra un'autostrada storta ed un sonno sbagliato.
Cento chitarre suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento chitarre suonano, suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento sorrisi per lui volano.

E il fischio di quel treno che bucava le montagne gelate, spezzava la notte come fosse di gesso
e il fischio di quell'auto con le ali spiegate. Piangeva la morte come non faccio io adesso
e in un solo minuto, e in un solo minuto gli rubava la vita ridendo
non sapendo nemmeno che lui stava sognando,
lui che aveva creduto, lui che aveva creduto che la morte arrivasse di sera
e non tra i primi fiori della primavera.
Cento chitarre suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento chitarre suonano, suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento sorrisi per lui volano.
Cento chitarre suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento chitarre suonano, suonano,
cento sorrisi per lui volano,
cento sorrisi per lui volano.

 

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NATALE

Tra qualche bacio è Natale, in mezzo ai ricordi dormirò.
Forse in queste scarpe che mi fanno ormai male, nei suoi occhi o nel ricordo che ho di lui,
se tra qualche sigaretta non mi vedi brindare lascia stare e pensa ai fatti tuoi.
Un Natale che viaggia tra la neve e i suoi fiori e che mi porta un regalo di più,
questo vuoto Natale in cui non nasce nessuno, questa volta non è festa per me.
Se tra un canto e una catena lui riuscisse a ricordare il Natale di tanti anni fa
che la notte a malapena faceva in tempo a cadere e già il sole ne bruciava la metà,
se schiacciasse la mia pena contro il suo davanzale ed alzasse il suo bicchiere per me.
Se tra qualche bacio è Natale, tra quanti Natali tornerà,
col suo mignolo storto ma che non gli fa male e i suoi baffi che mai taglierà.
Ma sull'eco di una bestemmia non lo vedo tornare, a Natale non si canterà.

 

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PERCHE' CI HAI DATO LA VITA

Perché ci hai dato la vita? Perché ce la fai cantare?
Perché ce l'hai messa nel cuore, fra le dita? E non so più cosa fare
per venderla forse a chi non sa comperare, a chi è giovane senza gioventù,
o gettarla negli occhi di chi muore di fame, per vedere se si vive di più,
o strapparla alle stelle con un canto impazzito
che ti ruba il tuo cuore anche se non l'hai cantato.

Perché ci hai dato la vita, colorata negli occhi sulla strada ingiallita?
Per rischiarla di notte sopra un mare già mosso, per dipinger le sue ali con un fuoco più rosso,
per sputarla nei bar in faccia alla gente che col vino non ci pensa più,
annegarla in un fiume fino alla sua sorgente o donarla come hai fatto tu
o lasciarla tra i sassi come un cane malato,
come un ago che inietta il suo sogno comprato.

Perché ci hai dato la vita, mezza morta d'amore, mezza viva e fiorita?
Per gettarla d'estate in una sera d'agosto in una spiaggia solitaria con un sorriso al suo posto,
per spaccarla sopra i muri che non fanno passare, sulle strade che non sanno arrivare,
per brindarci con un mezzo bicchiere di vino con un amico che sa starti vicino,
raccontarla da vecchio ad un pallido specchio
che ti ascolta annoiato, che ha già visto e vissuto.


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ROMA

Quando una storia è una storia d'amore l'amore non si scorderà.
Quando una storia è avventura e dolore per le strade della sua città.
Roma ricordi questo amore andato a male, quante canzoni mai cantate da cantare
sulle tue strade, sotto il cielo sempre uguale, le nostre avventure Roma, non le puoi scordare.
Oh a Roma, ma che te sta' a'nventà?
Oh a Roma, torna la mia città.
E sulle nostre teste il tetto di una tua galera, nelle nostre mani il cielo di una piazza tua.
A Roma 'nfame torna Roma quella vera, facce tornà, non ce caccià più via.
Quando ricordi scoprii questo amore, da allora non tornerò
a riempirmi il cervello di vino e liquore se solo mi sentirò.
Roma di falchi, iene, aquile e pantere, Roma in divisa delle ferrovie,
Roma di prati, antichi ruderi e galere, Roma dalle scuole strette, Roma dalle larghe vie.
Oh a Roma, ma che te sta' a'nventà?
Oh a Roma, torna la mia città.
Ma non ricordi quanti passi per la strada quante risate seduti su una spalla tua,
quanti guerrieri senza capo e senza spada, tutti uguali, ognuno con la storia sua.

 

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DOVE GHIGNANO I LADRI DELLA LIBERTA'

Nella corsa di un fiume, nella sua libertà, nella luce di un lume, nelle vecchie città,
nelle forti montagne dove l'aquila va, tra le ricche campagne la mia anima sta,
dove l'ugola cresce forte e tuo figlio lo sa e se vinci la morte tuo figlio vivrà,
dove il mare spruzza forte quando l'aria vuole spezzare, dove il sole vince l'oscurità

e là camminavamo, dormivamo sulla sabbia che ci bruciava i piedi e l'anima la rabbia.
Dove il vento fischia forte se l'ulivo vuole cantare, dove il sole vince la povertà.
Tra le strade sicure e le vecchie campane, tra le alpi mature e le serate romane,

sotto ai vecchi balconi, dentro le trattorie queste sorde canzoni diventate poesie.
Dove una sera ti scappa una canzone cantata in latino, dove un ricordo ubriaco ti viene a morire vicino,
dove ragazze con gonne a fiori che ballano sulla strada di pietra
e i loro dieci, cento, mille amori tra gli accordi di una cetra,
dove la vendemmia è quasi un dono che viene del cielo, dove il sorriso è un sorriso davvero,
dove i vecchi seduti sulla porta aspettano che il sole sia andato
e lì che tra fuoco e dolori ho lasciato il tuo sogno spezzato,
dove la notte seduti negli occhi di chi si inietta la morte, sotto un vento che fila sempre più forte,
è lì che ora ghignano i ladri della tua libertà,
è lì che ora ghignano i ladri della mia libertà


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SUL CEMENTO UN FIORE NASCERA'


Sulla pista dei ricordi ho lasciato il mio valore,
sulla strada delle stelle la mia libertà
ed armato del sorriso di lei che non c'è più
me ne vado alla conquista di un ricordo di più,
me ne vado e forse non ritornerò,
me ne vado e forse non ritornerò.
 

Ma rimane lei che a sedici anni già sa i giochi dell'amore.
Cosa vendere per vivere, che cosa comprare
e una catena per legare i capelli suoi,
il suo cordone ombelicale staccato da noi,
i suoi occhi quasi non ricordo più,
i suoi occhi quasi non ricordo più.

Sulla pista della fede hai spezzato il mio sogno ideale
con quattro canne ed un fucile ed una maglietta
e i tuoi baffi da maiale,
ma rimane lui ch'è triste e rimane là dov'era
senza cantare quando muore la notte,
quando nasce la primavera
e si siede sulla vita come vuoi tu
e si siede sui ricordi che ha già dimenticato,
sul tuo odio, sul tuo mondo malato.

Sulla strada del rimorso ho lasciato i miei errori
fatali
tra le vostre grazie fatte e i miei peccati mortali
resteranno solo loro che non sanno cosa fare
se l'estate è solo un gioco, se si muore per il mare;
e lui che conosce un paio di jeans e sa il fumo
quando è buono,
ma non arma la sua mano sotto l'impeto di un
tuono,
di una rivolta che c'è stata, che domani tornerà,
tra i vicoli dei vostri cuori e delle vostre città,
sul cemento un fiore nero nascerà,
sul cemento un fiore nero nascerà.


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FIGLI DELLA LUNA

Vieni, vieni su questa terra, vieni, figlia della Luna,
tra le notti dell'Inghilterra che di notti non ne ha nessuna.
E nasci in un minuto solo perché un minuto è come un sorriso
anche se il mondo sarà solo gelo, anche se il gelo lo ha già diviso.
Nel mondo c'è tanta gente ed ognuno ha un segreto,
qualcuno è intelligente, qualcuno è fortunato.
Vieni, vieni su questa terra e vieni nuda e vieni sola,
con tanta gente che parte in guerra, con tanta gente che fa tardi a scuola.
Portati tanti sogni perché dei sogni non puoi farne a meno,
saranno sempre i tuoi sostegni, ti lasceranno sempre con qualcuno.
E nel mondo c'è tanto mare ed ognuno ha un ombrellone,
qualcuno il vento lo fa volare come un aquilone.
E vieni, vieni su questa nave e vieni, figlia del deserto,
in questo mondo in cui sempre piove, a questo anno sempre più corto.
E portati tanta forza perché è la forza che ti chiederanno
a questa vita che va di corsa come la notte di un Capodanno.
E nel mondo c'è tanto amore ed ognuno ferisce
e qualcuno va dritto al cuore, qualcuno finisce.
Vieni, vieni su questa giostra, su queste strade di cartone
dove ognuno se ne va in palestra, quasi tutti sanno una canzone.
E portati tanto coraggio che la paura ci farà tramare
anche se in fondo alla meno peggio quando succede ti potrò abbracciare.
E nel mondo c'è tanto buio ed ognuno ha una candela
ed è per questo che ci sentiamo meglio al calare della sera.

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FIGLI DI UNA FRONTIERA

Figli del mondo siamo, con le ali dietro ai talloni
che ci aiutano quando fuggiamo dalla polvere delle prigioni,
figli di una sigaretta, di una sirena che ci mette fretta,
figli di un treno che parte e non ci aspetta.
Figli della notte siamo, senza una foto sopra il passaporto
che ci aiuta quando navighiamo su una nave in mare aperto,
figli di una frontiera da passare solo quando è sera,
quando la guardia dorme e non ci fa paura.
Figli della notte siamo, che ci porta dove vuole il vento,
e che ci aiuta quando ci perdiamo il nostro senso di orientamento,
figli di un inno al sole e di una terra che non ci vuole,
e di una ferita che ci fa male nel profondo del cuore.
Figli della pioggia siamo, col cappello calato sul viso
ed il sonno calato sugli occhi c'addormenta e ci strappa un sorriso,
figli di un tradimento, figli di un sole che s'è spento,
figli di un cane che passa, abbaia e ci si ferma accanto.
Figli delle notte siamo, con due occhi che non credono a niente,
che ci aiutano quando ci troviamo tra le facce dell'altra gente,
figli di una bufera, figli di un temporale
che tu tagli e prova, che tu tagli e spera siamo i figli venuti male.
Figli di una bufera, figli di una luce accesa
che tu tagli e prova, che tu tagli e spera torneremo tutti quanti a casa.

 

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ANDARE VIA


Non ha più senso questo mondo di cartone, di rotocalchi e di pubblicità per televisione
che ti riempie la testa di sogni e di chimere che non hanno più nemmeno il colore della tua fantasia.
Non ha più senso questo mondo di vacanze nei luoghi più affollati e più alla moda
o nelle isole deserte a tentare l'avventura di una più esclusiva abbronzatura.
Non ha più senso andare in discoteca a dimenare il culo per piacere
non ha più senso stare fuori dai bar a gettare via le nostre idee per un po' di vanità.

Andare via, lontano, con un poco di coraggio ed un mitra nella mano
per una guerra che non è la mia, ma non per soldi ma per vedere che razza d'uomo sia.
Andare via, lontano, a tentare un'avventura dal sapore un poco strano,
far della morte l'amica mia, inseguendo un sogno pazzo oltre i confini dell'ipocrisia.
Andare via, andare via.

Non ha più senso questo mondo di carriera, non ha più senso il denaro ed il successo:
divertimenti, sport e belle donne, pur di non avere il tempo di parlare con te stesso.
Non ha più senso questo mondo di politica fatto di percentuali e di equilibri,
di morali tonde ed inutili parole vendute in propaganda con la propria dignità.

Andare via, lontano, con un poco di coraggio ed un mitra nella mano
per una guerra che non è la mia, ma non per soldi ma per vedere che razza d'uomo sia.
Andare via, lontano, a tentare un'avventura dal sapore un poco strano,
far della morte l'amica mia, inseguendo un sogno pazzo oltre i confini dell'ipocrisia.
Andare via, andare via, andare via, andare......

Restare qua: un ospedale un lavoro, un quotidiano di dolore, un'abitudine, non so.
La strada mia, la guerra mia: un'incredibile pazzia! Un'avventura, ma è la mia.
Chiusi nel buio del cassetto ci sono i sogni e le mie fughe ma la mia guerra rimane qua rimane qua.

Andare via, lontano, con un poco di coraggio ed un mitra nella mano
per una guerra che non è la mia, ma non per soldi ma per vedere che razza d'uomo sia.
 

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LA BALLATA DEL COMPAGNO

Compagni tutti uniti facciamo un girotondo mostriamo un po' alla gente com'è che state al mondo.
Dei vostri casi strani qui vado a raccontare anche se do per certo di farvi un po' arrabbiare.

Compagno proletario con cinque figli e moglie trent'anni fa ti dissero racconta le tue voglie
Adesso che gli USA ci han dato le poltrone vedrai che presto o tardi diventerai il padrone
Trent'anni son passati e qualcosa è andato storto e invece della casa ti regalano l'aborto
e nella tua baracca tu resta a meditare a cosa ti è servito per quelli la votare.

Compagno che ministro ti han fatto diventare perché a cambiar bandiera più degli altri ci sai fare
per meglio ringraziare chi ti ha dato quel posto hai pensato ben di vendere la Patria sotto costo
Sull'altipiano carsica l'Italia ha dato un fiore ma la democrazia gli ha tolto il Tricolore.

Compagno ragazzino che urli in assemblea credendo di esser quello che pensa, che ha un'idea
Di idee come le tue ne fabbrican milioni tanto san che ne trovano poi sempre gli strilloni.
Sai vengon da lontano e per chi non le ha accettate rimangon solamente delle croci congelate.

Compagno professore che leggi il Corrierone e ti tieni sotto l'ala gli amanti del bastone
ci bastano le nonne per raccontar le fiabe ad inventar la storia proprio tu non sei capace.
Se la bandiera rossa l'hai data anche agli Ittiti ti sei dimenticato di darla ora ai partiti.

Compagna ragazzina che giochi alla guerriglia ma in fondo speri solo di metter su famiglia
e se in mezzo al corteo tu inneggi al proletario tu speri di trovarlo bello, biondo e milionario,
perché la cinquecento di un capo tornitore ti sembra che non valga la Ferrari del dottore
E se per strada urli viva il lavoratore ti sembra poco fine abbracciare un muratore.

Compagno cristianuccio che non perdi una messa non hai ancora scelto il paradiso che ti spetta
non sai se è meglio quello creato dal Signore o quello che promise delle foibe il fondatore
Perciò per non sbagliare ti sei fatto ciellino e ti tieni ben in caldo Gesù Cristo e l'assassino.

Compagna signorina che fai la femminista e sputi in faccia agli uomini il tuo punto di vista
non ti si può dar torto se fai un po' la puttana puoi forse così illuderti di avere chi ti ama;
le donne quelle vere dal mondo stan sparendo però in compenso queste si stanno già imponendo.

Compagno miliardario che fai l'intellettuale e nella tua piscina canti l'internazionale
non le tue nuove idee ma solo il capitale han conquistato i capi del marxismo nazionale.

Compagno sacerdote che sposi l'invertito sta attendo presto o tardi a non lasciarci un dito
le fiamme dell'inferno non son così lontane potresti abbruciacchiarti un pochino le sottane.

Compagno Gesù Cristo ti han fatto leninista per far veder che è sacro il vangelo comunista
ma Tu ti prego torna e con mano sicura il tempio ripulisci da questa spazzatura.

Compagno nella vita, compagno nel lavoro compagno dentro al letto, compagno al concistoro
sei nato per servire, non c'è ormai più speranza bisogna che tu impari almeno un poco di creanza
perché comunque vada la vostra madre storia vedrete vi faremo calare un po' la boria.

 

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VECCHIO RIBELLE

Come possono passare mille anni in un sorriso,
nel secondo di un ritorno, nel tuo regno d'illusione
Hai trent'anni e già un passato, quasi un secolo diverso.
Questo mondo ha colorato i tuoi giorni ormai perduti

Non ti sembra proprio vero, questo sole di libertà, ma ancora meno vera è questa realtà
Cinque anni son passati, la condanna di un'idea, il regime si è difeso con il solito copione

La tua giovinezza ti ha regalato, una galera senza peccato
E adesso, adesso che sei tornato, vivi in un mondo troppo cambiato
Forse fu un sogno, ma non puoi scordare i vecchi clamori, le urla, la lotta

All'Università, si combatte all'Università la politica l'idea ed i rossi che non fan paura
Si sognavano i trionfi sulla piazza, il sacrificio era un mito e l'Europa un'illusione
All'Università, si combatte all'Università non si molla neanche un metro alla folla dei ringhiosi
Praga Budapest le canzoni della rabbia si cadeva col sorriso di sentirsi dei leoni

Ma i ricordi si sa sono merce invenduta e ti senti stupito di sentirteli addosso
In galera hai sognato quei bei volti ridenti oggi facce trascorse di sogni perduti.

Ed Anna dov'è, dove si è rifugiata ? Voleva combattere sempre al tuo fianco
E' sposata ad un ricco, così ha la sua estate, uno yacht, la Sardegna e forse anche un amante
Anche Gianni è partito, con la moglie ed i bambini per un mondo a colori una grande TV

Pochi amici rimasti sempre pochi i fedeli per passar le serate con in mano un bicchiere
Per cercare un ristoro che riscaldi le ossa dal ghiaccio inutile di questo presente
e scrutare nell'ombra di serate ormai stanche un ricordo un dolore un antico clamore...

All'Università, si combatte all'Università la politica l'idea ed i rossi che non fan paura
Si sognavano i trionfi sulla piazza, il sacrificio era un mito e l'Europa un illusione
All'Università, si combatte all'Università non si molla neanche un metro alla folla dei ringhiosi
Praga Budapest le canzoni della rabbia si cadeva col sorriso di sentirsi dei leoni

Non dar fastidio mio vecchio ribelle il tempo cambia lo sai anche tu
Persino i tuoi nemici, le figure più agguerrite, son tristi immagini del tempo sono pecore pentite.

Alzati in piedi, guardati in viso i tuoi occhi non si devono abbassare
Del domani sii fiero, ma voltati indietro, quel passato lo hai vissuto per davvero
E non son più le sbarre che ti stringono il cuore, ma come si può scordare quell'antico clamore ...

All'Università, si combatte all'Università la politica l'idea ed i rossi che non fan paura
Si sognavano i trionfi sulla piazza, il sacrificio era un mito e l'Europa un illusione
All'Università, si combatte all'Università non si molla neanche un metro alla folla dei ringhiosi
Praga Budapest le canzoni della rabbia si cadeva col sorriso di sentirsi dei leoni

 

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PATRIA


Vecchio quadro abbandonato con più muffa che colore,
piume al vento e tricolori, quadro di cent’anni fa.
Occhi pieni di emozione quando passa la bandiera,
occhi basse di ragazze alla loro prima sera-
Certo un po’ d’ipocrisia infarciva la morale
ma la gioventù restava una speranza e un ideale.


E l’Italia era così e la Patria era anche lì,
e l’Italia era così e la Patria era anche lì.

Santi, eroi, navigatori in soffitta son finiti:
dalla cenere ritorna questa Italia dei partiti.
Nata già da un grosso imbroglio, dallo sconcio di una piazza
dove crebbe l’erba voglio per i vigliacchi di ogni razza.
Negli sguardi della gente a cui non gliene frega niente,
nello stupido ideale di un ritorno all’animale.

Se l’Italia è questa qua come Patria non mi va,
se l’Italia è questa qua come Patria non mi va.

Nelle assurde processioni per le liste di assunzione,
nell’inutile realtà della mia Università.
Come unico solvente per la tua disperazione
il Sistema ti regala l’eroina col limone.
E ti metton le stellette per giurare a dei buffoni
che han finito per fregare anche la tua fedeltà.

Se l’Italia è questa qua come Patria non mi va,
se l’Italia è questa qua come Patria non mi va.

La mia Patria è mille voci che si uniscono alla mia:
la mia Patria è un’idea, non è più una geografia.
La mia Patria è mille voci che si uniscono alla mia:
la mia Patria è un’idea, non è più una geografia.
 

 

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C'E' IN TE


Come potrei non so normalmente dire a te
come un altro direbbe

che anche quando non sembra vorrei stare insieme a te
ma qualcosa mi chiama
io per spiegarmi con te posso dirti solo che
io ti sento vicina
più di ogni altra che possa dir qualcosa alla mia mente
io ti vedo con me


C’è per me c’è qualcosa che non c’è
dentro gli altri ma che trovo in te
sai per me c’è qualcosa che non c’è
dentro gli altri ma che trovo in te

So che a vedermi così sicurezza non ti do
come a te a nessun altro
Ma vorrei proprio che tu mi vedessi come se
fossi un po’ più vicino
sarò lontano però so volere bene anch’io
forse in modo un po’ strano

C’è per me.....

 

 

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 A CARLO


Nelle notti fredde per riscaldarci il cuore
abbiam parlato per delle ore, abbiam vissuto come nel fango
di una trincea, facendo della vita una cosa vera
giocandoci le idee sulla pelle lanciando sempre il cuore oltre le stelle.
Essere capiti anche quando si diceva di amare una donna quand'era andata via
fuggendo dal miraggio della vita più borghese, lasciandoci nel cuore l'amarezza più le spese
E non dover spiegare che il cuore batte ancora, negli occhi non c'era la pietà che non consola

E non dover spiegare che nell'amore anche qua, hai dato un senso alla parola fedeltà

 E non dover giustificare la voglia di coraggio che ci ha fatto sempre amare i fiori colti a maggio
senza inseguire il mito della sopravvivenza, amare più il pericolo un poco meno la prudenza.
Ma il vento fra i capelli forse ci perderà. ma il sogno nei miei occhi non morirà

Nelle notti fredde per riscaldarci il cuore
Abbiam parlato per delle ore, abbiam vissuto come nel fango
di una trincea, facendo della vita una cosa vera
giocandoci le idee sulla pelle lanciando sempre il cuore oltre le stelle.
Scavare nelle note alla ricerca di emozioni per dimostrare al mondo come un fascista sogni,
guardandoci negli occhi con la nostra ironia, bruciando il pregiudizio per la democrazia.
E non aver paura di amare la sconfitta, brindare in faccia al mondo e non cercar consolazione
Non dover spiegare che al successo che non dura era molto meglio sostituire l'avventura

E non aver bisogno d'interpretare le opinioni con la sicurezza di non essere fraintesi

Una giovinezza di anni bene spesi ad inseguire un senso ed una vocazione
Ma il vento fra i capelli forse ci perderà. ma il sogno nei miei occhi non morirà

 

 

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BERLINO

Berlino, Berlino il muro è crollato, il mondo è cambiato, il rosso è passato.
Berlino, Berlino un soffio nel tempo: una storia che finisce così.

Cos’è che è cambiato in un mondo impazzito, con Stalin scappato e Lenin sparito:
ma i figli rimasti, le statue di gesso son lindi e puliti, ma nemici lo stesso.
E non han più le barbe e i capelli arruffati, in giacca e cravatta: progressisti patinati.
Non piangon più per Vietnam, per Cina ed Angola ma di morti e di profughi non li insegnano a scuola.

Berlino, Berlino…..

Se il paradiso socialista se n’è andato alla malora, riscrivon la storia arroganti come allora.
La falce e il martello son del mondo che c’era: anche il rosso è più rosa sul far della sera.
E se dirigon la Borsa, le aziende e i giornali son compagni d’assalto ma con bei capitali:
il potere, il denaro, la menzogna, la viltà sono i figli partoriti dalla loro civiltà.

Berlino, Berlino…..

Io non so se nel mondo si farà mai giustizia della rossa menzogna, della vera sporcizia:
il muro è crollato, il Kremlino inghiottito ma il compagno riciclato non è certo sparito.
E attenti, ragazzi del mondo che viene, difendete la coscienza da quel branco di iene
che cambiano d’abito e cambian colore ma per simbolo han sempre un uomo che muore.

Berlino, Berlino…..
 

 

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AFGHANISTAN

Tra i marciapiedi grigi che vengono lenti incontro a me si snoda questa gran città;
sacchetti con su scritto “UPIM” son sottotitoli di un film intitolato “Civiltà”.
Son residuati – ma che fa? – di qualche strana società.
Voti, congressi e conferenze ci hanno imbottito di scemenze per costruir la società.
L’Europa vale un tanto al chilo, l’Italia è un nome senza senso e l’Occidente dove sta?
Nascosto nella sua viltà, di un mondo senza dignità.
Ma il napalm brucia le città!!! Ma cosa importa: non è mica qua.
Laggiù si muore anche per te!!! Ma cosa vuoi che importi a me?
Partita, radio, qualunquismo, vacanze, Marx e il perbenismo: è questa la felicità.
E’ meglio avere e poco dare, è giusto il prossimo fregare: tanto ce la si caverà.
E la morale è questa qua: stai sempre con chi vincerà.
Ma il napalm brucia le città!!! Ma cosa importa: non è mica qua.
Laggiù si muore anche per te!!! Ma cosa vuoi che importi a me?
Che se la sbrighino da soli coi sassi contro ai carri armati: vedremo come finirà!
E poi non son buoni cristiani, sono un po’ troppo musulmani: è meglio lasciarli stare là.
E la morale già si sa: stai sempre con chi vincerà!
Io non so perché ma democrazia fa sempre rima con vigliaccheria….
La dignità l’abbiam perduta per una croce sulla scheda e non ritorna certo più.
L’onore lo si vende a spicchi al mercatino dei vigliacchi e poi di moda non è più.
Caro Occidente eccoti qua: a ben vedere fai pietà.
Caro Occidente insieme a te finisce una civiltà.
La dignità l’abbiam perduta per una croce sulla scheda e non ritorna certo più.
L’onore lo si vende a spicchi al mercatino dei vigliacchi e poi di moda non è più.
Caro Occidente eccoti qua: a ben vedere fai pietà.
Caro Occidente insieme a te finisce una civiltà
 

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DROGA

Centomila lire per favore me le date per comprarmi mezzo grammo di felicità:
si, sono drogato forse un poco spaventato, il Sistema m’ha donato questa mia viltà.
Ma vi sono grato dei bellissimi ideali che mi avete regalato: “Siamo tutti uguali
discendiamo dai maiali, viva la comunità!”
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
Sono vostro figlio pacifista, comunista: nella stanza gli adesivi da Guevara all’Atom Kraft.
Sono vostro figlio, diplomato antifascista e mi sono laureato a pieni voti in delusioni.
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
Sono un po’ frustrato, anche il sesso m’ha piantato penso d’essere fregato:
voci senza senso ma in fondo son contento non ricordo neanche la mia età.
Mi fa solo un po’ rabbia quando son rincoglionito mi trattate come un cucciolo smarrito:
costa nulla la pietà e vi salvate per l’eternità.
Lucidità, un altro buco e si ritroverà…
Lucidità, un altro buco e si ritroverà…

E adesso cari amici moralisti e spacciatori vi saluto e me ne vado.
Forse questa volta l’eroina l’ho corretta con un po’ d’ilarità!!!
Ed alla faccia vostra torno nella mia stanzetta e riprovo il funerale che mi si farà:
ed alla faccia vostra torno nella mia stanzetta e riprovo il funerale che mi si farà!!!
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
Lucidità, un altro buco e si ritroverà…
Malinconia, un altro buco e se ne vola via…
 

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LETTERA AD UN RAGAZZO CLASSE '80

Caro ragazzo del tempo che viene com’è difficile affrontare il domani!
Senza bandiere, senza frontiere, senza una ragione per la quale morire!
Prenditi un popolo a cui appartenere, non solo una curva dalla quale gridare:
una divisa, una croce, un’idea: il futuro è più grande di un campionato.
Prenditi un sogno con rabbia e poesia, che non sia sballo da discoteca;
insegui il brivido senza pazzia, che non sia una curva a duecento all’ora.

Ma non ti buttare via, non ti buttare via....
Non ti buttare via, non ti buttare via....

Prenditi un ideale ma con lealtà, con coraggio, orgoglio e fedeltà:
poche parole di cui essere fiero ed un esempio per il tuo pensiero.
Prenditi un mito su cui costruire ed un amico con il quale parlare:
un padre o un maestro che t’insegni una via, una sfida in salita su cui camminare.
Trova un nemico contro cui lottare: basta coi sorrisi pieni di rancore!
Bisogna combattere senza odiare per dimostrare quanto vale il cuore.

E non ti buttare via, non ti buttare via....
Non ti buttare via, non ti buttare via....

Prenditi un futuro in cui sperare, senza pensioni da ripagare;
trova un lavoro per il tuo domani da costruire con le tue mani.
E tieni la rotta verso l’avventura, non farti vincere dalla paura:
fai i tuoi sbagli quando sei sicuro, ma mantieni sempre il tuo cuore puro.
E tieni in alto la tua gioventù, che compromessi non ne vuole più.
E stendi al sole la tua bandiera che abbia il segno di un’idea vera.

E non ti buttare via, non ti buttare via....
Non ti buttare via, non ti buttare via....

 

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A PIERO

La sua sola colpa gridare: “Sono stufo!
Non si può andare avanti a Montini e Berlinguer!”
E così è incominciata l’ennesima pazzia
manette, inchiostro nero e la fotografia:
di fronte, poi di lato, davanti e poi di dietro,
così hanno immortalato il criminale tetro,
così hanno immortalato il criminale tetro.

E poi come sappiamo vanno a finir le cose
in carcere sbattuto le ossa rotte pose
ad aspettare un anno, ad aspettare invano
parvenza di giustizia tipo democristiano
parvenza di giustizia tipo democristiano.

“Confessa brutto scemo” diceva il magistrato
“i tuoi camerati hanno già parlato.
E firma quel verbale e conferma tutto:
dì che sei fascista, nero come il lutto
e dì che sei fascista, nero come il lutto”.
“No signor togato io non firmo niente!”
fu la sua risposta al tono prepotente
“Decine di fratelli mi hanno preceduto:
io mi chiamo Piero, per il resto sono muto
io mi chiamo Piero, per il resto sono muto”.
Tre anni di condanna per ricostituzione
con aggiunta l’aggravante della direzione:
fu questa la risposta al tono impertinente
“Il Regime si difenda!” diceva il Presidente
“Il Regime si difenda!” diceva il Presidente.
E dopo la condanna della Confederazione,
del Vescovo, del Sindaco, della televisione
ancora sorrideva il bieco sanguinario
e chiese di parlare, scendeva già il sipario
lui chiese di parlare, scendeva già il sipario.
“Ringrazio lor signori per gli anni ricevuti,
ma prima di finire lasciate che saluti.
Chi mi ha condannato proprio no non l’ha capito:
il carcere non basta perché io sia finito
il carcere non basta perché io sia finito.
Tre anni passan presto per chi deve giudicare,
per chi deve comprendere, per chi deve vendicare:
migliaia di ragazzi in tutte le città
già battono le mani per la mia libertà,
già battono le mani per la mia libertà!
E presto presto presto vedrete sventolare
migliaia di bandiere a ricoprir le bare
di chi è rimasto ucciso dalla vostra polizia,
di chi ha osato opporsi alla democrazia
di chi ha osato opporsi alla democrazia


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CANTO DI UN CAVALIERE ERRANTE

Sul mio destriero, fra terre lontane,
Amore nel cuore con me resterà.
Di cielo il tuo sguardo, di ciliegio il tuo labbro,
o mia sposa fedel ti sarò.
La spada al mio fianco, sull’elsa il tuo nastro,
la notte straniera più dolce sarà.
Per tetto le stelle, per giaciglio le foglie,
per sogno le grazie di te.
E nel mio vagare, fuori dal mio reame
un senso alla vita guerriera darò.
Per fede brandire di morte la lama
più gloria al suo nome verrà.
E noi cavalieri, fedeli d’amore
per il re e per Iddio sapremo pugnar.
Il sorriso sul volto, la pace nel cuore
in battaglia con Nostro Signor.
Nel salvifico errare il sacro desio
lucente nell’armi accrescer dovrò.
E per nostra ebbrezza, per antico decreto
il nettar segreto berrò.
E tu acerba sposa, anzitempo solinga
attendi serena che torni il tuo re.
Con gloria ed onore, con febbre d’amore
con tunica leggera ormai
Con gloria ed onore, con febbre d’amore
o mai più io torni da te.
 

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ALAIN ESCOFFIER

Champs Elisees, un grido smorzato,
in piena Parigi un giovane è bruciato.
Champs Elisees, senti la Senna,
canta in silenzio ma non è pena.
Cuore d’Europa hai battuto un secondo
là in quella strada, Champs Elisees.
Cuore d’Europa, Champs Elisees,
rispondono in coro Roma e Bruxelles
“No, non è morto” dice la Senna,
il Reno risponde “Lo porto con me”.
Cantan le Alpi “E’ insieme a noi”,
gridano i fiordi “E’ dentro di noi!”.
I boschi dei monti la foresta nera
sussurrano piano c’è ancora chi spera.
A Praga muto nella piazza c’è Jan,
sorride sereno “E’ vivo è con me”.
Un nome e un cognome nell’Europa perchè
ora vive un eroe anche in Champs Elisees.
Alain Escoffier, Alain Escoffier.
Cuore d’Europa hai battuto un secondo
là in quella strada, Champs Elisees.
Cuore d’Europa, Champs Elisees,
rispondono in coro Roma e Bruxelles
“No, non è morto” dice la Senna,
il Reno risponde “Lo porto con me”.
Cantan le Alpi “E’ insieme a noi”,
gridano i fiordi “E’ dentro di noi!”.
I boschi dei monti la foresta nera
sussurrano piano c’è ancora chi spera.
A Praga muto nella piazza c’è Jan,
sorride sereno “E’ vivo è con me”.
Un nome e un cognome nell’Europa perchè
ora vive un eroe anche in Champs Elisees.
Alain Escoffier, Alain Escoffier…………
 

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JAN PALACH

Fame, morte, schiavitù: il coraggio nasce a volte così
bandiere rosse su una città e in occidente c’è solo viltà.
Primavera di libertà, carri armati nelle strade:
il sangue a Praga è sparso al vento, quanto orrore in quel momento.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
Volti grigi senza nome, soldati russi e terrore:
giù le mani dal mio paese, il mio sangue lavi le offese.
Una piazza, strade vuote, solo un uomo e un altare;
sacrificio per l’onore, sul rogo un giovane muore.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato per Praga.
E’ morto sotto i carri armati il futuro che avete sognato,
nella gola vi hanno cacciato le grida di un corpo straziato.
Quanti fiori sul selciato, quante lacrime avete versato
quante lacrime avete versato: Jan Palach, Jan Palach, Jan Palach...

 

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DEDICATO ALL'EUROPA

La dolcezza del frutto maturo e l’asprezza del vento gelato
e pane e sale si offre all’ospite sacro.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Canto d’Europa la pace romana, pace d’aratro e di spada,
canto del sangue offerto in suo onore,
da stirpi di ghiaccio e di sole.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Canto la gloria di Roma, del Reno lo scettro imperiale,
i duchi, i guerrieri e i loro cantori errare sereni
in cerca d’onore.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Canto i fratelli che sempre han difeso
dal lupo crudele la frontiera dell’est.
Canto l’Europa dei giorni che vengono,
canto i suoi giovani cader nelle strade.
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.
Mi chiedono se conviene cantare quest’Europa:
so solo che è giusto, il resto non importa.
Canto un’Europa di sangue, le catene che ci stanno chiudendo
canto il mio canto e nel vento...
A nord, ad est, a sud, ad ovest...
A nord, ad est, a sud, ad ovest...
A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.

 

 

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LA BALLATA DEL NERO


E signor giudice tu hai la toga ma non ti sembra
una brutta roba
una brutta roba di incastrare chi ha solo il torto di
pensare
E tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà,

e tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà.

Libertà, libertà in quanto che comandate voi;

democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
E pure tu signor commissario: che ti fanno fare per un magro salario?

 

Ti fanno tradire, ti fanno tradire gli ideali che hai giurato di servire.
E tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà,

e tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà.

Libertà, libertà in quanto che comandate voi;

democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.


Signor brigadiere mi sono difeso, erano in quattro e mi hanno offeso,

signor brigadiere mi sono difeso erano in quattro e mi hanno offeso, signor brigadiere mi sono difeso:

ero da solo, ma uno l’ho steso.
E tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà,

e tu ti ammanti di democrazia e vai cianciando di libertà.


Libertà, libertà in quanto che comandate voi;

democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.
Signor ministro, signor deputato, d’esser vostro nemico io sono onorato sono onorato perchè

 alla mattina mi devo specchiare, mi devo sbarbare.
Mi devo specchiare mi devo sbarbare: la faccia mia devo guardare.....

 

Io di facce ne ho una sola, non sarà bella, ma è sempre quella:

voi di facce ne avete tante, una per ogni ora del giorno.
E vi ammantate di democrazia e poi cianciate di libertà,

e vi ammantate di democrazia e poi cianciate di libertà. Libertà,

libertà in quanto che comandate voi; democrazia, democrazia è cosa vostra non è mia.


Ma questa storia deve finire, la gioventù si ribellerà;

ma questa storia deve finire, la gioventù si ribellerà;

la resa, la resa, la resa dei conti,

la resa dei conti, la resa verrà.

 Ma questa storia deve finire, la gioventù si ribellerà;

la resa, la resa, la resa dei conti, la resa dei conti verrà.

 

 

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LA FOIBA DI SAN GIULIANO


L’aria pura ti mordeva il viso, ma la corda ti tagliò il sorriso.
E poi cadi sempre più giù, e poi cadi sempre più giù.
Tito, Tito: maresciallo assassino!
Quanti fratelli hai infoibato! Quanti innocenti hai assassinato!
I tuoi gendarmi hanno massacrato.
Italiano era nato! Italiano era nato!
E dopo tanti anni chi più ti ricorda, le tue ossa nude spolpate da una melma sorda.
Fratello non temere: noi siamo qui!
Siamo qui a lottare e non per dimenticare
i volti di donne massacrate, il filo spinato e la mitragliatrice.
Hanno spento un fiore ma subito un altro è sbocciato.
La gioventù europea il rosso brucerà la gioventù europea il rosso....
 

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RICORDI


Ricordo la grande pianura
la barba imbiancata dal vento del Nord
la gente guardare stupita
la spada di ferro e il mio grande destriero
quando l'Europa nasceva…
Ricordo Alessandro ferito
lottare cantando col vento dell'est
e il cielo di Grecia oscurato
dai dardi lanciati da mille guerrieri
quando l'Europa nasceva (2v.)

Le mie ossa affondano nelle Termopili
il mio sangue scorre nel Tevere
la mia pelle adesso è un tamburo che batte
la danza d'Estate a Stonhenge

Ricordo la prua del mio Drakkar
solcare veloce la schiuma nel vento del Sud
e bianche colonne segnare la riva
Trinacria inebriava di mille profumi
quando l'Europa cresceva …
Ricordo la corte felice
l'amore e la guerra cantano laggiù
e il sogno imperiale spiegava le ali
del falco di Svevia nel sole del Sud
quando l'Europa cresceva (2v.)

Le mie ossa affondano nella Vandea
il mio sangue scorre nel Piave
la mia pelle adesso è un tamburo che batte
una marcia di guerre a Verdun

Ricordo l'Italia di Fiume
i reduci offesi da fame e terrore
e il sogno rinascere a ottobre
gli antichi valori rinascere in me
quando l'Europa sperava
Ricordo la sabbia infuocata coprirsi
di sangue e di gloria giù ad El Alamein
e il vento dell'Ovest tradire
nel fango di Jalta e nel fumo di Berlino
quando l'Europa moriva (2v.)

Le mie ossa affondano al centro di Praga
Il mio sangue scorre a Belgrado
(NUOVA VERSIONE:PRIMAVERA '99)
la mia pelle adesso è un tamburo che batte
una marcia da Derry a Belfast

Guerriero d'Europa ricordi?
La strada era lunga da qui all'Aldilà
ma un urlo di gioia esplodeva al tuo arrivo
fratelli abbracciavi per l'eternità…

Le mie ossa affondano…

 

 

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MURO DI SCUDI

Lenti i tuoi passi sul vecchio selciato
segnano il tempo che va,
là nella stalla il lavoro è finito e una preghiera farai
perché nasca più forte e più sano il primo figlio del re,
perché la tua regina fanciulla
nutra il suo cuore di giovane re
sarà la sua spada domani che guarderà la frontiera
contro le nuove invasioni rabbiose
dovrà levare gli scudi.

Lucide code di lupo dietro il tuo muro di scudi,
stelle dipinte di bianco sopra il tuo muro di scudi,
Guerrieri al fianco serrati dietro il tuo muro di scudi,
spade lampeggiano ancora
sopra il tuo muro di scudi.

Guarda il novizio aspettare i cavalli
ecco la scorta del re
scendono a terra sicuri e sprezzanti
ridono proprio di te,
di questo monaco senza una mano
piegato in due dall'età,
ma come può la regina ti chiedono
parlar le ore con te.
Ma non senti le risa, non pensi a loro perché
brucia di nuovo la vecchia ferita
brucia il ricordo col vento dell'Est!

Dalla finestra di fermi a guardare
la neve che scende giù
e all'improvviso il gelo ti assale
ma non è solo l'età:
pensi alle valli in Britannia innevate
ai tuoi fratelli cantare con te…
allora ricordi la gioia in battaglia
quando stringevi una spada anche tu…
ed alzavi lo scudo e gli altri lo alzavan con te
forte cantavi ed il sangue scorreva
mentre i nemici cadevano giù.

Lucide code di lupo dietro il tuo muro di scudi,
stelle dipinte di bianco sopra il tuo muro di scudi,
Guerrieri al fianco serrati dietro il tuo muro di scudi,
spade lampeggiano ancora
sopra il tuo muro di scudi.

 

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IO E I MIEI AMICI

IOeiMIEIAMICI stiamo quasi tutti i giorni insieme
IOeiMIEIAMICI le risate e il freddo delle sere
IOeiMIEIAMICI birre tante e molte sigarette
IOeiMIEIAMICI…campioni di tresette


IOeiMIEIAMICI con le notti che vanno via
IOeiMIEIAMICI non simpatici alla polizia
IOeiMIEIAMICI e i consigli che fanno sempre male
IOeiMIEIAMICI è un'estate al mare


IOeiMIEIAMICI non ci frega un cazzo di nessuno
IOeiMIEIAMICI pugno di ferro e cuore di velluto
IOeiMIEIAMICI 17 anni per tutta la vita
IOeiMIEIAMICI è un destino stretto tra le dita


IOeiMIEIAMICI ci capiamo sempre con uno sguardo
IOeiMIEIAMICI è una gara a chi è più gajardo
IOeiMIEIAMICI siamo fatti veramente male
IOeiMIEIAMICI spesso in piedi in tribunale


IOeiMIEIAMICI che viviamo presso alto mare
IOeiMIEIAMICI siamo mossi da un odio medievale
IOeiMIEIAMICI "è tutto falso"- "è tutta 'na catena"
IOeiMIEIAMICI e "il caso non esiste mai"
NO?
 

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FRONTE DELL'ESSERE
 

Figli di una sodomia che chiamate libertà…
venditori di tumori della dea democrazia…
feccia rossa progressista che ti vanti d'avanguardia
sempre pronta a venderti per carriera e codardia

SIAMO NATI QUI SUL FRONTE DELL'ESSERE
ASSERRAGLIATI QUI SUL FRONTE DELL'ESSERE
COME VEDI, SIAMO ANCORA NOI
A NON CREDERE AI VOSTRI GIOCHI E AI VOSTRI EROI

Falsi voi falsi ribelli dell'industria del mercato
no globali a tempo perso, poliziotti e sindacato
il gioco delle parti firmato dai padrone
nel recinto quante pecore che giocano a fare il leone!

Sangue marcio dato come vera innovazione
quiz e solidarietà in nome della mezza stagione
parlate d'uguaglianza…parlate di giustizia
fratricidi infami, schiavi dell'avarizia.

 

 

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INNO ALLA GIOIA

O amici, non questi suoni! ma intoniamone altri più piacevoli, e più gioiosi.

Gioia, bella scintilla divina, figlia degli Elisei, noi entriamo ebbri e frementi, celeste, nel tuo tempio. La tua magia ricongiunge ciò che la moda ha rigidamente diviso, tutti gli uomini diventano fratelli, dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,concesse di essere amico di un amico, chi ha ottenuto una donna leggiadra, unisca il suo giubilo al nostro! Sì, - chi anche una sola anima possa dir sua nel mondo! Chi invece non c'è riuscito, lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi dai seni della natura; tutti i buoni, tutti i malvagi seguono la sua traccia di rose! Baci ci ha dato e uva , un amico, provato fino alla morte! La voluttà fu concessa al verme, e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano attraverso la volta splendida del cielo, percorrete, fratelli, la vostra strada, gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini! Questo bacio (vada) al mondo intero Fratelli, sopra il cielo stellato deve abitare un padre affettuoso.

Vi inginocchiate, moltitudini? Intuisci il tuo creatore, mondo?

Cercalo sopra il cielo stellato! Sopra le stelle deve abitare!

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MARCIA DELLE LEGIONI

Roma rivendica l'Impero

l'ora delle aquile suonò

squilli di tromba salutan il vol

dal Campidoglio al Quirinal!

 

Terra ti vogliamo dominar.

Mare ti vogliamo navigar

il Littorio ritorna segnal

 

Sotto fasci d'allor

nella luce del dì

con mille bandiere passa

il popolo d'Italia

Trionfator!

 

Di Roma, o Sol

mai possa Tu

rimirar

più fulgida città

 

O Sole, o Sol

possa Tu

sempre baciar

sulla fronte invitta

i figli dell'Urbe immortal!

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PREGHIERA DEL LEGIONARIO

Iddio che accendi ogni fiamma e fermi ogni cuore,

rinnova ogni giorno la passione mia per l'Italia.

 

Rendimi sempre più degno dei nostri morti,

affinchè loro stessi - i più forti - rispondano ai vivi:

Presente!

 

Nutrisci il mio libro della tua saggezza

e il mio moschetto della tua volontà.

 

Fa più aguzzo il mio sguardo e più sicuro

il mio piede  sui valichi della Patria

sulle strade, sulle coste, nelle foreste e

sulla Quarta Sponda, che già fu di Roma.

 

Quando il futuro soldato mi marcia accanto nei ranghi,

ch'io senta battere il suo cuore fedele.

 

Quando passano i gagliardetti e le bandiere,

che tutti i volti si riconoscano in quello della Patria:

la Patria che faremo più grande portando

ognuno la sua pietra al cantiere.

 

Così sia

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IN ALTO I CUORI

In alto i cuori

in alto i gagliardetti

serriamo i ranghi

è l'ora di marciar

camerati assassinati dalla reazione

marciate in spirito con la rivoluzione.

 

E tutti insieme, uniti marceremo

su questo mondo che non ha più ideal,

lanciamo in alto una sfida travolgente

per dare al mondo una nuova civiltà.

 

E fino all'ultimo noi combatteremo

il nostro onore si chiama fedeltà,

per te Europa il nostro sangue verseremo

pronti a morir per la Rivoluzion!

 

Addio ai boschi

addio alle valli in fiore

addio a te che il mio cuore amò

non ti ho potuto dare tutto il mio amore

perchè il fato all'odio mi votò.

 

Ben presto tu, tu scorderai il mio amore

e un altro coglierà per te un rosso fiore,

il mondo andrà avanti anche senza di noi

restano i servi e muoiono gli eroi

 

E fino all'ultimo noi combatteremo

per costruire la nuova civiltà

e se tu rosso vino a lei porterai

a noi il coraggio, no non mancherà

 

Orsù fratelli, ben venga questa morte

il nostro onore si chiama fedeltà,

orsù fratelli ben venga questa morte

ed è all'impiedi che ci coglierà

 

 

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BUDAPEST

Avanti ragazzi di Buda

avanti ragazzi di Pest

studenti, braccianti, operai

il sole non sorge più ad Est.

 

Abbiamo vegliato una notte

la notte dei cento e più mesi

all'alba gloriosa d'Ottobre

quell'alba dei giovani ungheresi

 

Ricordo che avevi un moschetto

portalo in piazza t'aspetto

nascosta tra i libri di scuola

anch'io porterò la pistola

 

Sei giorni sei notti di gloria

durò questa nostra vittoria

ma senti già sono arrivati

i Russi con i carri armati

 

I carri ci spezzan le ossa

nessuno ci viene in aiuto

il mondo e rimasto a guardare

sull'orlo della fossa seduto

 

Ragazza non dire a mia madre

che io morirò questa sera

ma dille che vado in montagna

e poi tornerò a primavera

 

Compagno il plotone s'avanza

già cadono il primo e il secondo

finita e la nostra battaglia

e sepolto è l'onore del mondo

 

Camerata riponi il fucile

torneranno a cantare le fonti

quel giorno serrate le file

e noi scenderemo dai monti

 

 

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RISORGI EUROPA

Risorgi Europa

risorgi sul mondo

risorgi più grande

risorgi con noi

 

Nella tua nuova storia

c'è scritto già vittoria

Europa Nazione

Nazione sarà

 

Son cento, son mille, milioni di fiaccole

si alzano in alto intorno ad una bandiera

i giovani d'Europa uniti in un solo cor

Europa Nazione sarà

 

Da Praga a Berlino

da Mosca a Varsavia

da Buda a Stettino

il fuoco brucia già

 

Viva l'Europa libera

viva l'Eurpa grande

Europa Nazione

Nazione sarà

 

Da Roma ad Atene

da Vienna a Parigi

spezziamo le catene

gridiamo libertà

 

Americani a casa

Cosacchi nella steppa

Europa nazione

nazione sarà

 

Son cento, son mille, milioni di fiaccole

si alzano in alto intorno ad una bandiera

i giovani d'Europa uniti in un solo cor

Europa Nazione sarà

 

Risorgi Europa

risorgi sul mondo

risorgi più grande

risorgi con noi

 

Nella tua nuova storia

c'è scritto già vittoria

Europa Nazione

Nazione sarà

 

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HIRONODA E LA SUA GUERRA

Troppa fede troppo tempo gli promisero vittoria

dietro il mare filippino gli nascosero la gloria

e così lui per trent'anni continuò la sua guerra

chiese riposo al cielo e cibo alla terra

 

Hironoda non s'arrese

aspettava di obbedire

di piegare il capo

 

Se la pace era già fatta

a lui non importava niente

avrebbe chiesto alla sua lama

di spaccargli il ventre

 

E così lui seguitava a combattere il nemico

come tradizione insegna fino all'ultimo minuto

Hironoda poi è morto,

quando l'han fotografato,

un grande psichiatra l'ha pure ascoltato

 

E poi arrivò l'ordine che fermò il guerriero,

trent'anni dal Giappone ma fu quello vero

e così i suoi occhi secchi si ripresero a bagnare

e così il suo corpo forte cominciò a barcollare

 

E fu trasportato a casa

con un areo molto bello

così non ne aveva mai visti

 

E così tra flash e radio la sua storia fu chiarita

ma lui rimpianse la pallottola che non gli levo la vita

e rimpianse pure il canto della natura abbandonata

foresta per lui sorella di quell'ultima crociata

 

Hironoda ora sogna

Hironoda ora piange

l'ordine che fermò un guerriero

 

 

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NOI NON SIAMO UOMINI D'OGGI

Noi non siamo uomini d'oggi

siamo nati in un tempo sbagliato,

ma siamo nati per davvero

noi leggiamo ciò che è scritto nel cielo

noi conosciamo il linguaggio della terra

eppure nessuno ha mai voluto parlare con noi

 

Facci largo siamo noi a sorridere al tuo sogno

dacci forza col tuo sguardo

te ne parleremo noi,

saprai divider cibo e morte

 e hanno vinto gli anni tuoi

 

Noi non contiamo i nostri soldi e vestiti

noi non prestiamo il nostro corpo a fautori

di nessuna democrazia

noi non strilliamo lo sfogo di tutti

noi ti doniamo la nostra sconfitta

per un vincere più grande

 

La nostra rabbia la sfoghiamo risparmiandoci il dolore

di farci scavalcar da tutti il cervello e il cuore

in una piazza troppo stanca di fumo e di rumore

 

Ma noi siamo qui più forti del fuoco

la nostra mano è aperta e il braccio è teso

a contare le nostre teste

e le urla sono sempre più forti

e la forza di una disperazione

che ci porterà più grandi

davanti ai figli del presente che ci portano rancore

di un passato di violenza che ci portiamo nel cuore

di violenza che ci han dato

tradento fedeltà ed onore

 

 

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IL DOMANI APPARTIENE A NOI

Ascolta il ruscello che sgorga lassù

ed umile a valle scompar

e guarda l'argento del fiume che

sereno e sicuro va

 

Osserva dell'alba il primo baglior

che annuncia la fiamma del Sol

ciò che nasce puro più grande vivrà

e vince l'oscurità

 

La tenebra fugge i raggi del Sol

Iddio dà gioia e calor

nei cuori la speranza non morirà

il domani appartiene a noi

 

Ascolta il mio canto che sale nel ciel

verso l'immensità

unisci il tuo grido di libertà

comincia l'uomo a lottar

 

Chi sfrutta nell'ombra sapremo stanar

se uniti noi marcerem

l'usura ed il pugno noi vincerem

il domani appartiene a noi

 

La terra dei Padri, la Fede immortal

nessuno potrà cancellar

il sangue, il lavoro, la civiltà

cantiamo la tradizion

 

La terra dei Padri, la Fede immortal

nessuno potrà cancellar

il popolo vinca dell'oro il signor

il domani appartiene a noi

il domani appartiene a noi!

 

 

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PICCOLO ATTILA

Iniziava l'esate di un anno fa

e tranquilli eravamo noi

quando entrammo ridendo in un prato che

 di strana gnete brulicava già

 

Ci mettemo seduti e davanti a noi

solo l'erba si stendeva là

ma strisciavano a cento e a cento

gli sciacalli nell'oscurità

 

Mille stelle in cielo splendevano

alti alberi tutt'intorno a noi

dolci canti antichi suonavano

Piccolo Attila parlava a noi

 

E diceva di verdi prati che

di rugiada brillavano nel Sol

e guerrieri a cavallo intonavano

le canzoni degli antichi eroi

 

Tutti in piedi ci alzammo e davanti a noi

gli sciacalli già fremevano

avanzaron ghignando sicuri già

di inseguire schiene nude

 

ma la mano di Piccolo Attila

contro il cielo stellato si levò

seminando il terrore calava giù

l'orda buia non rideva più

 

E con la forza di un fiume in piena poi

caricammo e la terra sotto noi

rimbombando tremava e gli alberi

ondeggiavano nel vento

 

E mai più quel prato rivedrà

una sera come un anno fa

non si scioglierà mai la Compagnia

ma c'è chi non è più sulla via

 

Come un'aquila ora vola Lui

sorridendo alle stelle e ancor più su

e il suo flauto suonando ci guiderà

verso l'alba che sicura è già

 

Iniziav l'estate di un anno fa

e felici eravamo noi

quando uscimmo ridendo da un prato che

due occhi a mandorla non scorderà

 

 

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COME IL VENTO

Anni di torpore anni di appiattimento

una generazione senza sentimento

non ci sono slanci non c'è più tensione

per il combattimento non c'è più una ragione

 

Il cancro consumista le menti ha devastato

giovani senz'ossa il solo risultato

giovani perduti quanti anni buttati

signori del sistema non ci avete piegati

 

Riaffiorano i ricordi degli anni di passione

ritorna il vecchio sogno per la Rivoluzione

 

la Rivoluzione è come il vento la Rivoluzione è come il vento

 

Racconti senza fine di gente che ha pagato

non puoi mollare adesso la lotta questo stato

 

la Rivoluzione è come il vento la Rivoluzione è come il vento

 

Scontri nelle piazze con spranghe nella mano

i rivoluzionari non son caduti invano

Fuoco della rivolta sta bruciando ancora

dell'insurrezione risorgerà l'aurora

tirannide borghese

ancora poco tempo

la Rivoluzione scoppia in un momento

 

la Rivoluzione è come il vento la Rivoluzione è come il vento

 

 

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GENERAZIONE '78

E ti svegli una mattina e ti chiedi cosa è stato

rigettare i tuoi pensieri sulle cose del passato

prendi un fazzoletto nero che conservi in un cassetto

cominciare tutto un giorno, forse un giorno maledetto

frequentando certa gente di sicuro differente

e un battesimo di rito con il fiato stretto in gola

quando già finiva a pugni sui portoni della scuola

e inciampare in un destino che già di cresceva dentro da bambino

ed un ciondolo d'argento che ti tieni intorno al collo

odio e amore per cercare di capire una logica ideale

una logica ideale in cui ciecamente credi

e tua madre piange sola e ti osserva dietro i vetri

perchè sa che non perdona questa guerra

perchè sa che non ha pace la sua terra

 

Un partito vecchia storia, un'eredità che scotta

nell'ambiguità di sempre come un senso di sconfitta

e ignorare circostanze giochi assurdi di potere

che ne sai di quel passato di nostalgiche illusioni

di un confronto che da sempre si è attuato coi bastoni

e sentirsi vivere dentro a vent'anni all'occasione

per  cercare di dare un senso alla tua Rivoluzione

poi una sera di Gennaio resta fissa nei tuoi pensieri

troppo sangue sparso sopra i marciapiedi

e la tua disperazione scagliò al vento le bandiere

gonfiò l'aria di vendetta senza lutto nè preghiere

su quei passi da gigante per un attimo esitare

scaricando poi la rabbia per le auto lungo il viale

fra le lacrime ed i vortici di fumo

da quei giorni la promessa di restare tutti figli di nessuno

 

Pochi giorni di prigione ti rischiarano la vista

dimmi, come ci si sente con un'ombra da estremista

cosa provi nelle farse di avvocati e tribunali

ed Alberto che è finito dentro l'occhio di un mirino

la Democrazia mandante un agente è l'assassino

e Francesco che è volato sull'asfalto di un cortile

con le chiavi strette in mano strano modo per morire

e braccia tese ai funerali ed un coro contro il vento

oggi è morto un Camerata ne rinascono altri cento

e il silenzio di un'accusa che rimbalza su ogni muro

questa volta pagheranno te lo giuro

poi la sfida delle piazze ed i sassi nelle mani

caroselli di sirene echi sempre più lontani

quelle bare non ancora vendicate

le ferite quasi mai rimarginate

 

Ma poi il vento soffiò forte ti donò quell'occasione

di combattere il Sistema in un'altra posizione

tra la fine del Marxismo e i riflussi del momento

costruire il movimento tra le angosce dei quartieri

ed un popolo una lotta chiodo fisso nei pensieri

e generazioni nuove in cui tu credevi tanto

poi quel botto alla stazione che cancella tutto quanto

e al segnale stabilito si da il via alla grande caccia

i fucili che ora puntano alla faccia

le retate in grande stile dentro all'occhio del ciclone

tra le spire della "santa inquisizione"

poi le tappe di una crisi di un storia consumata

di chi trova la sua morte armi in pugno nella strada

di chi viene suicidato in una stanza di chi scappa

di chi chiude nei cassetti anche l'ultima speranza.

 

E ti svegli una mattina sulle labbra una canzone

e l'immagine si perde sulla tua generazione

quei ragazzi un pò ribelli un pò guerrieri

che hanno chiuso nei cassetti e dentro ai cuori tanti fazzoletti neri

 

 

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SETTEMBRE NERO

Il mondo ci ha tacciato di briganti e di assassini

di uccisori di donne e di bambini

ma nessuno vuol vedere

i corpi straziati dei nostri figli sotto i carri armati

i campi devastati dal fuoco americano

i nostri corpi dalle iene di Sharon

 

Ma tra le dune sorge il mitra di Settembre Nero

sulla Palestina ora rivive lo spirito guerriero

 

Troppo ci pesava il bastone da pastore

i nostri figli preferiscono il fucile

l'odio che han sorbito con il latte delle madri

ora esplode negli aerei dell'EL AL

Troppo ci pesava portare sulla schiena

il dominio di una razza di mercanti

se con l'oro hanno comprato la mia casa e la mia terra

la mia libertà di paga con il sangue

 

E tra le dune sorge il mitra di Settembre Nero

sulla Palestina ora rivive lo spirito guerriero

 

Gridano shalom bruciandoci le case

cantano pace e ci violentano le donne

aiuta chi è più ricco

baionette ai moribondi

queste sono le leggi di Mosè.

Ma a noi indicò Maometto la strada da seguire,

il nostro Allah si onora col tritolo

a chi predica la pace massacrando la tua gente

dal Corano il nostro Dio risponde guerra.

 

E tra le dune sorge il mitra di Settembre Nero

sulla Palestina ora rivive lo spirito guerriero

 

 

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CLARETTA E BEN

Su svegliatevi

riscuotetevi

vedo in cielo come una bandiera

come un'aquila

tra le nuvole

che riaffiora dalla memoria

forse è un inno

o solo un sogno

il ricordo di una canzone

ma ora sale sai

come il ritmo

di una marcia dentro al mio

cuore

 

Han  ballato sui loro corpi

han sputato sul loro nome

han nascosto le loro tombe

ma non li possono cancellare

puoi vederli sai

son tutti qui

con le braccia levate al Sole

sono tutti qui

io li vedo

piovon fiori su piazzale Loreto

 

E' una piazza piena di sogni

un'armata di cari amici

mille anime di caduti

ma nel ricordo non li hanno

uccisi

 

sono i giovani di Acca Larentia

ed i ragazzi in camicia nera

i fratelli

di Primavalle

ed i martiri dell'Emilia

 

E ora sono qui

son sempre qui

son tornati a marciare ancora

dalle carceri

dalle foibe

dagli scrigni della memoria

mille innanzi a me

mille dietro

ed altri mille per ogni lato

è difficile

ma ci credo

piovon fiori su Piazzale Loreto

 

Ed io ho il cuore nero

 e tanta gente

mi vorrebbe al cimitero

Ma io ha il cuore nero

e me ne frego e sputo

in faccia al mondo intero

 

 

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I NOSTRI CANTI ASSASSINI

 

Entrammo nella vita dalla porta sbagliata

in un tempo vigliacco

con la faccia sudata

ci sentimmo chiamare sempre più forte

ci sentimmo morire ma non era la morte

 

E la vita ridendo ci prese per mano

ci levò le catene per portarci lontano

Ma sentendo parlare di donne e di vino

di un amore bastardo che ammazzava un bambino

e di vecchi mercanti e di rate pagate

di fabbriche vuote e di orecchie affamate

 

Pregammo la vita di non farci morire

se non c'era un tramonto da poter ricordare

 e il tramonto già

era notte da un pezzo

mentre il Sole sorgendo ci negava il disprezzo

ma sentendo parlare di una donna allo specchio

di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio

e di un vecchio ricordo di vent'anni passati

di occasioni mancate e di treni perduti

 e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada

 difendemmo l'onore col sorriso e la spada.

 

E scordammo la casa e il suo caldo com'era

per il caldo più freddo di una fredda galera

e uccidemmo la noia annoiando la morte

e vincemmo soltanto cantando più forte

e ora siamo lontani

siamo tutti vicini

e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini

 e ora siamo lontani

siamo tutti vicini

e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini

 

 

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NANNI

C'era un grande guerriero,
con lo sguardo sereno
che giocava con te .
Combatteva senz' armi,
era senza cavallo,
ma è lo stesso per te .

Ora è partito, ma ritornerà,
tornerà quando tu chiamerai .
Ora è partito, ma se lo vorrai
tornerà quando sogni da te .
Era forte, era grande,
ma non era cattivo,
lui correva con te.

C' è chi è cattivo e ha paura
di chi è troppo forte e paura non ha .
Nanni è partito a combattere chi
vuole un mondo dove il gioco non c' è .
Nanni è partito, ma ritornerà,
tornerà quando tu chiamerai .

L' orco lo fece prigioniero
e una porta per scappare lui non la trovò
e allora divenne un uccello
e attraverso le sbarre nel cielo volò.

Nanni è partito, ma ritornerà,
tornerà quando tu chiamerai .
Nanni è partito, ma se lo vorrai
tornerà quando sogni da te .

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FIUME LIBERATA

Fratelli, fratelli,
lodiamo il Dio vivente!
Fratelli, fratelli,
Ei torna alla sua gente.
Col grido dei forti
risuscita i morti.
Il Comune dei padri in piedi sta.
Garibaldi a cavallo è con gli insorti.
Fuori i barbari!
Fuori i barbari!
Italia! Italia!
I nuovi Mille han preso la città.
 

Fratelli, fratelli,
passateci sul petto.
Fratelli, fratelli,
il pianto è benedetto.
Il dolore splende,
piaga senza bende,
nudo come il costato di Gesù.
Cristo è con noi, che dal Calvario scende.
Fuori i barbari!
Fuori i barbari!
Italia! Italia!
Qui si combatte e non si piange più.
 

Fratelli, fratelli,
s'è riacceso il faro.
Fratelli, fratelli,
c'è Dante sul Quarnaro.
Ci son dietro a voi
l'ossa degli eroi,
i cinquecento morti in piè.
Raduna, o Patria, tutti i figli tuoi.
Fuori i barbari!
Fuori i barbari!
Italia! Italia!
Noi vinceremo o moriremo in te.

 

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AMICI DEL VENTO

 

Se mille son le storie che il tempo porta via

questa è la nostra storia generazione mia

venuti dall'inferno col fuoco nelle vene

innalzeremo al cielo le nostre bandiere

 

E torneremo Europa lo promettiamo a te

Europa torneremo uniti per te!

 

Svegliatevi fratelli su non dormite più

giocatevi oggi stesso la vostra gioventù

se la maledizione ce la portiamo addosso

la bruceremo insieme col primo straccio rosso!

 

 

E torneremo Europa lo promettiamo a te

Europa torneremo uniti per te!

 

 

Se scioglieranno il nodo che oggi ci tiene uniti

andremo in altri posti a costruire i nidi

ci brucieran le case ma che importanza ha

in casa dei fratelli del posto ci sarà

 

E torneremo Europa lo promettiamo a te

Europa torneremo uniti per te!

 

Han fatto leggi e imbrogli per chiuderci la bocca

dei nostri nomi il muro del carcere ribocca

ma mille volte mille il canto si udirà

di chi sta sera canta la sua libertà

 

E torneremo Europa lo promettiamo a te

Europa torneremo uniti per te!

 

E mille braccia alzate il mondo rivedrà

dentro alla mia bandiera una croce brucerà

e tremeranno ancora i farisei di sempre

e i loro soldi allora non serviranno a niente

 

E torneremo Europa lo promettiamo a te

Europa torneremo uniti per te!

 

E chi oggi ci disprezza domani striscerà

lo troveremo allora a chiederci pietà

e chi oggi ci disprezza domani tornerà

vigliacco come sempre da noi con umiltà!

 

E torneremo Europa lo promettiamo a te

Europa torneremo uniti per te!

 

Su questa nostra terra un vento soffierà

e noi semineremo la nostra libertà

 lontano spazzerà i figli del tradimento

ma noi saremo insieme siamo amici del vento

 

 lontano spazzerà i figli del tradimento

ma noi saremo insieme siamo amici del vento

 

 

 

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SULLA STRADA

 

Strade d'Europa stanchi sporchi ma felici

prendi dalla vita ciò che puoi

porta il tuo canto fino in Romania

bacia il grano di Budapest.

 

Cerca tra le rocce grige di Stonehenge

braci nella notte bevi il thè

parla con i venti che vanno verso nord

canta con i Lama di Rikon.

 

Antichi boschi e strade dell'Armor

magici villaggi dei Bretons

nuvole che corrone nel cielo sopra te

sogna tra le pietre di Carnac.

 

Prati e scogliere dell'Irlanda lassù a nord

gente come roccia a Belfast

e la croce d'oro di una fede che vivrà

cornamuse e mitra son per Sands!

 

Fiori e sorrisi sulla strada verso il sud

indica il leone "tibi pax"

danza nel castello sulla roccia di Cison

poeti e cavalieri insieme a te

 

Sfiora le pietre del piccolo Montsegur

si dice ci sia ancora un trovatore

con un liuto e un sorriso ancora le antiche "jestes"

piangendo forse piano canterà.

 

Strade d'Europa stanchi sporchi ma felici

prendi dalla vita ciò che puoi

porta il tuo canto fino in Romania

bacia il grano di Budapest.

 

Strade d'Europa nello zaino libertà

forse un giorno l'ombra fuggirà

le sue mani sporche dal sole leverà

un'aquila è nel cielo sopra te!

 

 

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CARA AMICA

 

Cara amica di una vita

io non posso spiegarti meglio

ma diciamo per capirci

che è quando dormo che son più sveglio

e che mentre sto qui nel letto

succedon cose che non t'ho mai detto.

Certe volte amica mia dalle lenzuola io vado via

e ciò che lascio steso qui al tuo fianco

è solo ciò di cui sono più stanco.

Certe volte me ne devo andare

e via con me tu non puoi venire

perchè la strada che devi fare

da nessun altro la puoi imparare.

Posso dirti solamente

ciò in cui credo più fermamente

che c'è un sentiero fatto di brina

che poi sparisce

appena viene mattina

e alla fine dei nostri giorni

da casa vieni ed a casa torni

Andiamo a casa dai

andiamo a casa dai

andiamo a casa dai

andiamo a casa dai

 

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NON SCORDO

 

Io non so dimenticare la mia rabbia e la vergogna

nel vedere un ragazzino che era già messo alla gogna

per aver voluto dire io non so dimenticare

un passato dignitoso per il quale provo onore

e veniva trascinato per i corridoi di scuole

con un cartello appeso al collo

con su scritta una parola

che per noi voleva dire uno con un ideale

ma per tutto quanto il mondo era il simbolo del Male!

 

E noi siamo ancora qui per ricordare

e noi siamo ancora qui per chi vuol dimenticare!

 

Io non voglio più scordare quel suo corpo sul selciato

e quel fiore che sbocciava dal suo sangue raggrumato

e un bastardo giornalista preparava già una storia

dalla trama un pò già vista per sporcarne la memoria

tanto da arrivare a dire che era stato un suo fratello

a sparare nella mischia proffitando del bordello

per far ricarder la colpa su quei poveri compagni

vittime senza giustizia del Fascismo e dei suoi inganni

 

Ma noi siamo ancora qui per ricordare

e noi siamo ancora qui per chi vuol dimenticare!

 

Io non chiedo la vendetta, non m'aspetto trasparenza

questa terra benedetta non conosce la giustizia

voglio solo ricordare senza scomodare i morti

ma che almeno i nostri figli non conoscano quei torti!!

 

Ma noi siamo ancora qui per ricordare

e noi siamo ancora qui per chi vuol dimenticare!

 

 

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ERI BELLA

Era bello il tuo sorriso e la mano che mi davi

eri belli e mi spingevi a gridare mi aiutavi

era bello stare insieme sopra ai banchi e sui divani

era bello dissetarmi con l'amore che mi davi!

 

ERI BELLA ERI BELLA E RIBELLATI!

ERI BELLA ERI BELLA E RIBELLATI!

 

E sei morta in convento o sul banco di un chirurgo

o sei morta in consultorio o sei nuda in un giornale

e ora guardi i giorni indietro e li vivi chiusa in casa

forse pensi e mi sorridi e mi immagini per strada!

 

ERI BELLA ERI BELLA E RIBELLATI!

ERI BELLA ERI BELLA E RIBELLATI!

 

Hai dimenticato tutto e io forse sto morendo

sto morendo nella scuola sto morendo nel lavoro

forse sanguino in Questura forse in piedi in tribunale

o disteso in una piazza o distrutto in una cella!

 

ERI BELLA ERI BELLA E RIBELLATI!

ERI BELLA ERI BELLA E RIBELLATI!

 

 

 

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RIVOLTA

 

Per le vie e per le strade

per le piazze e per i campi

 

un rumore sta crescendo

un amore sta aumentando

 

le serrande abbassate

sguardi muti tra i passanti

 

voli Charter per i ricchi

tonfi sordi nei sobborghi

 

RIVOLTA RIVOLTA RIVOLTA

 

Sembra più una festa

che un massacro di innocenti

 

ed al posti della noia

ci sia solo l'allegria

 

niente più controllo

chi conosce polizia?

 

Bande di guerrieri

fanno rossa la via

 

RIVOLTA RIVOLTA RIVOLTA

 

Noi non vogliamo un futuro

di sangue per te

 

Ma noi non vogliamo

morire con te

 

e se l'unica chance

per la gioventù è questa

siamo pronti a gridare

 

RIVOLTA RIVOLTA RIVOLTA

 

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PALESTINA

 

Eravamo più di venti in venti uomini senza sonno

ed ogni strada ci sembrava strada ed ogni mese ci durava un anno

il nostro amore ci sembrava troppo la nostra terra ci sembrava poca

terra e sassi nelle nostre scarpe la nostra rabbia diventava cieca!

 

Con il mitra appeso alle spalle

la libertà sembra più vicina

a cinquecento metri dalle stelle

già ci sembrava...Palestina Palestina!!

 

Cicatrici di amori passati ci proibivano il sorriso

sui nostri cuori consumati ogni ricordo ci lasciava un peso

ed ogni notte passata a contare quanti passi dal confine

ci invecchiava di quasi un anno avvicinandoci alla fine!!

 

Con sei figli incollati a una foto

la libertà sembra più lontana

qui il silenzio è spezzato da un fiato

tra le montagne...in Palestina Palestina!!

 

Una pattuglia di circoncisi che avevan razzi e fucili alla moda

che ci puntavano pericolosi scrivendo fine sulla nostra strada

ed il sangue che mi uscì dal collo non ho vissuto per poterlo vedere

credo che sia sciolto tra questa terra che ora nessuno mi può rubare!

 

Ma con un mitra che ti strappa la vita

la libertà sembra una bambina

 che la notte si addormenta impaurita

al coprifuoco...in Palestina Palestina!

 

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VANDEA

 

Questo Sole questo Sole di Francia, questa notte ha cambiato colore

non ci scioglie più il nodo alla pancia quando la sera lo vedi calare!

Questa spada non è spada è una lancia taglia la gola

agli anelli e ai bambini

questo fuoco che brucia le chiese brucia il raccolto dei contadini!

E mio figlio che è figlio di Francia

rivolta la terra perchè ci dia da mangiare

conosce fatica, dolore e rinuncia conosce una croce a cui poterle affidare!

Ma questo milione di uomini a cavallo hanno le lame sopra al loro coltello

hanno un diavolo per capello e di capelli una marea

cantano di questa Francia che cambia

e hanno un sorriso che gli approva la morte

stringono tra le ginocchia un cavallo e il cavallo si impenna e riparte!

 

La Francia moriva, contadini baroni ed i figli suoi

e mio figlio che ancora cantava

cantava il domani appartiene a noi!!

 

Queste mani queste mani di Francia di pelle dura che non intende ragione.

Già si formano in grembo alla pancia di ogni madre di questa ragione!

Mio figlio che è nato di notte, sul pavimento di un casolare

c'ha una schiera che piega soltanto

Mio figlio che è anima cuore e cervello

impasto di Francia e la voleva salvare

gli anno reciso di netto la testa dal collo

all'alba di un giorno che non doveva venire!

Ma questo milione di uomini a cavallo

hanno un ghigno che gli precede il naso

portano al collo un ramo di capelli per ogni donna che hanno ucciso

altre donne che corrono tra il ferro e fuoco tenendosi il vestito strappato

restano solo cani che abbiaiano verso il fumo, dopo che il fuoco s'è placato!

 

La Francia moriva, contadini baroni ed i figli suoi

e mio figlio che ancora cantava

cantava il domani appartiene a noi!!

 

La Francia moriva, contadini baroni ed i figli suoi

e mio figlio che ancora sperava

cantava il domani appartiene a noi!!

 

 

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TERRA DI THULE

 

Portavi al collo quel talismano d'oro avuto dal saggio un lontano mattino

quando eri ancora tra boschi di quercia soltanto un guerriero bambino!

Ricordi tuo padre cacciare con l'arco il primo cervo un premio già ambito

Pescare nei fioridi e poi nel torrente salvare quell'orso ferito!

 

La casa al ritorno era bianca e pulita tua madre una donna di bianco vestita

le sue trecce d'oro amavi baciare per sempre sentirla cantare!

Finiti son poi quegli anni più dolci in cui ogni cosa ti sembrava pura

adesso sei uomo e devi andare l'ascia e la spada dovrai tu portare!

 

Il grande lago hai poi attraversato il vecchio il saggio ancora incontrato

e lui ti ha detto con voce velata fai presto la guerra è già cominciata!

In una pianura dal sole baciata la gente del Nord è tutta schierata

biondi guerrieri con elmi d'argento il cerchio e la croce garriscono al vento!

 

Il cuore ti batte sempre più forte quando è il momento di dare la morte

allora stringi il tuo talismano le rune incise in un tempo lontano!

Adesso che il sangue tu hai conosciuto adesso che il fuoco tu hai attraversato

la pace sul campo di nuove è tornata la luna ti bacia la gola squarciata!

 

Osservi per poco il tuo corpo stupito poi voci imperiose ti chiamano in coro

è tempo di andare ti cambi il vestito ti copri di bianco e di foglie d'oro!

La nave ti porta via dal mare l'isola verde ti sembra aspettare

adesso lo sai che tu per sempre il cervo e la lontra potrai qui cacciare!

 

 

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IL MERCENARIO

Sono morto nel Katanga

venivo da Lucera

avevo quarant'anni

e la camicia nera.

Di me la gente dice

che sono un mercenario

soltanto per bottino

soltanto per denaro.

Ma adesso che son steso

guardate nel mio sacco,

c'è solo una bottiglia

e un'oncia di tabacco.

Invano cercherete

soldi nel tascapane

li ho spesi proprio tutti

insieme alle puttane.

 

Viva la morte mia

viva la mia gioventù

viva la morte mia

viva la gioventù

 

Amavo una ragazza

di razza Congolese

però l'ho persa ai dadi

con Jimmi l'Irlandese.

Salvai monache e frati

dal rogo del ribelle

ma l'Onu se ne frega

se brucia la mia pelle.

Se la mia pelle brucia

è perchè son mercenario

ma il Papa se ne frega

e sgrana il suo rosario.

 

Viva la morte mia

viva la mia gioventù

viva la morte mia

viva la gioventù

 

Addio amiche mie

dai fiori nei capelli

addio dolci compagne

trovate nei bordelli.

Con le vostre guepiere

ho fatto una bandiera

portatela agli amici

che invecchiano a Lucera

 

Viva la morte mia

viva la mia gioventù

viva la morte mia

viva la gioventù

 

Se rimanevo a casa

là nella mia Lucera

ora sarei arrivato

 i figli e la pancera.

Avrei la moglie grassa

le rate, la seicento,

salotto, televisione

mutua e doppiamento.

Invece sono andato

in giro per il mondo

adesso sto crepando

quaggiù nel basso Congo

 

Viva la morte mia

viva la mia gioventù

viva la morte mia

viva la gioventù

 

 

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LEON DEGRELLE

 

Una sirena dietro al vento taglia il cielo di Madrid

scende la pioggia ad aiutare il traffico

gente che sale e scende dai taxi.

E' un Generale d'ottanat'anni con un passo forestiero

senza medaglie appese al petto solo una croce tutta d'oro

e qualcuno ha bussato alla porta

è il passato che lo viene a cercare

è una storia che è morta e sepolta dal mare!!

Ma è una storia da ricordare come il natale passato in casa

come una guerra perse per sempre come una curva pericolosa.

La candela riflette la luce

sopra un foglio fitto di righe

un Leone attraversa la storia è la penna che scrive.

Generale la tua spada è nel vento

ed ha la lama che punta nel Sole

e la notte da dietro al tramonto che sale!!

E il vapore del caffè che fischia come un amico che ti vuole

come una nave che gonfia le vele

come la vita e i suoi misteri come la gente che non li vuole!!

E i giornali sono già usciti come volpi affacciate alla tana

come fabbriche rimesse in moto

dal profumo del caffè in cucina.

E' un Generale d'ottant'anni

due occhi accessi e appesi al vento

con la sua storia imprigionata

dietro una linea di combattimento.

Generale c'è una nave nel mare

taglia le onde e le ricopre di schiuma

c'è una donna affacciata al bancone che fuma

e c'è un striscia di terra che forse

non vale più la pena di rivedere

più la pena di ricordare

e c'è una fascia di uomini che si guardano

un pò meglio dentro alle mani

e ci trovano lontani.

La stessa razza di uomini

che acavallano le gambe al tavolini

 e un bicchiere di vino tra le mani!

Ma che destino è...domani!!

Che destino è..!!

 

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PUNTO DI NON RITORNO

 

L'alba si è accesa, come un filo di rame

come il caffè della stazione

e la strada d'affretta tra scarpe e catrame

 a portarti a destinazione

non uscire di casa non portargli la morte

al tuo punto di non ritorno

non portargli gli occhiali non voltargli le spalle

al tuo punto di non ritorno alla tua fine del mondo!

La moto si è accesa con un filo di gas

ti accompagna verso la morte

nascosto nel cuore c'è un pezzo di rabbia

che ti applaude e ti apre le porte

no, non dargli il tuo collo il tuo ghigno di sfida

al tuo punto di non ritorno

non lasciarci i miei anni i miei sensi di colpa

al tuo punto di non ritorno alla tua fine del mondo!

 

E proprio mentre il corpo ti abbandona

che sembra che trattieni il respiro

nel cielo Dio s'affaccia e ti perdona

e sembra che ti vuole davvero!

 

Una fiamma s'è accesa da quel tubo di ferro

quando hanno dovuto aprirti il portone

una sirena s'accende come un grido di rabbia

gira le teste delle persone

C'è qualcuno che guarda c'è qualcuno che soffre

c'è qualcuno che ti fa una canzone

no, non lasciarli a quei volti a quegli occhi in divisa

il tuo punto di non ritorno

non passare alla morte come fosse la fine

come un sole d'inverno

il nostro è un punto di non ritorno!

 

E proprio mentre il corpo ti abbandona

che sembra che ti sfugge un sorriso

nel cielo Dio si affaccia e ti perdona

e ti apre un pezzo di paradiso

 

E proprio mentre il corpo ti abbandona

che sembra che ti sfugge un sorriso

nel cielo Dio si affaccia e ti perdona

e ti apre un pezzo di paradiso!!

 

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BRIGANTE SE MORE

 

Ammo pusato chitarra e tamburo

pecchè sta musica s'a dda cagnà

simmo briganti e facimmo paura

e cù scuppetta vulimmo cantà.

E mo cantammo sta nova canzone

tutta la gente se l'a ddà mparà:

noi combattiamo p'o Re Burbone

e 'a terra è nostra e nun s'a dda tuccà.

Tuti i paise de Basilicata

se so scetati e vonno luttà,

pure 'a Calabria mo s'è arrevolata

e stu nemico facimmo tremà.

Chi ha visto 'o lupo e s'è miso paura

nun sape buono qual'è 'a verità

o vero lupo ca magnia criature

è 'o permuntese che avimmo da caccià.

Femmen blle ca date lu core

si lu brigante vulite salvà

nin lo cercate, scurdateve 'o nome

che ce fa guerra nun tiene pietà.

Omo se nasce, brigante se more

e fino all'ultimo avimm'a e sparà

ma si murimmo menate nu fiore

e na' bestemmia pe sta libertà

 

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LILI' MARLENE

Tutte le ser sotto quel fanal

presso la caserma ti stavo ad aspettar

anche sta sera aspetterò

 e tutto il mondo scorderà

con te Lilì Marlene

O trombettier stasera non suonar

una volta cnora la voglio salutare

addio piccina dolce amor

ti porterò per sempre in cuor

con me Lilì Marlene

Dammi una rosa da tenere sul cuor

legala col filo dei tuoi capelli d'or

forse domani piangerai

ma dopo tu sorriderai

a chi, Lilì Marelene.

Quando nel fango debbo camminar

sotto il mio bottino mi sento vacillar

che cosa sarà di me

ma poi sorrido e penso a te

e te Lilì Marlene

Se chiudo gli occhi e il viso tuo m'appar

come quella sera nel cerchio del fanal

tutte le notti sogno allor

di ritornar, di riposar

con te, Lilì Marlene

 

...tutte le notti sogno allor

di ritornar, di riposar

con te, Lilì Marlene

 

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NOI POCHI

La strada rimbomba per noi che corriamo

le braccia son lunghe più  su della mano

chi vuole cacciarci ora piange per terra

è frutto sudato di Piccola Guerra!

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

Non serve un castello per noi poca gente

un buco è un rifugio più che sufficiente

la piazza è una reggia non certo da poco

e lì che il torneo cessa di essere gioco

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

Lottiamo di giorno per tutti i quartieri

nemici a migliaia e ne siamo fieri

la notte risate davanti a una birra

per noi sono l'oro l'incenso e la mirra

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

Copriamo le mura coi nostri pensieri

che volano in cielo su bianchi destrieri

mai poi coi capelli sporchi di colla

torniamo a combattere in mezzo alla folla!

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

La pioggia di fuoco terribile scende

e noi con lo sguardo di chi non si arrende

correndo nel fumo stringiamo un martello

ridiamo, siam folli votati al macello!!

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

NOI POCHI NOI FELICI POCHI

MANIPOLO DI FRATELLI

 

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SPARA SULLE POSSE

Ti vergogni della tua pelle che vorresti un pò più nera
Ti vergogni della tua gente e della tua cultura
Sei per la libertà canti per l’autonomia
Ma siete le truppe cammellate della polizia

Siete falsi negri falsi rivoluzionari
Falsi musicisti falsi interpreti sociali
Falsi nel cuore bugiardi senza onore
Falsi come gli occhi di ogni boia traditore

Bye Bye spara sulle posse
Bye Bye spara sulle posse
Bye Bye spara sulle posse
Bye Bye spara sulle posse

Siete pompati per fini di mercato
Dai soliti vampiri del proletariato
Siete il prodotto neanche tanto originale
del solito schifoso imperialismo culturale

Quando il sociale diventa commerciale
Fare il rivoluzionario ti pare niente male
Il ministro e il prefetto il regista e Jovanotti
Tutti a difendere i vostri culi rotti.

Bye Bye spara sulle posse
Bye Bye spara sulle posse
Bye Bye spara sulle posse
Bye Bye spara sulle posse

 

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